DaD e Smartworking, cala la soglia di attenzione? I rimedi

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    Il concetto di distanza non è stato applicato soltanto alle relazioni interpersonali e diversi ambiti ne hanno risentito fortemente. Primo su tutti, quello dell’istruzione. Dalla scuola all’università, ogni ambito accademico è stato depotenziato e, per diversi mesi, privato del suo valore umano ed emotivo. Questo aspetto importantissimo dell’istruzione è stato penalizzato dalla didattica a distanza (DaD). Vale non solo per scuole medie e superiori ma anche per le università. Tutto a distanza, tutto online. Efficace? In termini sanitari e di prevenzione sì, indubbiamente l’aggregazione scolastica è un rischio per la salute e per il diffondersi del contagio. Ma se si riduce alla psiche dei ragazzi e ai risultati in termini di istruzione, gli effetti non sono quelli sperati. I problemi psichici indotti negli studenti sono legati principalmente a disturbi del sonno, ansia, dissociazione dalla realtà, senza considerare la carente capacità di relazionarsi con gli altri. I disturbi legati all’ansia sono naturali se associati alla paura di perdere anni importanti per il proprio sviluppo individuale e possono colpire i ragazzi più fragili.

    In termini di apprendimento, invece, la DaD non permette di sviluppare una continuità di attenzione e concentrazione. Da uno studio condotto da Barnes&Noble Education su un campione di 432 persone si è scoperto che il 64% – per propria ammissione – ha difficoltà a mantenere alta la soglia di attenzione durante una videochiamata. Non solo: l’organizzazione non profit Cognia ha analizzato un campione di 74 mila persone evidenziando che 8 studenti su 10 avvertono di avere un carico di lavoro superiore in DaD che con la didattica normale. Si tratta di dati limitati ad una sola fascia sociale, ma che possono essere traslati nel nostro quotidiano e ampliati a più fasce d’età. Anche lo smart working, in questo senso, può essere controproducente. La soglia di attenzione durante il lavoro a distanza, “smart”, tecnologico, cala drasticamente.

    Come sopperire? “Non è insolito che a causa dello stress dovuto alla frenesia della vita quotidiana, a problemi relazionali o a disturbi come la depressione, molte persone vadano incontro a problemi di memoria e di concentrazione. Per migliorare la memoria e la concentrazione durante il lavoro, lo studio, e la vita di tutti i giorni, esiste una vasta selezione di integratori alimentari delle migliori marche“, dicono gli esperti della farmacia online di Viata.it.

    Questi prodotti, spesso a base di fosforo per la stimolazione della memoria, risultano necessari nei momenti di forte stress, quando c’è da spingere sull’acceleratore e far affidamento sulla propria mente non annebbiata dal torpore.

    Un altro fattore di annebbiamento, per i giovani, può essere il cellulare e l’ossessivo utilizzo dei social. Così come un altro rimedio, secondo alcuni esperti, può essere la nutrizione. Il concetto di “merenda” può aiutare a stimolare l’attenzione e “ricaricare le pile”. Consente di evitare i cali energetici di metà mattina e metà pomeriggio. Avere delle buone abitudini alimentari può aiutare sia fisicamente che mentalmente.

    Insomma, esistono dei rimedi per sopperire ad un problema sempre più crescente e che coinvolge tante fasce d’età. Il rischio medico è quello di incappare in una situazione di ulteriore fragilità psicologica. Se la DaD e lo smart working fanno storcere sempre più il naso agli esperti, c’è anche chi cerca soluzioni.

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