Vaccini anche al Vietri, Asrem non risponde. Sindaco amareggiato: “Vertici ignorano il territorio e fanno troppi errori”

Pino Puchetti scrive dopo il silenzio dei vertici Asrem alla sua istanza di allestire un punto vaccini nell'ospedale Vietri, che resta vuoto e inutilizzato. "Non avere risposte, nemmeno per un punto vaccini al Vietri, è davvero un attacco alle legittime attese di una città, di un territorio che per vocazione e tradizione ha sempre dato esempi di qualità ed efficienza con la sua struttura sanitaria fiore all'occhiello nel recente passato e solo in secondo luogo una scortesia nei confronti del primo cittadino".

Nessuna risposta è arrivata al sindaco di Larino Pino Puchetti sulla richiesta di allestire un punto vaccinazioni anti covid al Vietri di Larino, ospedale che resta vuoto e inutilizzato malgrado le potenzialità che presenta. Puchetti ha avanzato una istanza da sindaco, autorità preposta alla sanità locale, ai vertici Asrem (Florenzano, Scafarto e Giorgetta direttore del distretto sanitario di Termoli) ma non ha ricevuto risposte e ora scrive, amareggiato, a proposito di questo silenzio. “Nemmeno questa volta la voce che proviene dal territorio è stata minimamente considerata. Non ricevere risposte da parte di chi, poi, ha anche responsabilità professionali cruciali in tema di pandemia, è l’ennesima dimostrazione di quanto già accaduto in passato: persone presenti in ruoli chiave per le problematiche sovraesposte si negano per non accettare alcun confronto”.

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La riflessione del primo cittadino di Larino però va oltre e tocca il nodo nevralgico di queste ore, ovvero la fragilità in termini di sicurezza che l’ospedale Cardarelli di Campobasso (preferito al Vietri di Larino come hub covid pur essendo ospedale per patologie tempo-dipendenti) presenta alla luce del focolalio di grosse proporzioni interno al nosocomio.

“Tutto questo mi lascia francamente basito. Nessuno voleva essere un profeta di sventure eppure quello che come sindaco, insieme a tanti altri colleghi, avevo previsto, nei mesi passati, si sta verificando.

L’ospedale Cardarelli è di fatto diventato un ospedale Covid con tutte le conseguenze che ne conseguono.

Ho appena letto che è stato chiuso ai nuovi ricoveri il reparto di chirurgia dove in questi ultimi giorni si è sviluppato un cluster di contagio che sembra abbia superato le venti unità tra operatori sanitari e degenti. Mi chiedo come sindaco, ma soprattutto come cittadino del Molise, ma dove dobbiamo arrivare?”

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“Cosa dobbiamo aspettarci ancora prima di cambiare rotta e di prendere finalmente una decisione che riporti finalmente tranquillità nella popolazione che ora è confusa, disorientata in merito alle scelte fin qui fatte in tema di gestione della pandemia?

Non avere risposte, nemmeno per un punto vaccini al Vietri, è davvero un attacco alle legittime attese di una città, di un territorio che per vocazione e tradizione ha sempre dato esempi di qualità ed efficienza con la sua struttura sanitaria fiore all’occhiello nel recente passato e solo in secondo luogo una scortesia nei confronti del primo cittadino.

Evidentemente chi non ha radici in questa terra non può capire, questa è l’unica chiave di lettura da dare. Chi non è cresciuto in questa terra, chi non conosce la sua storia oggi commette due errori: il primo è quello di ignorare il passato, il secondo di continuare a negarsi nei confronti di tutte quelle persone che (adesso possiamo dirlo) a distanza di un anno, vista l’attuale situazione del Cardarelli, hanno avuto ragione”.