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Aspiranti medici e infermieri: “Vaccinateci per poter imparare sul campo a curare i malati”

Studenti prossimi alla laurea di Medicina e Scienze infermieristiche dell'Unimol hanno chiesto il vaccino per poter tornare a fare pratica nei reparti dopo l'introduzione dei discutibili tirocini online. "Ci hanno rassicurato ma sui tempi non c'è certezza" spiega il rappresentante degli studenti Simone Coluccia.

Decine di universitari dei corsi di Medicina e Scienze infermieristiche hanno chiesto di poter tornare a svolgere i tirocini formativi tra reparti e corsie d’ospedale. Da circa un anno, infatti, anche il tirocinio che rappresenta il punto di connessione tra il sapere cognitivo e quello pratico si svolge a distanza. Vanificando, e talvolta mortificando, quella che viene considerata la colonna portante clinico-didattico per medici e infermieri di domani che vorrebbero stare accanto ai professionisti di oggi per apprendere le loro conoscenze ed esperienze lì dove i malati vengono curati: in ospedale.

Ma c’è un problema: il vaccino anti Covid. Senza quello l’accesso in nosocomi e strutture sanitarie è bandito.

Ecco perché il 14 gennaio scorso lo studente di Agraria Simone Coluccia, rappresentante degli studenti nel senato accademico Unimol, ha inoltrato una lettera ai vertici della sanità molisana (Asrem, struttura commissariale, Regione Molise) ponendo alla loro attenzione il problema degli studenti tirocinanti. Richiesta supportata sia dagli organi accademici che dalla commissione Giovani dell’Ordine dei medici della provincia di Campobasso.

La mobilitazione ha fatto sì che dal Rettorato venisse inoltrata ai ragazzi del terzo anno di Infermieristica e agli studenti di quinto e sesto anno di Medicina un questionario in cui venivano chiamati ad esprimere la preferenza tra tirocinio online – quello che a causa della pandemia è stato adottato per il raggiungimento dei crediti formativi – e clinico, cioè pratico.

Oggi le risultanze di quella indagine sono in possesso dell’Ateneo che, possiamo tranquillamente supporre, sono state inoltrate all’Asrem affinché questi studenti vengano inseriti nella lista degli aventi diritto, con priorità, al vaccino contro il Coronavirus.

Ma sui tempi e le modalità non c’è ancora alcuna certezza. Un po’ perché condizionati dai rifornimenti delle nuove dosi che spetteranno al Molise, un po’ perché i vaccini che c’erano sono stati somministrati anche agli operatori non sanitari lasciando a secco finanche dentisti e specialisti privati.

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Infine c’è anche il commissariamento a pesare “e questo, nonostante le rassicurazioni e la disponibilità data dal governatore Donato Toma e dal commissario Angelo Giustini – riferisce Coluccia a Primonumero – rallenta inevitabilmente l’attuazione del piano. Altri Atenei, in tantissime città italiane, sono andate in questa direzione, spero davvero che anche qui in Molise si potranno immunizzare gli studenti-tirocinanti perché fare la pratica davanti a un computer non è paragonabile a stare accanto a un medico o a un infermiere in ospedale. E’ lì, e solo lì, che si apprendono tecniche, nozioni e comportamenti utili per diventare dei buoni professionisti della salute. Ed è per questa ragione che sollecitiamo i vertici regionali e sanitari a rimettere, in sicurezza, i tirocinanti nelle strutture ospedaliere e sanitarie”.

Vaccinarli, del resto, sarebbe una “doverosa attenzione nei confronti dei futuri colleghi” come ha evidenziato anche l’Ordine dei medici.