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Rischio epidemia colposa al Cardarelli, “intervenga la Procura”. Carabinieri in Regione per acquisire atti sul Vietri

Dopo l’esposto dell’avvocato Iacovino, che sta portando avanti un’azione per conto del comitato vittime covid, acquisiti gli atti sulla mancata attivazione del centro covid a Larino. La domanda sulla quale gli inquirenti devono fare chiarezza è: il Commissario Giustini ha subito pressioni? E da chi? Intanto il direttore di Chirurgia Cecere chiede la chiusura dei reparti dove è scoppiato il focolaio prospettando il rischio di epidemia colposa. Si invoca l’intervento della Procura della Repubblica.

Il focolaio interno all’ospedale Cardarelli di Campobasso assume proporzioni di assoluta gravità, e questo in termini oggettivi. I positivi superano abbondantemente le 30 persone tra operatori socio sanitari, infermieri, medici e soprattutto pazienti della medicina generale e ricoverati per patologie chirurgiche. Il direttore del reparto di chirurgia Giuseppe Cecere, rientrato dalle ferie, si è trovato di fronte a una situazione ancora più critica di come immaginasse sulla base delle informazioni ricevute nei giorni scorsi.

Trenta positivi in Chirurgia, il focolaio del Cardarelli raddoppia. Il primario chiede la chiusura del reparto

La sua richiesta non è tardata ad arrivare ai vertici Asrem. Una richiesta di chiusura – temporanea – dei reparti ospedalieri dove, scrive nero su bianco nella lettera inviata al direttore generale Florenzano, al direttore sanitario Scafarto e al direttore di ospedale Sassi e al direttore degli affari legali Cofelice, “si palesa il rischio di una epidemia colposa”.

 

Cecere è sempre stato contrario all’ospedale covid al Cardarelli visto che lo stesso presidio ospedaliero è centro per le patologie tempo-dipendenti. “Chiedo a ciascuno per quanto di competenza di attivarsi per interrompere questa catena di contagio sopravvenuta nonostante le generiche raccomandazioni alle procedure cautelative per il contenimento dei contagi da me diffuse a marzo 2020 e nuovamente reiterate anche lo scorso 18 dicembre”. La richiesta è esplicita. Chiudete l’Unità Operativa complessa di Chirurgia generale. La situazione è sfuggita di mano e si invoca da più parti l’intervento della Procura della Repubblica.

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Tanto più che una inchiesta è già in corso e fa seguito all’esposto presentato dall’avvocato Vincenzo Iacovino per conto del Comitato Verità e Dignità costituito dai familiari dei deceduti a causa del covid. Ieri mattina infatti i carabinieri si sono recati nella sede della Giunta regionale del Molise e hanno prelevato documenti inerenti la vicenda di Larino centro covid, il progetto – naufragato – presentato lo scorso 16 giugno dal commissario Angelo Giustini al Ministero della Salute.

L’idea di trasformare il Vietri di Larino nel centro covid del Molise – si ricorderà – è stata condivisa da 118 sindaci e dallo stesso consiglio regionale ma osteggiata da Florenzano, Scafarto, Lolita Gallo, e anche dal Governatore Toma che alla fine ha preferito l’idea dell’hub al Cardarelli.  E’ stata questa la proposta approvata, seppure con modifiche, dal Ministero.

“Disastro annunciato e denunciato – chiarisce l’avvocato Iacovino – Finalmente la macchina della giustizia si è messa in moto e dopo l’esposto le Procure hanno prelevato molti documenti in Regione inerenti anche al centro covid di Larino”.

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Il commissario Giustini ha subito pressioni? E da chi? Che cosa è accaduto per ribaltare in maniera così evidente la decisione assunta in sede istituzionale di fare il centro covid al Vietri? Questi gli interrogativi al vaglio degli inquirenti, ed è in questo contesto di confusione  in cui, a detta di diversi medici e infermieri e come documentato da alcune immagini inviate alla Rai e pubblicate oggi in un servizio televisivo, versa il Pronto soccorso dell’Ospedale di Campobasso. Un afflusso di pazienti con lunghe attese, barelle terminate perché tutte occupate e persone che sono state costrette ad aspettare finanche sulle ambulanze con il personale medico in forte difficoltà.