Quantcast

Il Pd chiede ai Ministri la testa di Florenzano e Giustini, un Decreto Molise e una nuova organizzazione sanitaria

“Dati inviati a Roma incompleti, menzogne e ritardi sulla realizzazione della Torre Covid, disorganizzazione completa” addebitata a Toma e Florenzano: la direzione regionale del Partito Democratico ripercorre le tappe di una gestione fallimentare che ha portato il Molise allo sbando e fa una serie di proposte ora al vaglio del tavolo tecnico e dei tecnici ministeriali.

La direzione regionale del Partito Democratico ha inviato una serie di proposte al Tavolo Tecnico per il rientro dal deficit sanitario, al Ministero della Sanità e a quello dell’Economia con l’obiettivo di invertire l’immobilismo dei vertici preposti alla gestione della pandemia in Molise ottenendo una serie di risultati concreti in un momento segnato dalla massima emergenza, “una emergenza estrema come non era mai successo dall’inizio della diffusione del covid-19”.

Il documento inoltrato oggi a Roma prende in considerazione un lungo elenco di scelte considerate fallimentari che spaziano dai posti letto negli ospedali alle guerre interne alla struttura commissariale, arrivando alla richiesta di emanare un Decreto Molise di ripiano del debito sanitario con un nuovo commissario ad acta che possa riorganizzare in due anni il sistema. A questo si aggiunge la richiesta di sospendere la costruzione della Torre covid al Cardarelli di Campobasso, che è ancora in fase progettuale, destinando i 9 milioni di euro ottenuti da Roma alla realizzazione dei Covid Hospital nel Vietri di Larino, insieme a un reclutamento straordinario di medici e infermieri necessari e in questo momento addirittura indispensabili.

Questo il testo del documento inviato al tavolo tecnico per il rientro dal deficit sanitario e la garanzia dei Lea, tramite la responsabile, dott. Angela Adduce; al ministero della Sanità tramite i suoi organi preposti; al ministero dell’Economia, tramite i suoi organi preposti

 

“Il Molise si trova in una condizione di emergenza estrema come non era mai successo dall’inizio di questa pandemia. Attualmente una percentuale assai alta della popolazione è positiva al virus. Di questa oltre il 10% è sintomatica ed ha bisogno di cure. Il primo grande problema da evidenziare è che non esiste un protocollo unico per chi può curarsi a casa. I medici di base non vengono seguiti né coordinati dalla Asrem ed intervengono diversamente sui diversi pazienti. Le unità Usca sono solo 5 e non riescono a far fronte all’assistenza domiciliare di tutti i pazienti.

Ma il tema senza dubbio più inquietante è la completa disorganizzazione riguardante i ricoveri e la gestione dei pazienti ospedalieri.

Il presidente della Regione Donato Toma ed il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Asrem, hanno inspiegabilmente, fin da principio escluso la possibilità di individuare un ospedale Covid, nonostante esista e sia perfettamente funzionante l’ospedale ‘Vietri’ di Larino che attualmente ha disponibilità di camere con massimo due posti letto, ogni postazione è dotata di impianto per l’ossigenazione dei pazienti.

L’unico luogo preposto alla cura dei pazienti Covid è l’ospedale Cardarelli di Campobasso che è anche l’unico ospedale hub della regione.

Questa scelta scellerata ha fatto sì che in tempi brevissimi i posti disponibili nel reparto di terapia intensiva siano stati occupati e che i pazienti Covid siano stati accolti nei reparti di medicina d’urgenza e malattie infettive, non solo dell’ospedale Cardarelli ma anche nei nosocomi di Termoli e di Isernia, creando così pericolose aree miste che hanno avuto come conseguenza il dilagare del virus in luoghi dove mancavano i parametri di sicurezza.

Da questo sono conseguiti numerosi contagi tra i ricoverati ed il personale medico e sanitario e l’aggravamento e la morte di diversi pazienti.

Questa situazione ha portato il 14 febbraio 2021, alla chiusura di tutti i reparti dell’ospedale San Timoteo di Termoli che, saturo e con il personale medico in burnout non ha accettato più alcuna tipologia di paziente.

Stessa cosa accade di frequente al Cardarelli di Campobasso dove non ci sono più posti in malattie infettive e neanche negli altri reparti convertiti per malati Covid.

Non ci sono più o meglio, non ci sono mai stati, posti nel reparto di rianimazione, dallo scoppio della seconda ondata, per malati ordinari e diversamente da quanto indicato nei documenti ufficiali dell’Azienda Sanitaria Regionale, i posti in terapia intensiva solo 12, ovvero due diversi moduli da 6.

Intanto i malati Covid hanno iniziato ad essere trasferiti fuori regione: in Abruzzo, in Puglia ed in Campania”.

