Segregata in uno sgabuzzino senza cibo, minacciata con una pistola alla gola: arrestato l’ex marito

Una storia di violenza inenarrabile cui si è posto fine ieri con l'arresto di un uomo, imprenditore residente in Basso Molise, che per anni ha picchiato, seviziato e minacciato di morte sua moglie

Una casa degli orrori cui è stata posta la parola fine. Ieri, 20 gennaio, la Questura di Campobasso ha arrestato un 50enne, un imprenditore residente in un comune del Basso Molise, che per anni ha seviziato la moglie, una donna di origine straniera.

L’uomo è finito in carcere a Campobasso e la donna in una struttura protetta. Sono stati gli agenti della Squadra Mobile e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Campobasso ad arrestare l’uomo, in esecuzione all’ordinanza di applicazione di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Larino su richiesta del P.M.

Un imprenditore, si diceva, accusato di aver commesso diversi reati in ambito familiare ai danni della moglie, una donna di origine straniera ma che risiede in Molise da oltre venti anni.

Inenarrabili gli atti di violenza che la donna ha dovuto subìre per anni: vessazioni fisiche, morali e psicologiche cui hanno assistito anche i figli minori della coppia.

L’arrestato per lungo tempo ha sottoposto la vittima ad aggressioni verbali e fisiche che hanno richiesto, in alcuni casi, le cure dei sanitari e l’intervento delle forze di polizia. Poi i due si sono separati, ma l’uomo non ha smesso di far del male alla ex compagna, anzi. Dopo la separazione l’uomo ha addirittura inasprito il suo comportamento violento arrivando anche a privare la vittima della sua libertà personale. Chiusa in casa, senza la possibilità di avere contatti con l’esterno (l’uomo aveva sottratto alla donna il suo cellulare e dell’automobile), e addirittura senza cibo, acqua e farmaci, per altro indispensabili alla donna per via di alcune patologie di cui soffre. Non sono mancati episodi di particolare crudeltà: l’uomo sovente rinchiudeva la donna in uno sgabuzzino e lì perpetrava la sua violenza. Sputi, aggressioni varie. era arrivato finanche a infilare nella gola della donna dei fazzoletti per impedirle di gridare e chiedere aiuto. Ma non è tutto: l’uomo ha anche spruzzato sul volto della sua ‘vittima’ detergenti ed aggressivi chimici. L’intento era quello di sfregiarla.

L’uomo ha più volte minacciato di morte la donna, tentando anche, in diverse occasioni, di strangolarla con una corda ed infilandole la canna di una pistola in bocca (arma risultata poi regolarmente detenuta ma successivamente ritirata dall’autorità competente). “La condotta criminosa di cui l’uomo si è reso responsabile è stata reiterata nel tempo ed è stata tale da cagionare alla vittima un perdurante e grave stato di ansia e paura ingenerando nella stessa un fondato timore per la propria incolumità”.

La donna, perseguitata fino a questo punto, ha denunciato più volte i fatti di cui era vittima e finalmente ha potuto abbandonare la casa coniugale, quel ‘carcere’ in cui era imprigionata. Le Forze dell’ordine hanno provveduto a collocarla in una struttura protetta.

 

“In questo contesto, merita di essere sottolineata la campagna ormai condotta da tempo dalla Polizia di Stato contro la violenza di genere. Come è stato più volte ribadito l’invito per le donne vittime di violenza è quello di denunciare sempre e comunque, anche con l’ausilio degli strumenti tecnologici messi a disposizione dalle forze di polizia, quale l’App YOUPOL, che permette di denunciare gli abusi subiti sia da parte della vittima che di terzi, dando la possibilità di farlo anche in forma anonima”.