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Il biologo Scutellà: “La variante inglese circola già al 50% e avrà presto il sopravvento”. A marzo il sequenziatore al Cardarelli

Massimiliano Scutellà, responsabile del Laboratorio di Biologia Molecolare del Cardarelli dove sta per entrare in funzione un sequenziatore utile a isolare le varianti, spiega come funziona l’analisi delle mutazioni del genoma del virus e cosa comporta la diffusione sul territorio. “Dai dati analizzati è emersa una presenza importante della variante a Termoli e nella zona limitrofa. In questi ultimi giorni abbiamo fatto un secondo invio di campioni dai quali è arrivata la conferma circa un’alta percentuale di mutazione sul territorio. Ma maggiore trasmissibilità non significa maggiore patogenità”.

Le stime degli esperti sulla presenza della variante inglese in Molise si attestano su una percentuale che supera il 50%. Si tratta di stime, appunto, ricavate dal primo studio nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità sulle varianti in Italia, al quale il Molise ha preso parte appoggiandosi all’istituto Zooprofilattico di Teramo perché in Regione non è ancora disponibile il cosiddetto sequenziatore, lo strumento che consente di isolare le varianti del virus. C’è però una novità: un sequenziatore tra pochi giorni sarà operativo nel laboratorio di biologia molecolare del Cardarelli, coordinato dal microbiologo Massimiliano Scutellà, che è anche il referente regionale dell’Iss per la Diagnostica covid 19.

Dottor Scutellà, è d’accordo con la stima che indica sopra il 50% l’attuale diffusione della variante inglese in Molise?

“Finora mai c’era stata una indagine epidemiologica in tal senso. Dai dati analizzati dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo è emersa una presenza importante della variante a Termoli e nella zona limitrofa. In questi ultimi giorni abbiamo fatto un secondo invio di campioni dai quali è arrivata la conferma circa un’alta percentuale di mutazione sul territorio. Se ne deduce che i dati del primo invio non erano casuali”.

Dov’è localizzata maggiormente la variante inglese in Molise?

“Principalmente nel grosso cluster epidemico del dipartimento territoriale di Termoli, dove verosimilmente è arrivata dall’Abruzzo vista la stretta vicinanza geografica. Sappiamo infatti che in Abruzzo la variante era già molto diffusa e ha evidentemente interessato i comuni della fascia costiera. Fortunatamente, aggiungo, l’ordinanza che ha reso il territorio zona rossa ha bloccato la possibile trasmissione della variante in altre zone territoriali. Nel capoluogo di regione, a Isernia e Venafro, sono stati riscontrati solo casi sporadici. Ma la variante è destinata a prevalere”.

Ritiene anche lei che si diffonderà al punto da sostituire la forma originaria del virus?

“Generalmente con le mutazioni accade proprio questo. La variante VOC 202012/01 (comunemente chiamata variante inglese, ndr) in questo momento è la mutazione più diffusa e si stima che possa sostenere 1 infezione su 4 perché ha una capacità di trasmissione molto alta. Pertanto è plausibile ritenere che si diffonderà fino a sostituire il virus originario”.

Dobbiamo avere paura?

“Alta trasmissibilità non significa maggiore patogenicità e quindi maggiore letalità. La variante si è diffusa molto proprio perché si trasmette più velocemente: ha fatto schizzare il numero dei contagi in forza del suo potere infettivo e di conseguenza sono aumentate, in termini assoluti, le persone che arrivano a sviluppare la malattia conclamata e anche i decessi, come abbiamo visto. Ma in linea generale le mutazioni del virus non si sviluppano in una direzione di maggiore patogenicità, anche perché al virus non conviene, rischia di uccidere se stesso insieme all’ospite. Tuttavia è chiaro che in questo momento serve il più possibile cautela, evitare contatti, rispettare scrupolosamente le misure anti contagio”.

Per quanto riguarda l’efficacia dei vaccini sulle varianti, cosa dobbiamo pensare?

