Si allarga il focolaio alla Cattolica: contagiati 7 operatori sanitari e un altro paziente

Sale a 13 il numero complessivo dei casi di positività riscontrati all'interno dell'ospedale privato che si trova in contrada Tappino. La direzione sanitaria assicura: "L’ospedale garantirà in piena sicurezza il ricovero per tutti i pazienti affetti da patologie urgenti e non differibili".

Si allarga il focolaio scoppiato tre giorni fa al Gemelli Molise-Cattolica di Campobasso: dopo i primi cinque contagi riscontrati tra i degenti dell’ospedale privato venerdì scorso e in seguito ai quali sono stati sottoposti a tampone molecolare gli altri pazienti, medici e infermieri della struttura sanitaria, oggi (25 gennaio) sono state accertate altre otto diagnosi di positività al Sars-Cov-2.

I casi complessivamente rilevati nella struttura sanitaria salgono quindi a 13. In base ai risultati dei test molecolari effettuati nelle scorse ore, sette operatori sanitari e un paziente hanno contratto l’infezione da nuovo coronavirus, come annunciato dalla stessa direzione sanitaria del Gemelli Molise in una nota inviata nella redazioni giornalistiche. Le loro condizioni di salute non destano particolari preoccupazione: anch’essi sono asintomatici, come i primi cinque degenti contagiati.

“A seguito dei casi Covid registrati nei giorni scorsi al Gemelli Molise – si legge nel comunicato stampa – l’ospedale ha avviato, come da protocollo, le attività di tracciamento sia sui degenti che su tutto il personale. Dai controlli effettuati sono emersi nuovi positivi: un paziente e sette dipendenti tutti della stessa area, i quali sono stati immediatamente posti in quarantena già nel weekend appena trascorso”.

Al Gemelli Molise sarà intensificato lo screening per monitorare la diffusione del virus: “I controlli proseguiranno ogni 72 ore”.

La direzione sanitaria infine rassicura i pazienti e i loro familiari preoccupati dal contagio all’interno dell’ospedale privato di contrada Tappino a Campobasso: “L’ospedale garantirà in piena sicurezza il ricovero per tutti i pazienti affetti da patologie urgenti e non differibili”.