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Vivere nella muffa, in camere malsane e col terrore di ammalarsi. Nel vuoto gli appelli allo Iacp. “È così da anni, nessuno ci aiuta” foto

I bambini rischiano di ammalarsi, alcuni sono dovuti andare via perché ci sono camere da letto inagibili, coi soffitti completamente neri. Via Amalfi 112, nel quartiere Porticone: 15 famiglie fanno i conti con l’emergenza infiltrazioni e mancanza di manutenzione, ma malgrado le richieste non ci sono stati interventi risolutivi.

Via Amalfi civico 112. La Palazzina dello Iacp, Istituto Autonomo di Case Popolari, ha più di 30 anni. E nemmeno l’ombra di una manutenzione come si deve. All’ultimo piano i solai sono neri. Ma neri, proprio. “Io tinteggio almeno tre volte all’anno, ci vado pesante con isolanti e antimuffa ma niente, nessun risultato”. A parlare è un ex muratore in pensione anticipata causa invalidità. La sua famiglia fa i conti con una camera da letto (sono due le camere in tutto) completamente compromessa, al punto da essere inagibile. La figlia, una ragazza, si è dovuta trasferire, ha lasciato l’appartamento “perché non si può dormire con un soffitto del genere, e tutte le conseguenze sul piano della salute”.

Moffa via Amalfi Termoli case popolari IACP
Moffa via Amalfi Termoli case popolari IACP

“Non ti dico – racconta la moglie – era un continuo col raffreddore e le allergie”. A nulla servono i prodotti specifici, la pulizia della pittura passata in abbondanza e con una frequenza estrema. Il problema arriva da fuori, ed è l’acqua che si infiltra dal tetto, penetra attraverso muri che sembrano di cartapesta e arriva direttamente dentro casa, dall’altra parte dei muri.

Basta spostarsi d pochi metri e avere la conferma che non è un caso isolato: nell’appartamento adiacente la situazione è analoga.

Sono 15 le famiglie che abitano nell’edificio e hanno tutte problemi di umidità, infiltrazioni, muffa. Pasqualino, che vive al secondo piano da 4 anni, deve fronteggiare con secchi e stracci l’acqua dentro casa ogni volta che c’è una pioggia più intensa del solito. La parete della camera delle bambine sputa la pittura e lascia emergere chiazze bagnate che si allargano a dismisura. “L’ho segnalato più volte, ma nessuno è mai intervenuto”.

“In passato – racconta una signora – ci siamo anche rivolti a un avvocato. E’ stato inutile anche quello, noi non vogliamo avviare cause giudiziarie ma vogliamo poter vivere in condizioni dignitose. Senza ammalarci”.

In ambienti malsani il rischio in fondo è concreto. Vero è che si tratta di Case popolari, dove i tempi per intervenire si dilatano, ma “non possiamo certamente perdere la dignità né la salute”.

La muffa si sente attraverso la doppia mascherina con quell’odore inconfondibile. La sensazione di bagnato, freddo intenso che nessun riscaldamento riesce a bilanciare, arriva fin dentro gli armadi. La puzza impesta abiti e coperte.

“Stiamo denunciando questa situazione perché così non si può andare avanti. La nostra è una richiesta di aiuto”.

L’esterno dell’edificio racconta la verità e cioè la mancanza di interventi di manutenzione. I mattoncini hanno aperto crepe dalle quali l’acqua si insinua, e sulle facciate ci sono delle spaccature così come sul tetto. Se gli inquilini dei 15 appartamenti fossero i proprietari, forse – di questi tempi – potrebbero tentare la strada del superbonus. Ma loro pagano l’affitto, perciò spetterebbe allo Iacp, al pubblico, intervenire. E’ quello che auspicano tutti: “Non ce la facciamo più, così davvero facciamo una brutta fine. E temiamo soprattutto i nostri bambini e ragazzi”.