Sport ancora bloccato: palestre e piscine chiuse fino al 5 marzo. Per Dilettanti e giovanili stagione a rischio

Il virus morde, la pandemia è nel suo pieno: impossibile riaprire campionati e attività sportive. Il Ministro Spadafora assicura “ulteriori misure di sostegno”. Milioni di persone restano senza passioni coltivate nel tempo di cui all’improvviso è doveroso fare a meno. I tornei rischiano lo stop definitivo.

Vite spezzate, lutti, dolori. Un anno di pandemia ha trasformato – in peggio – la quotidianità, rendendo tutto più fragile, insicuro. Le normali attività alle quali si era abituati sono andate via via scomparendo, lasciando spazio al rigore e al coprifuoco. Ed è giusto così in una fase drammatica come quella attuale. Ma certe passioni, certe attività mancano e anche tanto a migliaia, milioni di italiani. E i molisani non fanno certo eccezione.

Prendiamo per esempio l’esercito di società, squadre, calciatori, arbitri, dirigenti a livello dilettantistico che la domenica (o il sabato) scendevano in campo per difendere la maglia del proprio paese, del proprio quartiere spesso. Tutto in silenzio, da ormai due mesi e mezzo. E non si suda da settimane in palestra: gli attrezzi restano al loro posto, i tapis roulant fermi, le docce degli spogliatoi a secco. Come del resto le piscine, frequentate solo dagli agonisti.

Un colpo al cuore per chi vive di sport, e non parliamo solo dei lavoratori del settore ma anche degli sportivi, di chi era solito andare in palestra due volte a settimana o di chi non vedeva l’ora di realizzare un gol, anche in allenamento, o una schiacciata vincente. Non sarà possibile nulla di tutto questo almeno fino al 5 marzo, come annunciato nell’ultimo Dpcm dal presidente del Consiglio.

Pallavolo

A questo punto, difficile ipotizzare una ripresa, anche prendendo per buona questa scadenza. Più probabile che si vada tra un mese e mezzo verso una nuova proroga, forse decisiva per il definitivo stop dei campionati dilettantistici e giovanili che si ritroverebbero ad aprile senza allenamenti né partite.

Bisogna dire che il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha annunciato che “nel decreto che approveremo la prossima settimana inserirò il bonus per i collaboratori sportivi fino al 5 marzo, un nuovo fondo perduto con maggiori risorse per Associazioni sportive dilettantistiche e Società sportive dilettantistiche, il fondo per le partite Iva e altre misure di sostegno. Seguirò personalmente l’applicazione di ogni singolo intervento perché avvenga in tempi rapidi e senza alcun problema”.

Un piccolo sospiro di sollievo ma niente di più, anche perché “ho piena consapevolezza che migliaia di imprese sportive sono in gravissima difficoltà e rischiano di chiudere per sempre. Condivido quotidianamente il dramma di ogni persona colpita dalle nostre misure: dei proprietari delle strutture sportive in ginocchio, dei presidenti delle associazioni e delle società sportive, dei lavoratori sportivi, dei tanti appassionati e soprattutto dei giovani ai quali stiamo sottraendo un pezzo della loro vita sociale e della cura del benessere psico-fisico”.

Allo stesso tempo, però, la guardia va tenuta alta: “Abbiamo il dovere di tenere i numeri sotto controllo, perché dietro quei numeri ci sono le vite dei nostri familiari, dei nostri amici”.