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Lavoratori del BassoMolise ad Atessa beffati dal servizio autobus: tutto fermo in Regione

Da oltre un anno i residenti in BassoMolise che lavorano nella zona industriale di Atessa patiscono disagi legati a un “buco” nei trasporti. L’autobus Atm infatti si ferma davanti i cancelli della Sevel e non prosegue il giro fino alle altre fabbriche, lasciando a piedi decine e decine di lavoratori. I quali, inevitabilmente, o vanno a piedi (ma è impensabile, considerando i temi stretti e la distanza fino a 3 chilometri dalla fermata) oppure si devono arrangiare con mezzi privai e un notevole aggravio di costi.

A Val di Sangro infatti, nucleo industriale di Atessa, non esiste solo la Sevel. Sono decine gli stabilimenti agganciati all’indotto automobilistico dove lavorano termolesi e bassomolisani in generale.

Il problema ce l’hanno loro, perché la decisione di fermarsi in Sevel senza procedere verso gli stabilimenti vicini è solo della ditta Atm. Sati, che lavora sul versante opposto e accompagna i lavoratori di Isernia o da Agnone, è giunta a un accordo con la regione Molise sulla somma extra per garantire il servizio.

Atm invece, che fa capo all’impresa Larivera, chiede una cifra giudicata “eccessiva”  per Fare quei 4 chilometri in più.

Lo ha nuovamente precisato l’assessore ai Trasporti Quintino Pallante rispondendo alla interrogazione del consigliere Valerio Fontana il 14 gennaio scorso.

Il disagio è evidente e obbliga i lavoratori beffati a usare mezzi propri oppure a recarsi in auto fino a San Salvo per prendere il bus Cerella “che ci accompagna nelle rispettive fabbriche”. La situazione è così – ed è invariata – da un anno, malgrado il nucleo industriale di Atessa abbia continuato con la produzione fermandosi per covid solo poche settimane.

Il tira e molla tra regione e ATM, che chiede un amento di circa mezzo milione di euro l’anno per 4 chilometri da percorrere su ogni mezzo diretto ad Atessa, non si è risolto. E il consigliere Valerio Fontana è tornato sulla questione sottoponendo nuovamente il caso all’assessore Pallante che ha fornito, dice Fontana, “una risposta non soddisfacente perché sono trascorsi mesi e mesi e siamo ancora a carissimo amico”, la sintesi del consigliere anche rispetto alla promessa della Regione di attivare un servizio navetta interno con gestore diverso per la quale serve un accordo con la Regione Abruzzo. Accordo che però non è ancora stato perfezionato.

“Per noi aumentano i costi e i tempi di percorrenza per andare al lavoro con le nostre auto o col bus che parte da San Salvo, dove dobbiamo arrivare con auto nostre” spiega Domenico, che vive a Guglionesi dove sia il consigliere Del Torto che il sindaco Bellotti hanno segnalato il problema in Regione senza ottenere risposta.

“Per chi fa il turno di notte è peggio ancora – aggiunge – c’è il rischio di incrociare cinghiali e fare incidenti, di guidare al rientro dopo 8 ore in fabbrica…”

Possibile che non si riesca a risolvere una situazione del genere? “Noi siamo disponibili anche a pagare 10 euro in più per avere il servizio”, ma a quanto pare non c’è volontà di sbloccare l’impasse, malgrado siano diverse decine i laboratori del Basso Molise diretti alle aziende dell’indotto Sevel.