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Colpo di scena: dietrofront sul centro covid a Salcito, il commissario rilancia il Vietri di Larino

L'annuncio è stato dato dal presidente Donato Toma nel corso dell'informativa in Consiglio regionale: "Giustini mi ha detto di aver sospeso questa disponibilità, sta valutando di attivare Larino e attrezzarlo con terapie intensive e personale". Intanto oggi sul sito della Protezione civile sarà pubblicato il bando per reclutare 18 medici, 30 infermieri e 15 operatori sociosanitari da inviare in Molise

Il progetto di realizzare un centro a bassa e media intensità per malati covid nella clinica di riabilitazione di Salcito potrebbe non andare più in porto. È una specie di colpo di scena quello che si consuma in mattinata, in Consiglio regionale, dove arriva l’indicazione del commissario ad acta Angelo Giustini che rimette in discussione la scelta operata nelle ultime ore dalla Regione e dall’Asrem che avevano individuato la struttura Fondazione Pavone, della famiglia Patriciello, per realizzare un centro dedicato ai malati covid. Fondamentale in un momento in cui gli ospedali stanno soffrendo la carenza di posti letto nonché di personale medico e infermieristico.

Sessanta posti letto per pazienti pauci sintomatici e personale sanitario: questa la proposta che il più importante operatore privato del Molise aveva messo sul tavolo della Regione Molise. E ieri – 15 febbraio – l’intesa era stata raggiunta, bisognava definire gli ultimi dettagli.

Ricoveri Covid, accordo con la Pavone della famiglia Patriciello: 60 posti a Salcito, medici e infermieri del Neuromed

 

“L’istituto di alta specializzazione Pavone ha dato disponibilità – l’annuncio del presidente Toma nell’informativa in Consiglio regionale – per accogliere 60 posti letto completi di assistenza medica e attrezzature”. E’ stata l’unica struttura a rispondere all’appello del capo della Giunta che si era rivolto anche a Villa Maria di Campobasso, Villa Ester di Bojano e alla Gea Medica di Isernia.

Dunque, la riunione dell’Unità di Crisi di domenica sera (14 febbraio) è terminata con l’impegno del commissario ad acta che, la ricostruzione del governatore, “avrebbe acquisito chiarimenti maggiori su questa disponibilità. Il giorno dopo (lunedì 15 febbraio, ndr) Neuromed, a cui fa capo la clinica Pavone di Salcito e ha una convenzione con gli ospedali Spallanzani e Cotugno, ha fatto pervenire una conferma della disponibilità fino a livello di subacuti”.

Poi il semaforo rosso di Giustini che ha sparigliato di nuovo le carte sul ‘tavolo’ del piano per fronteggiare l’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus: torna in auge l’impiego del nosocomio frentano come centro covid. D’altra parte l’idea del Vietri è sempre stata alla base delle indicazioni del commissario, che anche l’altro giorno, domenica, al termine della Unità di Crisi, è tornato a insistere sul punto.

Mi ha detto di aver sospeso questa disponibilità – le parole del capo della Giunta – sta valutando di attivare Larino e attrezzarlo con terapie intensive e personale”. Il governatore non nasconde il suo scetticismo: “Non ho capito come farà visto che il progetto era stato già bocciato dal Ministero. Non conosco i dettagli tecnici, ma questo rientra nei poteri commissariali. Al commissario Giustini ho detto di fare presto“.

Anche perchè l’elevato numero di ricoveri e decessi, la lunga scia di lutti e dolore provocati anche dalla variante inglese, gli ospedali al collasso non consentono più di rinviare soluzioni all’emergenza sanitaria.

Il commissario Giustini, che sempre ieri aveva proposto al direttore generale dell’Asrem l’incarico di commissario per l’emergenza covid, torna quindi a riproporre l’idea del Vietri, dove lo spazio sarebbe certamente più adeguato alle esigenze di percorsi divisi e isolamento, e dove le attrezzature sono più idonee. Gli ospiti della rsa di Larino saranno trasferiti in un’altra struttura qualora questo piano dovesse andare in porto.

Chissà se l’impiego del nosocomio frentano è tornano in auge anche dopo il via libera del Ministero delle Finanze, oltre a quello della Protezione civile nazionale guidata da Angelo Borrelli, a pubblicare un bando straordinario e urgente per reclutare personale sanitario da inviare in Molise.

L’avviso, on line da questa mattina (16 febbraio), punta ad ‘arruolare’, come richiesto dalla Regione Molise, sei medici specializzati in terapia intensiva e anestesisti, 12 medici specializzati in Infettive e malattie respiratorie, 30 infermieri, 15 operatori socio sanitari.

La spesa, ha esplicitato Toma, “non ricade sul fondo sanitario regionale”. Le manifestazioni di interesse scadono alle 20 di giovedì 18 febbraio.

I contratti per il personale medico avrà “una scadenza non superiore al 31 marzo (quando scadrà lo stato di emergenza), con possibilità eventualmente di rinnovo”.

Per i medici è previsto un compenso di 45 euro lordi all’ora, 26 euro all’ora lordi per infermieri, 22 euro all’ora lordi per gli operatori sociosanitari. Per il personale da inviare in Molise sono stati stanziati 483mila euro dalla Protezione civile nazionale.