Ispettori ministeriali su ospedali molisani, Sisto: “Va rifatto il Piano sanitario”

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Il segretario regionale del Prc Pasquale Sisto commenta la recente relazione degli ispettori ministeriali riguardo agli ospedali e ai posti letto del Molise.

“Il verbale degli ispettori ministeriali che hanno ispezionato gli ospedali Molisani il 27 e 28 gennaio hanno confermato drammaticamente tutto quanto il nostro partito va affermando da mesi in merito all’ex Ospedale Vietri di Larino, a partire dal presidio che abbiamo fatto il 12 dicembre 2020 dinnanzi a l’ex ospedale frentano e fino ai vari comunicati stampa e non ultimo il volantinaggio da noi fatto sabato 20 febbraio nei pressi del San Timoteo a un anno dal paziente uno.

Come abbiamo detto più volte e confermato dagli ispettori ministeriali – l’ex ospedale Vietri di Larino dal punto di vista sanitario, si tratta di un’organizzazione di mezzi e personale più o meno corrispondente ai requisiti di una RSA (residenza sanitaria assistenziale), cioè un po’ di più di una casa di riposo e difatti gli ispettori ministeriale non lo chiamano neanche ospedale ma lo chiamano “la struttura di Larino” che non può essere adibito a ospedale Covid per le cose che abbiamo sempre detto come partito della rifondazione comunista  in quanto per l’appunto nel 2016 l’allora commissario ad acta per il rientro della sanità Regionale e nonché presidente della giunta regionale – declasso il Vietri- a Ospedale di comunità paragonato per l’appunto a poco più di una RSA e per cui non può e mai può diventare un Ospedale Covid per il semplice fatto che non è un Ospedale.

Alla visita ispettiva la struttura appare inidonea alla riconversione parziale o totale in Ospedale Covid per mancanza di requisiti essenziali tra cui laboratorio Analisi, Radiologia, Terapia Intensiva tutte cose che ripetiamo e andiamo dicendo da mesi. La politica a tutti i livelli (invece di fare sciacallaggio politico) rifacesse il piano Sanitario Regionale prevedendo la riapertura dell’ex ospedale di Larino in ospedale di 1, 2, 3 livello e innalzando anche il Veneziale di Isernia e il San Timoteo di Termoli a ospedali di 1, 2, 3 livello in tal modo da poter prevedere centri Covid a tutti gli effetti in grado di coprire tutto il Molise. Vogliamo solo ricordare che neanche il Cardarelli poteva avere un reparto di malattie infettive ma solo dopo la deroga del Governo di un anno fa lo divenne perché anche quello ospedale di Tappino del capoluogo Regionale non è un ospedale di 1,2,3 livello.

Solo in questo modo chi ci governa ai vari livelli può risolvere la gravissima situazione della Sanità molisana sia per i malati covid che per i malati non covid, insieme alla chiusura al meno fino al 31 marzo di tutte le attività produttive non essenziali. Tutto il resto e materiale per i social e trasmissioni televisive populiste come e populista mediaticamente parlando l’ospedale da campo montato a Termoli in quanto serve solo a fare le dirette televisive alle vare trasmissioni che si alternano durante tutto il giorno sulle reti Nazionali ma a noi dà l’impressione di trovarci a Sarajevo nel mese di agosto del 1995″.

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