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Vaccini e ritardi, la Regione rassicura: “Richiamo sarà garantito a tutti”. A fine mese ‘rinforzi’ di personale dal Governo

Un mese dopo il vax day, il punto sulla campagna è stato fatto al tavolo covid che si è riunito oggi - 25 gennaio - in Consiglio regionale. Durante il vertice sono state fornite rassicurazioni sull'arrivo delle dosi necessarie per effettuare il richiamo, mentre sull'oscillazione dell'indice Rt le autorità sanitarie hanno chiarito: "In una regione piccola come il Molise i nuovi focolai ne determinano il repentino innalzamento"

Ieri sera il Molise era la penultima regione d’Italia dal punto di vista della somministrazione dei vaccini: la classifica, pubblicata oggi dal Messaggero, è stata stilata sulla base dei dati forniti dal Ministero della Salute e aggiornati alle 21 del 24 gennaio. La campagna vaccinale insomma continua a precedere ad ‘andamento lento’, ma per accelerare le operazioni entro la fine del mese arriverà nella nostra regione il personale sanitario promesso dalla struttura commissariale.

Il punto è stato fatto nel corso del tavolo covid istituto presso la Presidenza del Consiglio regionale e che si è svolto questa mattina (25 gennaio), presieduto dal vice presidente dell’assise Filomena Calenda.

Durante il summit è stato fornito qualche numero aggiornato sulla campagna vaccinale, che ha preso il via quasi un mese fa con il vax day del 27 dicembre.

Ad oggi sono state vaccinate 6757 persone tra personale sanitario e ospiti di rsa e case di riposo” (in serata il numero è salito a 6.996, ndr) e “a tutti sarà garantito il richiamo”, è stato detto durante il tavolo covid a cui hanno partecipato i principali rappresentanti delle autorità politiche e sanitarie della nostra regione, dal presidente Donato Toma al commissario per la sanità Angelo Giustini, dal direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano al direttore del IV Dipartimento della Regione e direttore della Protezione civile, Manuele Brasiello.

Il tira e molla sull’arrivo delle dosi Pfizer ha creato apprensione anche nella nostra regione. “Dalla prossima settimana la fornitura del vaccino da parte di Pfizer tornerà a regime“, ha chiarito la società farmaceutica statunitense. Tuttavia, la previsione del viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, le riduzioni di dosi comunicate da Pfizer e da AstraZeneca “faranno slittare di circa 4 settimane i tempi previsti per la vaccinazione degli over 80 e di circa 6-8 settimane quelli per il resto della popolazione. Da domani le dosi a disposizione saranno utilizzate anzitutto per effettuare il richiamo nei tempi previsti a coloro che hanno già ricevuto la prima somministrazione, cioè soprattutto per gli operatori sanitari”.

Ovviamente anche in Molise sarà rispettato il Piano nazionale: “Pur in presenza di una riduzione del flusso di approvvigionamento nazionale per la contrazione delle consegne delle dosi da parte della Pfizer, è garantito per ciascun soggetto vaccinato il numero necessario di dosi del richiamo”, hanno riferito al Tavolo covid le autorità sanitarie.

Inoltre, “nelle prossime ore o giorni sono in previsione ulteriori arrivi di fiale da Moderna e dalla Pfizer”. Saranno impiegate “per assicurare a ciascun soggetto vaccinato la seconda somministrazione. Entro fine mese dovrebbe poi giungere in Molise un primo contingente di personale sanitario da parte della struttura Commissariale Covid per sostenere le operazioni vaccinali”. 

 

Altro punto al centro della discussione: i cluster scoppiati nei reparti di Chirurgia e di Medicina dell’ospedale Cardarelli di Campobasso dove sono risultate contagiate una sessantina di persone tra degenti e operatori sanitari. “Sono in via di spegnimento”, il chiarimento fornito durante il Tavolo covid. Così come è stato chiarito perchè il Molise continua a restare ‘zona gialla’. Innanzitutto gli indici “rt” regionali sono determinati da 21 parametri, alcuni dei quali – è stato detto ancora nel summit in Consiglio regionale – “sono relativi al totale dei posti di terapia intensiva, Covid e no Covid, e a quelli dell’area medica disponibili sia nelle strutture pubbliche che in quelle private. Come pure, visto il numero degli abitanti della regione, la creazione di un cluster determina l’immediato innalzamento di alcuni indici di rischio, mentre lo spegnimento di un focolaio, ne determina il repentino abbassamento”. In parole povere, un nuovo focolaio fa subito schizzare l’indice di contagio verso l’alto.

Infine, il chiarimento sul caos e sulle disfunzioni che hanno interessato i Cup, i centri per le prenotazioni. L’applicazione di un nuovo software per la gestione delle prenotazioni: questa la causa dei disagi. Il sistema però “ora è pienamente operativo e vede l’utilizzo di app specifiche in disponibilità dei medici di base che possono procedere direttamente alle prenotazioni di esami e quant’altro necessario”, è stato detto al tavolo covid. “La nuova struttura informatica ha comunque permesso di risolvere una serie di criticità rispetto alla ‘pulizia’ delle liste di attesa (eliminando doppioni e imprecisioni) e di porre dei correttivi finalizzati a consentire operazioni fino ad oggi non rese possibili online”.

Infine, ha precisato il dg Asrem, “le attività di implementazione della piattaforma informatica, in continua evoluzione, permetteranno nei prossimi giorni un utilizzo ancora più performante da parte dei medici di medicina generale, delle farmacie aderenti e dei Comuni convenzionati, al fine di fornire un ulteriore miglioramento del servizio all’utenza”.