Regione lumaca sul Parco del Matese: Pd e M5S incalzano Toma

Il capogruppo dem Micaela Fanelli prima firmataria di un'interrogazione rivolta al presidente della Regione e sottoscritta anche da Angelo Primiani (M5S): "Bisogna accelerare, rischiamo di perdere un'occasione di sviluppo"

A che punto è il percorso per istituire il Parco del Matese? Sono stati risolti i problemi relativi alla perimetrazione che ha messo in contrasto la Regione Molise e alcuni Comuni? Il Pd, assieme ad M5S, torna ad incalzare il presidente Donato Toma, titolare della delega all’ambiente. Al governatore, che dovrà rispondere ad una interrogazione di cui la dem Micaela Fanelli è prima firmataria, le opposizioni in Consiglio regionale chiedono scelte rapide.

Come sottolinea il capogruppo del Pd, “l’istituzione del Parco Nazionale del Matese rappresenta una necessità, oltre che opportunità di sviluppo economico e sociale, per le popolazioni locali in un territorio che più di altri soffre oggi della crisi economica e dell’assenza di prospettive, attraverso la gestione sostenibile delle sue ricchezze naturali, riconoscendo loro, tra l’altro, il ruolo di custodi di queste ricchezze”.

Micaela Fanelli

L’interrogazione al governatore nasce “per evitare di “arrivare lunghi” e disperdere questa grande opportunità di tutela, crescita e sviluppo”. Quindi, sottolinea l’esponente dem, “abbiamo chiesto al Presidente della Regione, che conserva la delega all’Ambiente, a che punto è l’iter di istituzione del Parco Nazionale del Matese e se sono stati applicati gli impegni assunti in Consiglio regionale.

E cioè, se la perimetrazione del Parco del Matese, così come prevista dalle delibere di Giunta regionale n.558019 e 1/2020, sia stata modificata tenendo conto dell’indirizzo di inserire, laddove non già previste nella suddetta proposta, le aree protette, a partire dall’area di Civita di Bojano, oltre che dell’intero territorio delle riserve regionali di Monte Patalecchia e dei Torrenti Longano e Longanello. Prevedendo inoltre un’adeguata zonizzazione per Campitello Matese che ne tuteli il patrimonio ambientale e ne salvaguardi futuri investimenti”.

Non solo. Nell’interrogazione, esplicita la consigliera regionale, viene chiesto a Toma “se la proposta modificata è stata portata all’attenzione della Commissione consiliare competente, anche per elaborare un documento di programmazione, deciso in Consiglio Regionale, per il funzionamento del Parco, coinvolgendo tutti gli stakeholder del territorio e se è stata comunicata all’Ispra e al Ministero dell’Ambiente la decisione finale del Consiglio.

Infine, attraverso l’interrogazione abbiamo formalmente chiesto di sapere quali azioni abbia messo in campo la Regione Molise al fine di condividere con la Regione Campania le decisioni principali e favorire la promozione dell’iter di istituzione, in particolare al fine di raccordare tra le regioni i criteri di scelta della perimetrazione e delle aree da includere nel costituendo parco”.

Anche il Movimento 5 Stelle ha sottoscritto l’interrogazione perchè il Parco del Matese è “un’imperdibile occasione di sviluppo socio-economico per una vasta area del territorio molisano che sta soffrendo la crisi come non mai”, come sottolinea il consigliere regionale pentastellato Angelo Primiani.

Dopo quattro anni dal riconoscimento del Parco del Matese da parte del Governo, la Regione Molise è ferma al palo. 

“La Regione, in barba alle nostre critiche e perplessità, è andata dritta con l’elaborazione di una perimetrazione risultata in forte contrasto con le proposte dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che ha chiesto di apportare alcune modifiche. Tra queste l’inserimento delle aree protette di Civita di Bojano, oltre le riserve regionali di Monte Patalecchia e dei torrenti Longano e Longanello”, ricorda Primiani.

Dunque, “non sono più ammissibili tentennamenti”. Anzi, “è necessario accelerare sulla definitiva perimetrazione del Parco superando una volta per tutte la visione miope e localistica che ha contraddistinto l’operato della Giunta regionale fino a questo momento”.

Secondo il consigliere M5S, “serve ad esempio comprendere che all’interno del Parco possono essere ricomprese anche zone a basso impatto ambientale, le cosiddette ‘Zone 3’, aree di tutela ma non sottoposte alle norme più stringenti. Inoltre occorre prevedere un corridoio che metta in diretta connessione Parco del Matese e Pnalm. Non c’è più tempo da perdere. Restiamo dell’avviso che sia fondamentale procedere speditamente sulla zonizzazione in particolare per quanto attiene il comprensorio sciistico di Campitello Matese che va tutelato dal punto di vista ambientale e finanziato con investimenti lungimiranti per quanto concerne le infrastrutture”.