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Cadavere in mare al porto di Termoli: è un 46enne foggiano. Indaga la Procura, tampone prima degli esami

L'allarme è scattato attorno alle 7. La vittima non era un operatore portuale e non lavorava in città. Dopo l'esito del test molecolare si deciderà come procedere

Un cadavere è stato recuperato questa mattina 25 febbraio all’interno del porto di Termoli, nelle acque davanti al molo nord est. Si tratta dell’area dell’imbarco per le isole Tremiti da dove partono i traghetti verso le Diomedee, non distante dai cantieri navali.

Lì attorno alle 7 un operatore portuale degli allevamenti di cozze ha notato qualcosa in mare e ha dato l’allarme. Purtroppo è stato chiaro fin da subito che si trattava di un corpo. Sono quindi scattate le operazioni di recupero d’opera della Capitaneria di porto con un proprio mezzo e dei vigili del fuoco per riportare sulla terraferma la salma.

cadavere recuperato porto

Le operazioni di recupero si sono spostate poi nell’area più vicina al porto turistico, dove i vigili del fuoco con i sommozzatori a bordo di un gommone e una moto d’acqua hanno completato il recupero della salma, adagiata sulla banchina del porticciolo all’ingresso delle barche, coperta da un telo bianco. Sul posto anche Polizia e Carabinieri.

Le forze dell’ordine e in particolar modo la Capitaneria di porto hanno svolto degli accertamenti sull’identità della persona deceduta. Si tratta di un uomo di 47 anni della provincia di Foggia, che non era un operatore portuale e non lavorava a Termoli. Aveva con sé i documenti e grazie a questi il riconoscimento è stato agevole. Inoltre il corpo non era in avanzato stato di decomposizione, il che fa ritenere sia stato in acqua per non molto tempo.

cadavere recuperato porto termoli

La prima ipotesi è quella di un gesto volontario ma gli inquirenti non tralasciano altre possibilità. Si stanno vagliando anche eventuali denunce di scomparsa nella zona del foggiano. La notizia si è sparsa velocemente nella zona del porto e in città, fra sgomento e sorpresa.

cadavere recuperato porto termoli

La salma è stata poi trasferita in obitorio dove si attendono le decisioni del magistrato di turno alla Procura della Repubblica di Larino per l’eventuale autopsia o l’ispezione cadaverica. La Capitaneria ha fatto sapere che si sta lavorando per ricostruire la dinamica dell’evento, sotto il coordinamento della Procura della repubblica di Larino.

Prima di qualsiasi esame è stato necessario disporre un tampone post mortem sul cadavere del 47enne per accertare che non avesse il coronavirus Sars-Cov-2. Soltanto dopo l’esito del tampone si potrà procedere. Oltretutto in caso di positività il corpo dovrebbe essere trasferito all’obitorio dell’ospedale di Foggia.

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