“Non ci sono indicazioni che possano dire il contrario, cioè che i vaccini non abbiano efficacia sulle varianti. Ma se anche ci dovesse essere un qualche effetto sul vaccino bisogna capire, ed è bene che lo capiscano tutti i molisani, che lo scopo della vaccinazione non è quello di impedire la trasmissione del virus bensì la evoluzione della malattia. Il vaccino impedisce essenzialmente che il virus nell’organismo sviluppi la malattia covid 19, con tutti gli effetti a catena causati e la conseguente forte pressione sugli ospedali. Pertanto ritengo che in questo momento non ci si debba porre il problema se il vaccino sia efficace al 100%, bensì il problema di vaccinare nel più breve tempo possibile quanta più popolazione possibile per ridurre il serbatoio del virus”.

Tamponi covid laboratorio

Il laboratorio di biologia molecolare di Campobasso potrà contare tra pochi giorni su un macchinario idoneo a individuare e studiare le varianti del Sars Cov 2 senza più ricorrere ad enti esterni ai quali inviare i campioni rinofaringei dei molisani. Il sequenziatore è stato fornito con sistema di noleggio (“l’acquisto è impensabile per i costi elevatissimi e i rischi di venire superato in fretta” precisa il dottor Scutellà) che prevede anche l’assistenza tecnica.

Dobbiamo dare atto che la Direzione sanitaria Asrem ha provveduto in tempi molti rapidi a procurarsi la strumentazione adeguata, quindi stiamo per partire”.

Quando entrerà in funzione il sequenziatore?

“La procedura di aggiudicazione è completata, sono stati anche inseriti i codici relativi ai reagenti necessari e il macchinario nell’arco di una settimana dovrebbe essere qui. Seguiranno poi l’installazione e il collaudo. Nel frattempo già abbiamo già formulato il primo ordine di reagenti. Penso che all’inizio di marzo sia tutto pronto per l’operatività”.

Come funziona un sequenziatore?

“Il sequenziatore è un macchinario capace di effettuare il sequenziamento, vale a dire una analisi certosina, accuratissima, dell’intero genoma del virus. Si sceglie quale regione del genoma analizzare in modo particolare e in questo caso si tratta della regione del gene S, quello implicato nelle mutazioni e quindi nelle varianti. Il gene S sintetizza la proteina Spike che interagisce con il ricettore cellulare perché la proteina aderisce alle cellule delle mucose respiratorie. Il virus è un parassita intracellulare che dirige le strutture cellulari a proprio uso e consumo e possiede, di fatto, le informazioni necessarie per replicarsi all’interno di una cellula permissiva. Questa operazione di sequenziamento può occupare fino a 17 o 18 ore di lavoro del macchinario e dei tecnici adibiti ad analizzare il codice genetico e il gene S per ricavare informazioni sulle varianti”.

Quindi il sequenziatore non sarà utilizzato per testare tutti i campioni molecolari che arrivano in laboratorio?

“No, ovviamente. Sarebbe impossibile. Tuttavia a monte del sequenziamento esiste un test di screening che mette in evidenza la presenza di eventuali varianti o virus mutati. A Campobasso avremo questo test di screening per le varianti che si applica direttamente sul materiale biologico. E’ una sorta di filtro, diciamo, che permette di analizzare in un sequenziamento successivo solo quei campioni che presentano la variante. Ci possono essere tuttavia casi specifici in cui si applica direttamente il sequenziamento. Per esempio quando ho un cluster epidemico già segnalato, una persona che rientra da una zona ad alto rischio di variante, oppure un caso segnalato dal dipartimento di prevenzione. Da questo punto di vista è fondamentale la stretta collaborazione tra le strutture dedicate alla diagnostica e alla valutazione dei cluster epidemici. Per individuare e isolare le varianti è fondamentale non sprecare tempo”.

Perché è importante individuare le varianti?

“Per capire come si muove, come agisce, quale linea evolutiva segue. Sappiamo, perché ce lo dice la storia dei virus, che in natura il rapporto tra il parassita e l’ospite va verso l’equilibrio e non verso la distruzione dell’ospite, perché distruggendo l’ospite il virus distrugge anche se stesso. Di questo virus sappiamo tuttavia ancora ben poco, per questo è fondamentale conoscerlo, soprattutto nelle sue mutazioni, e poterlo combattere in modo efficace”.