Vaccini, si sblocca la fornitura. Toma: “A febbraio saranno consegnate 11.500 dosi di Pfizer e Moderna”

L'informativa del presidente della Regione oggi - 26 gennaio - in Consiglio regionale quando è stato fornito il nuovo cronoprogramma di consegna delle fiale. L'assemblea legislativa ha anche approvato la mozione per garantire il ripristino del trasporto dei dializzati all'ospedale Caracciolo di Agnone e quella relativa alla disciplina delle Dat (disposizioni anticipate di trattamento) nel fascicolo sanitario elettronico.

Dopo i ritardi, il taglio delle dosi e infine la minaccia di azioni legali contro la società farmaceutica Pfizer, si riapre uno spiraglio sulla consegna delle forniture.

Nel corso del Consiglio regionale di questa mattina, 26 gennaio, il presidente Donato Toma ha comunicato all’Aula tutte le novità sulla prossima distribuzione dei vaccini in Molise. Nel dettaglio, il governatore ha illustrato il cronoprogramma previsto e pianificato dall’8 alla fine di febbraio, tre settimane in cui – da comunicazioni del commissario all’emergenza Domenico Arcuri – arriveranno nella nostra regione 11490 dosi di vaccini anti-covid.

Nello specifico, sia Pfizer che Moderna forniranno le fiale che serviranno a immunizzare alcune migliaia di molisani, ovvero personale sanitario e anziani delle case di riposo e delle Rsa. Ma non è da escludere, a questo punto, che si possa iniziare anche con gli ultraottantenni che risiedono nelle proprie abitazioni. Si vedrà strada facendo. Intanto “dall’8 febbraio e per tutto il mese la Pfizer consegnerà all’Italia un milione e 750mila dosi, 650mila ne arriveranno invece da Moderna”, l’annuncio del capo della Giunta regionale.

Per quanto riguarda il Molise, nella prima settimana (8-14 febbraio) “saranno fornite 3140 dosi dalle due aziende farmaceutiche (2340 da Pfizer e 800 da Moderna), a seguire dal 15 al 21 febbraio ne giungeranno 3510 solo da Pfizer, mentre nell’ultima settimana di febbraio ne saranno consegnate 4840 (2340 Pfizer e 2500 Moderna) per un totale di 11490 dosi”. Si dovrà dunque avere un ritmo incalzante quotidianamente per vaccinare il maggior numero di persone, garantendo però la seconda dose.

Prima della nota informativa del presidente del piano vaccinale di febbraio, il Consiglio regionale ha affrontato altri due argomenti relativi sempre al settore sanitario. Il capogruppo del Movimento5Stelle, Andrea Greco, ha proposto una mozione che impegni il Consiglio contro la sospensione del trasporto per i dializzati dell’ospedale ‘Caracciolo’ di Agnone: “Credo che dietro questa decisione possa nascondersi la volontà di chiudere questo ospedale, dove Medicina non ha un primario, addirittura il dg dell’Asrem ha vietato l’introduzione di macchinette per bevande e snack, al suo interno può entrare chiunque, anche possibili positivi al Covid-19, senza che nessuno controlli. E’ una situazione insostenibile a cui si aggiunge questa sospensione dal 1 febbraio del servizio di trasporto dei dializzati”.

“Oggi ho voluto seguire i lavori del Consiglio in maniera itinerante – spiega Greco – prima dal Caracciolo di Agnone, poi dal Veneziale di Isernia, infine dal Vietri di Larino, per denunciare ancora una volta le difficoltà del sistema sanitario regionale. Come detto sono partito dal Caracciolo dove il servizio di trasporto dei pazienti che effettuano trattamento dialitico è a rischio sospensione dall’1 febbraio prossimo. Sarebbe un atto grave, al quale ci siamo subito opposti perché parliamo di un servizio vitale in alto Molise come in ogni altro angolo della regione, perché il trasporto dei dializzati è nei Lea dal 2001 e confermato nel 2017, ma anche perché il trasporto per una terapia salvavita è parte della terapia stessa”.

Toma ha recepito positivamente, assieme alla maggioranza, il documento proposto, modificato però in un punto: “Della cosa deve interessarsi direttamente il commissario ad acta oltre che l’Asrem, non è nelle mie competenze intervenire. La programmazione e i fondi sono nel bilancio, non c’è bisogno di un’altra legge visto che ci sono i Lea (Livelli essenziali di assistenza). Per questo, ci impegniamo tutti insieme per fare pressing su commissario e Asrem e scongiurare questa sospensione”. Documento approvato all’unanimità e firmato oltre che da Greco anche dai consiglieri del M5S Primiani, Fontana, De Chirico e Nola e dalla consigliera del Gruppo Misto Mena Calenda.

Restando al ‘Caracciolo’, “ci sono sale operatorie nuove, pagate centinaia di migliaia di euro, ma inutilizzate – denuncia il capogruppo M5S -, solo servizio di pulizia del Caracciolo, ovviamente esternalizzato, solo nel 2019 è costato addirittura 400.000 euro, una cifra con la quale avremmo potuto assumere qualcosa come sei primari. Eppure abbiamo suggerito tante soluzioni contro la carenza di personale: basterebbe un nefrologo per garantire due turni di dialisi, il che vorrebbe dire fare mobilità attiva, data la vicinanza di Agnone ai confini con l’Abruzzo. E basterebbe l’invio di un anestesista da Isernia due tre volte a settimana per potenziare la day surgery e la week surgery chirurgica e ortopedica, riuscendo in un sol colpo ad alleggerire la pressione sugli altri ospedali, a snellire le liste d’attesa e, quindi, a migliorare la risposta ai cittadini”.

La consigliera del Movimento 5 Stelle Patrizia Manzo ha invece portato all’attenzione il tema sentito e delicato delle cosiddette Dat, ovvero le Disposizioni anticipate di trattamento, il ‘testamento biologico’, che “vanno inserite al più presto nel fascicolo sanitario elettronico regionale”. C’è una legge, la numero 219 del 31 gennaio 2018, che “tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge”.

Sull’argomento è intervenuto il presidente Toma aggiornando la Manzo e l’intera aula sui lavori che si stanno portando avanti come Direzione generale della sanità: “Si parla di una manifestazione di civiltà importante. A tal proposito, c’è una proposta tecnica finalizzata alla regolamentazione per recepire le disposizioni su cui si sta lavorando e che spero possa giungere a compimento nel giro di un mese e mezzo. Mi impegno già da ora ad aggiornare l’aula sui lavori in atto”. Per questo, la mozione è stata modificata e approvata – sempre all’unanimità – dall’intero Consiglio regionale.