Il presidente Toma ed il direttore Florenzano hanno da mesi osteggiato la riapertura dell’ospedale Vietri ed hanno avallato altre ipotesi di gestione dell’emergenza che ad oggi sono tutte fallite o, peggio ancora, non sono mai state intraprese:

1- la realizzazione della torre Covid individuata in una struttura adiacente l’ospedale Cardarelli, in uno stabile che non risponde a nessun criterio di sicurezza. La realizzazione di questo padiglione ha un costo previsto di 9 milioni di euro, attualmente non è stato dato ancora in appalto e ovviamente i lavori non sono iniziati. Toma e Florenzano hanno mentito quando hanno dichiarato che sarebbe stato pronto entro marzo 2021;

2 – la realizzazione di container all’interno dei quali ricavare ulteriori 6 posti letto del reparto Rianimazione dell’ospedale Cardarelli. I lavori per l’installazione dei container sono partiti la settimana scorsa con un costo di 150mila euro;

3 – la carenza cronica di personale medico e sanitario che non è mai stata affrontata seriamente fin dall’inizio della pandemia. Sono stati assunti un numero esiguo di infermieri e di OSS, con contratti a partita iva, senza alcuna tutela in caso di contagio Covid o malattia. È stato fatto un solo bando per gli infermieri nell’ottobre 2020;

4 – i dati che vengono inviati alla cabina di regia del Ministero della Salute sembra siano incompleti e, nello specifico, carenti dei risultati dei tamponi rapidi. Questo non permette un reale tracciamento della diffusione del virus con la conseguenza che i contagi salgano in maniera esponenziale;

5 – c’è stato un grande ritardo nelle fasi decisionali, nel caso specifico, nel dichiarare ‘zona rossa’ i territori più colpiti dal virus. Registriamo una carenza di controllo e vigilanza riguardo alle necessarie misure di contenimento del virus;

6 – in queste ore non è ancora chiaro dove verranno individuati nuovi posti letti per malati Covid, se in strutture private o presso l’ospedale Vietri ma con l’ausilio di privati;

7 – è in corso la diffusione rapidissima in Molise della variante inglese del Covid (sequenziata dall’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e Molise). Come noto questa variante è più contagiosa e fa registrare una mortalità più alta. Il prof. Ricciardi ha indicato come unica possibilità di contenimento del virus la riduzione al massimo dei contatti e l’accelerazione nella somministrazione dei vaccini;

8 – in Molise solo la scorsa settimana è stato attivato il sistema di prenotazione per le vaccinazioni degli ultraottantenni ma ad oggi non sono ancora iniziate la relativa somministrazioni né tantomeno si ha idea di quando inizieranno le successive vaccinazioni delle categorie di pazienti fragili e quelle del comparto Scuola”.

Da questa premessa, la Direzione Regionale del Partito Democratico chiede:

“1. La risoluzione della situazione di inconcludenza della Struttura Commissariale, tra l’altro paralizzata attualmente da una diarchia di fatto tra Commissario Angelo Giustini e Sub Commissario Ida Grossi, attraverso la nomina di un nuovo Commissario ad Acta, competente in Programmazione ed Economia sanitaria, che, data l’inadeguatezza e la carenza tecnica manifesta sia della Direzione Asrem che della Presidenza della Regione Molise, non potrà che essere un ruolo tecnico con pieni poteri di commissariamento dell’ASREM del Molise, onde risolvere, una volta per tutte, la conflittualità in merito alla gestione sanitaria sia del Covid sia dell’ordinario tra Struttura Commissariale e Soggetto Attuatore in capo a Regione Molise, con un mandato di due anni per la gestione sia del Covid che della Riorganizzazione del Sistema Sanitario Complessivo;

2.di emanare, vincolata alla nuova nomina, un Decreto Molise di ripiano del debito sanitario onde consentire al nuovo Commissario ad Acta la riorganizzazione in due anni del sistema;

3.di rimandare alle decisioni che adotterà il Ministro la rivisitazione del DM 70/2015, così come si è impegnato in sede di Conferenza Stato Regioni, atteso che la Pandemia ha rivoluzionato il concetto di Sistema Sanitario orientandolo al potenziamento della tutela sanitaria a livello Territoriale, nonché precisando gli standard ospedalieri per le aree particolarmente disagiate e quelli relativi alle aree periferiche, garantendo maggiormente, anche mediante l’abbassamento per queste aree il parametro a 25.000 abitanti per Ospedale di Base, i servizi ospedalieri basilari e una rete di punti nascita strategici. La carenza cronica di personale medico e sanitario che non è mai stata affrontata seriamente fin dall’inizio della pandemia. Sono stati assunti un numero esiguo di infermieri e di oss, con contratti a partita iva, senza alcuna tutela in caso di contagio Covid o malattia. E’ stato fatto un solo bando per gli infermieri nell’ottobre 2020, bando al quale hanno risposto in 1600 ma fino alla settimana scorsa il tutto è rimasto bloccato. Pochi giorni fa il direttore Florenzano ha pubblicato un avviso bando per individuare una società che aiuti l’azienda sanitaria nella selezione dei 1600 partecipanti al bando.

