Poche ambulanze, Asrem cerca operatori per trasporto pazienti Covid

Evitare di sguarnire il territorio di ambulanze che possano servire per situazioni di grave emergenza. Con questo intento l’Asrem cerca operatori che facciano il trasporto fino all’ospedale di pazienti o sospetti casi di Covid, lasciando così al 118 tutti gli altri casi di urgenza.

Lo scorso 4 gennaio infatti si è svolta una riunione tecnica, convocata dalla Direzione Amministrativa Aziendale alla presenza della Direzione Sanitaria Aziendale, del Direttore facente funzioni della Centrale Operativa “118”, del Direttore della Unità operativa supporto Giuridico Amministrativo, del Direttore facente funzioni della Unità operativa Acquisizione Beni e Servizi e del Responsabile dell’Autoparco, per individuare soluzioni riguardo all’emergenza in atto e in particolare per l’aspetto relativo ai trasporti dei  pazienti affetti da Covid–19 o sospetti Covid–19, su chiamata da parte dei servizi di Pronto Soccorso dei Presidi Ospedalieri di Termoli, Isernia e Agnone verso il Cardarelli di Campobasso, centro Hub per il Covid.

Dall’incontro è emersa la necessità di svolgere una indagine di mercato alla ricerca di eventuali operatori che possano svolgere il servizio di trasporto pazienti.

“In pratica – interviene il medico Giancarlo Totaro – si intende affidare il trasporto di malati di covid o sospetti covid ad operatori esterni con lo scopo di liberare da questo servizio le ambulanze e gli equipaggi del 118 da questa incombenza”.

Di recente c’erano stati casi di cronaca che avevano mostrato i ritardi nell’arrivo di ambulanze su incidenti e malori, vista la contemporanea necessità di trasporto legato al Covid-19.

Il 118 trasporta i malati Covid e le ambulanze non arrivano sugli incidenti. Due morti in poche ore

“Un provvedimento ampiamente condivisibile – prosegue il dottor Totaro -, viste le conseguenze disfunzionali, organizzative e logistiche che questo servizio di “trasporto” arreca al buon funzionamento del 118, il quale troppo spesso è impegnato in attività di trasporto di questi malati e che sottrae al territorio una attività essenziale e rischiando ad ogni trasporto di lasciare scoperto il servizio di emergenza per una attività programmabile.

Questo provvedimento dovrebbe mettere fine ai problemi legati alla disponibilità limitata di barelle di biocontenimento ed alle pericolose assenze di UOT impegnate in attività di semplice trasporto.

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