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Infermieri spostati al Pronto Soccorso e ricoveri bloccati, sindaci del BassoMolise diffidano l’Asrem

Il nosocomio termolese sempre più in affanno, con ricoveri di pazienti Covid che si susseguono (gli ultimi stanotte). Il risultato è che il Pronto Soccorso e la Medicina d’Urgenza scoppiano, tanto che ieri è stata data disposizione di sgomberare il reparto di Urologia i cui infermieri (8) sono stati trasferiti proprio in questi reparti per fronteggiare l’emergenza Covid. Il San Timoteo diventa sempre più nei fatti un ospedale Covid, pur non essendo stato previsto questo, e i ricoveri ordinari bloccati in tutta la struttura testimoniano come l’emergenza così gestita di fatto stia compromettendo la piena funzionalità del San Timoteo. Proprio per questo 19 sindaci del Basso Molise scrivono alla Procura e al Ministero e diffidano l’Asrem

La situazione dell’ospedale San Timoteo si fa sempre più difficile. A soffrire più di tutti sono i reparti del Pronto Soccorso e della Medicina d’Urgenza, divenuti ormai reparti Covid a tutti gli effetti, con oltre dieci pazienti ricoverati (tutti residenti nell’hinterland di Termoli e con sintomi importanti) che, come noto, non possono essere portati al Cardarelli dove i posti letto sono esauriti. Proprio ieri l’ordine di servizio dell’Asrem che disponeva il trasferimento degli infermieri (8) del reparto di Urologia nei reparti – appunto – d’urgenza, per dare manforte agli operatori sanitari in questo momento più in difficoltà. Nei giorni precedenti il reparto aveva provveduto a dimettere i pazienti e ora quindi il reparto è stato svuotato e accorpato – frattanto – a Chirurgia.

Consapevoli di queste criticità dell’unico ospedale che fa fronte a circa 100mila abitanti, 19 sindaci del Basso Molise, a cominciare da quello di Termoli, hanno diffidato l’Asrem ad adempiere entro il più breve tempo possibile alla richiesta di restituire all’ospedale San Timoteo la funzionalità minima necessaria a garantire il pubblico servizio. Pubblico servizio che di fatto oggi è compromesso, e per il blocco dei ricoveri ordinario già disposto qualche giorno fa per tutto il nosocomio, e alla luce della grave situazione che sta vivendo il Pronto Soccorso dove i pazienti covid ricoverati sono ormai una decina e presentano anche sintomi importanti. Anche stanotte sono giunti al San Timoteo dei pazienti con sintomatologia da Covid che sono stati ricoverati. Nelle stesse ore un paziente è stato trasferito in Puglia, come già successo per altri due degenti.

L’avevano promesso e così è stato, frattanto che l’ipotesi Vietri è ancora sul tavolo, soggetta a diatribe tra il commissario, il subcommissario e la Asrem. Il San Timoteo intanto è allo sbando e i sindaci della zona chiedono di fare presto. Anche su questo i sindaci battono i pugni sul tavolo, chiedendo “la immediata riapertura del Vietri di Larino, o altra struttura, come ulteriore sfogo per i pazienti Covid alla luce della notevole pressione che insiste sul Cardarelli, considerato che vengono meno, vista la nota di disponibilità della Neuromed, gli impedimenti della mancanza di personale ed attrezzatura”. Un altro modo per dire ‘fate presto’.

Questa la lettera firmata dal sindaco di Termoli e da altri 18 primi cittadini del Basso Molise in cui si diffida l’Asrem chiedendole di ripristinare la funzionalità del San Timoteo, di fatto bloccata dall’emergenza Covid.

Diffida dei sindaci all’Asrem

Fonti ospedaliere riferiscono di una situazione esasperante, al limite dell’esaurimento fisico e psicologico per medici, infermieri ed operatori sanitari trovatisi a fronteggiare l’emergenza Covid nonostante l’ospedale termolese non fosse deputato a questo.

Stando così le cose, l’imperativo è ora diventato quello di potenziare il Pronto Soccorso sotto stress per l’emergenza Covid, e l’ordine di servizio relativo a Urologia va in questa direzione. Ma sul tavolo ci sarebbe anche l’ipotesi di utilizzare il reparto di Cardiologia, con 25 posti letto (al 4° piano) e vuoto perchè chiuso da 2 anni.

Un suggerimento, questo, che arriva in un momento di forte pressione anche dal presidente del Comitato San Timoteo, che si è sempre posto in maniera costruttiva rispetto alle operazioni di progressivo smantellamento e svuotamento del presidio ospedaliero di Termoli. “Al quarto piano – riflette l’ingegner Felice – proprio accanto al reparto di Urologia individuato come area grigia potenziata ad interim, c’è la cardiologia che da due anni a questa parte non è funzionante. Conta su 25 poti letto e spazi adeguati, e non sarebbe un problema alla luce della ripresa delle degenze ordinarie”. Già, perchè Urologia è un reparto attivo a Termoli, che già risente della esiguità di medici (il primario Desiderio sta per andare in pensione) e che non deve assolutamente essere sacrificato, Cardiologia, al contrario, non è in funzione da oltre 24 mesi e potrebbe essere lo spazio ideale per un’area grigia ampliata.