La Direzione Regionale del Partito Democratico chiede a TUTTI I SINDACI DEL MOLISE

  1. di sostenere la richiesta di convocazione e ad intervenire alla Riunione della Conferenza dei Sindaci ASREM, convocata dal Sindaco di Campobasso, Gravina, sede deputata alla valutazione della programmazione sanitaria da parte delle Autorità Sanitarie Locali, per avvalersi altresì della facoltà attraverso voto a maggioranza, di richiedere la sostituzione del Direttore Generale ASREM Oreste Florenzano per manifestata inadeguatezza ed incapacità gestionale;

 

La Direzione Regionale del Partito Democratico RIBADISCE:

  1. L’inutilità dell’allocazione delle risorse, pari a 9 milioni di euro, sulla costruzione di una nuova Torre Covid presso il Cardarelli di Campobasso, in fase ancora progettuale, e destinarle per la realizzazione di un Covid Hospital presso il Vietri di Larino, concentrando tutte le cure relative in questa struttura e individuando in questa essa anche i posti relativi di terapia sub intensiva, a bassa intensità di cura e riabilitazione relativi ed , in prospettiva, la possibile utilizzazione quale Centro di Malattie infettive interregionale ;
  2. La necessità di operare un reclutamento straordinario di personale medico, infermieristico, OSS e tecnici di laboratori necessari, sfruttando tutti i Decreti Legge vigenti in materia con norme ad hoc, i fondi della protezione civile, le possibilità di utilizzo di personale militare, di medici volontari di supporto dall’esterno attraverso almeno contratti a tempo determinato di 1 anno, con procedure abbreviate, dando una stabilità necessaria al funzionamento delle strutture per un tempo ragionevole, così come hanno giustamente richiesto le OO.SS. di settore , nonché espletare rapidamente tutte le procedure concorsuali possibili, anche servendosi, se le strutture ASREM sono inadeguate a realizzarle rapidamente, ad una struttura straordinaria dell’AGENAS oppure del Ministero della Salute;

In particolare accelerando la selezione del personale infermieristico ASREM che ha già presentato domanda di assunzione (1120 istanze pervenute) sul bando di agosto 2020 attraverso procedure straordinarie di reclutamento e presa in servizio;

  1. Ad attrezzare tutti i laboratori dei 4 ospedali pubblici ad attrezzare lo screening dei tamponi molecolari, onde processarne un numero maggiore possibile; Dotare il Laboratorio centralizzato di Campobasso di un sequenziatore per isolare le varianti del virus;
  2. Ad attivare, reclutando personale apposito almeno a tempo determinato, almeno una unità USCA per ogni struttura territoriale ambulatoriale o Casa della Salute dell’ASREM, dimensionando una USCA ogni 15/20.000 abitanti, nonché attivando presso ciascuno degli stessi, una unità di effettuazione raccolta campioni di tamponi molecolari; nonché di attivare rapidamente, presso ogni comune, un organico adeguato di infermieri di comunità. Dare attuazione al dettato della Finanziaria L.178/2020 commi 797-804 sul potenziamento servizi sociali che prevede assunzione figure di assistente sociale, e al comma 444 sulla Telemedicina con potenziamento servizi territoriali a distanza (assistenza domiciliare da remoto). Parimenti vanno costituite a livello comunale o distrettuale equipe multidisciplinari (sanitarie, sociali, protezione civile) per rispondere alle esigenze socio-sanitarie degli assistiti a domicilio e a chi è in quarantena fiduciaria; Intraprendere una gestione chiara ed immediata della CROSS, messa a disposizione dalla Protezione Civile;
  3. Di demandare ai Medici di Base, alle farmacie pubbliche e private, attraverso una procedura semplificata, la prenotazione on line dei soggetti richiedenti il vaccino secondo le tempistiche e le categorie previste dal Piano Nazionale di Vaccinazione, demandando la vaccinazione non solo agli 8 punti regionali previsti, ma almeno a tutte le strutture ambulatoriali e Case della Salute ASREM. Ipotizzare come punti vaccinali, anche palestre comunali, così come fatto in altre regioni;

6. Potenziare il Call Center h24 dedicato ai vaccini e a tutte le esigenze dei pazienti o conviventi dei Covid 19 positivi con personale specializzato a rispondere alle richieste di as