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Giustini al lavoro per accordo con Neuromed. Timori per ridimensionamento Urologia a Termoli

Il commissario ha anche ufficializzato alla Asrem la lista di 23 medici venezuelani che potranno essere utilizzati nel servizio sanitario regionale. Preoccupazione per lo smantellamento di Urologia a Termoli, trasformata in area grigia covid.

Non sono arrivate comunicazioni ufficiali, e sul sito della Asrem il decreto non è stato pubblicato. Ma la notizia è confermata. La firma è arrivata. Quella del Commissario straordinario alla sanità Angelo Giustini, che alla fine ha deciso di mettere il proprio nome in calce al decreto che autorizza in via straordinaria alla apertura del Vietri di Larino come centro covid destinato alle cure a bassa e media intensità.

Circa 60 i posti letto che dovrebbero essere ricavati, si spera in tempi rapidi vista l’emergenza ricoveri per covid sul territorio regionale, dove oggi supera quota 100 il numero dei degenti trattati in tre diverse strutture del Molise (Oltre al Cardarelli ci sono infatti il Gemelli Molise e il San Timoteo di Termoli). Il documento non è stato controfirmato dal sub commissario Ida Grossi, che ha scelto di non assumersi la responsabilità dell’atto.

Ora l’auspicio è che il Ministero della Salute e il tavolo tecnico interministeriale deputato al controllo del piano di rientro del debito sanitario del Molise conceda il nullaosta alla decisione del commissario, il quale è già in contatto con il gruppo Neuromed di Pozzilli per dare esecuzione alla proposta formulata ieri. I titolari dell’Istituto di ricerca che fa capo alla famiglia dell’europarlamentare Aldo Patriciello si sono infatti detti disponibili, mettendo la proposta nero su bianco, a fornire apparecchiature di ventilazione e personale medico e infermieristico da impiegare al Vietri.

Sì alla riapertura del Vietri come centro Covid, il Commissario firma il decreto

Il commissario ha anche ufficializzato alla Asrem la lista di 23 medici venezuelani che potranno essere utilizzati nel servizio sanitario regionale. Il comitato San Timoteo di Termoli, da sempre impegnato in un confronto costruttivo nonché battagliero e instancabile per tenere in piedi i servizi sanitari del territorio e in modo particolare quelli offerti dall’ ospedale di Termoli (che serve un bacino di oltre 100mila residenti), tira un sospiro di sollievo davanti alla decisione del commissario di firmare l’atto pur senza la controfirma della sua vice. Ma esprime forte preoccupazione per la decisione di utilizzare come area grigia covid al San Timoteo il reparto di Urologia.

L’unità operativa al quarto piano dell’ospedale San Timoteo è stata riconvertita in una zona limbo dove far sostare i pazienti con sintomi da covid 19 nell’attesa dei risultati del tampone molecolare che certifichino la positività al virus. Il rischio, ora, è che il reparto (già carente di medici e con un primario prossimo alla pensione) possa essere “smantellato” e ridursi a fare solo attività ambulatoriale.

“Riteniamo – spiega Nicola Felice portavoce del Comitato –  che va assolutamente evitata la possibile chiusura da parte dell’Asrem di questo reparto. Sarebbe una ulteriore e inaccettabile iniziativa funesta verso il San Timoteo e verso l’ intero territorio del basso Molise da tempo oggetto di grave depauperamento. Anche in questo richiamiamo l’attenzione della classe dirigente di questo territorio, in primis i Sindaci”.

 

Anche il dottor Giancarlo Totaro avverte: “Dopo il previsto accorpamento, in emergenza, dell’urologia alla chirurgia e la prossima dipartenza lavorativa del responsabile del reparto forse le cose non si mettono benissimo per la sopravvivenza dello storico reparto. Un reparto già a rischio che potrebbe ricevere il colpo di grazia da questa pandemia .

Pur nel pieno rispetto delle necessità improrogabili dovuti all’emergenza Covid, totalmente condivisibili, non bisogna abbassare la guardia e vigilare che il reparto di urologia sopravviva anche dopo l’emergenza e non sia un ulteriore oltraggio e danno collaterale fatto da questo virus”

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