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La guerra dei vaccini: radiologi e riabilitatori chiedono siero Pfizer “per tutta la categoria”

La richiesta degli ordini professionali di vaccinare col siero Pfizer e non con quello della casa farmaceutica Astrazeneca anche i tecnici sanitari senza distinzioni di età.

Sta assumendo i contorni di una lotta per la marca di vaccino ‘migliore’ la richiesta dei radiologi e riabilitatori preoccupati per la possibilità di non ricevere il siero della casa farmaceutica Pfizer ma quello di Astrazeneca.

La differenza tra i due prodotti anti Covid 19 sta principalmente nella percentuale di efficacia (Pfizer superiore ad Astrazeneca) e nella platea a cui possono essere somministrati: il primo va bene per tutti, compresi gli ultra anziani (over 80), il secondo era destinato inizialmente alla fascia più giovane (18-55 anni) poi, in sede di Conferenza Stato-Regioni, esteso anche alla popolazione tra i 18 e i 79 anni. Con l’esclusione del personale sanitario e sociosanitario già coinvolto nella fase uno della campagna vaccinale e destinatario dell’antidoto Pfizer.

“Raccogliendo le numerose rimostranze di professionisti iscritti all’Ordine Tsrm Pstrp Campobasso – Isernia soprattutto liberi professionisti cui viene paventata la somministrazione di vaccini diversi dallo Pfizer inoculato ai colleghi più anziani, over 55, questo Ordine – leggiamo nella nota inviata a Primonumero – per voce del presidente e dei presidenti delle 19 Commissioni di albo vuole rendere evidenti alcune importanti puntualizzazioni. L’Ordine ha su tutti i fronti sostenuto l’inclusione dei liberi professionisti e privati accreditati nella prima fase della campagna vaccinale ribadendo, che tutti gli operatori sanitari, andassero sottoposti a vaccinazione soprattutto nell’interesse e tutela della popolazione”.

E infatti anche radiologi e tecnici riabilitatori hanno fornito nomi e dati anagrafici alle autorità sanitarie regionali che coi nuovi rifornimenti in arrivo si apprestano a vaccinare loro, come pure dentisti e medici liberi professionisti che non erano stati inseriti nella prima fase della campagna. Questo anche dopo le veementi proteste dell’Ordine dei medici di Campobasso.

“Si precisa che la scelta della marca del vaccino, ovvero le fasce di età cui somministrarne uno anziché un altro non rientra nella conoscenza di questo Ordine, ma la vaccinazione degli operatori sanitari deve assicurare la massima e analoga copertura. Questo oltre a dare voce alle numerose lamentele dei colleghi che si sentirebbero discriminati, e sottovalutati nella potenzialità del contagio qualora fossero sottoposti ad un vaccino con minore percentuale di copertura rispetto ai colleghi più anziani, si dichiara completamente solidale e invita la struttura regionale preposta al piano vaccinale ad assicurare la massima copertura con le migliori risorse vaccinali a disposizione”.