La “Mesaiola” ai tempi del covid, i 12 mesi sul palco della Gil per rinnovare storia e tradizioni

Il covid ha cambiato certamente la forma ma per fortuna non è riuscito a cambiare l’entusiasmo. Così anche oggi, la Polifonica Monforte, con tutte le restrizioni del caso e garantendo  il rispetto pieno della normativa, ha usufruito del palco dell’ex Gil per riportare e rinnovare  la “Mesaiola”, l’antico carnevale del capoluogo di regione detto anche “La maschera dei 12 mesi”.

mesaiola

Rosa Socci, presidente della Polifonica, ha raccolto i personaggi rappresentativi dei 12 mesi e alle 15 nel palazzo di via Milano  ha portato in scena canti e musiche della tradizione popolare che hanno richiamato alla bellezza del Carnevale.

La manifestazione ovviamente privata della classica sfilata ha espresso ugualmente energia e passione per una festività che è parte della storia italiana e locale. Cantori e musicisti non ha mancato di suscitare quelle emozioni che hanno ravvivato l’attaccamento di ognuno alla propria identità culturale.

“ La Mesaiola è uno dei pilastri della nostra tradizione – ha detto Rosa Socci – e il covid non poteva impedirci quantomeno di rinnovarla seppure in una forma anomala come questa odierna. Distanze, mascherine, senza pubblico, però siamo qui ad affidarci ai mezzi che oggi possono aiutare a mantenere viva la passione e l’attaccamento per ciò che ci appartiene perché la tradizione non muore. Mai”.

Qualche ora di allegria trascorso a rinnovare le antiche tradizioni campobassane, e poi il ritorno a casa con la speranza di tornare a fare del Carnevale la festa per strada. Fatta di musica, canti, ritornelli e stornelli, poesie e scenette, così come era una volta. Prima del covid.