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Parlamentari Ortis e Testamento incontrano ministro Speranza: “No ai container covid in Molise, servono fondi”

In mattinata i due parlamentari del M5S hanno incontrato il Ministro alla Salute e il sottosegretario Sileri: sul tavolo i problemi di gestione dei malati covid e no covid negli ospedali molisani. Intanto, si alza il tono dello scontro tra il commissario Giustini e il presidente Toma a seguito del decreto firmato dal governatore che in sostanza paralizza l'attività del generale.

Dopo la protesta clamorosa di ieri, 21 gennaio, i parlamentari del Movimento5Stelle hanno incontrato il Ministro alla Salute, Roberto Speranza. “Bisogna utilizzare gli ospedali ‘periferici’ del Molise per decongestionare l’hub di Campobasso e gli spoke di Isernia e Termoli, e serve una soluzione chiara per porre fine all’ultradecennale commissariamento della sanità regionale, stanziando fondi per il rientro dal disavanzo ed evitando le condizioni che ci hanno portato ad esso”. Questi in estrema sintesi i punti toccati dal senatore Fabrizio Ortis e dalla deputata Rosalba Testamento.

Nell’incontro di questa mattina, al quale ha partecipato anche il viceministro Pierpaolo Sileri, i parlamentari pentastellati hanno ribadito il “no forte e chiaro alla soluzione prevista dal presidente della Regione Molise Toma dei container removibili per i posti letto aggiuntivi di Terapia Intensiva”. “Siano l’extrema ratio – hanno sottolineato Ortis e Testamento – visto che l’utilizzo delle strutture ospedaliere esistenti può garantire condizioni operative migliori per i medici e gli operatori sanitari e maggiore dignità per i pazienti bisognosi di cure”.

Il tema del commissariamento è stato al centro della discussione, considerando anche le molte incomprensioni tra la struttura commissariale e l’amministrazione regionale e sanitaria. “L’ultima lettera del commissario Giustini – spiegano – evidenzia numerose criticità nella gestione dei nosocomi molisani, in particolar modo per i percorsi Covid che non stanno funzionando in maniera efficace. Al momento l’unico hub regionale è ‘soffocato’ dai contagi, che hanno bloccato due interi reparti. Inoltre, si è reso necessario smistare la maggior parte dei malati non Covid nei due ospedali spoke di Isernia e Termoli, già storicamente gravati da carenze di organico e di infrastrutture. Il commissario Giustini ha indicato possibili soluzioni per arginare il problema del sovraffollamento dei reparti Covid e soprattutto della promiscuità tra malati Covid e malati no Covid, che andrebbero prese in considerazione”.

Bisogna ricordare che il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera molisana, approvato a Roma nel luglio scorso dopo la richiesta di modifiche, coinvolge anche il San Timoteo e il Veneziale nella gestione della pandemia. Anche se l’unico hub Covid resta il Cardarelli, i due spoke periferici avranno una dotazione di posti letto destinati ad area cosiddetta “grigia” ma anche un reparto di Rianimazione per pazienti Covid. Il dg Asrem Florenzano, interpellato sulla questione a dicembre, dichiarò: “I 3 posti aggiuntivi di terapia intensiva a Termoli e i 2 a Isernia serviranno anche per i pazienti no-covid, così da aumentare la possibilità ricettiva della sanità molisana”.

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Cresce intanto il tono dello scontro tra la Regione Molise e il commissario ad acta dopo il decreto firmato dal governatore Donato Toma che in sostanza paralizza l’attività di Angelo Giustini. Il commissario invia le carte alle tre procure molisane. Una contromossa, quella di Giustini, che sembra anche una risposta al Decreto con il quale Toma gli chiede di vedere in anticipo gli atti relativi alla gestione dell’emergenza covid, riservandosi di emendarli. Il generale ha inviato ai magistrati di Campobasso, Larino e Isernia i fascicoli con i verbali del Nas, da lui stesso sollecitato, relativi ai sopralluoghi nelle strutture sanitarie molisane dai quali sono emerse diverse anomalie, specialmente in relazione alla mancata separazione di alcuni percorsi fra pazienti e personale covid e no covid.

Urge rendere la struttura commissariale operativa – proseguono i portavoce M5S – sia con mezzi adeguati che con aumentate prerogative, sulla falsariga di quanto già fatto in Calabria. La nostra richiesta più forte, tuttavia è stata quella di trovare soluzioni strutturali e anche di stanziare fondi necessari al rientro dal disavanzo sanitario con la conseguente fine del commissariamento. E per ottenere questo risultato, non possiamo escludere il coinvolgimento delle altre regioni che fanno mobilità verso il Molise. Adesso vogliamo fatti concreti. Noi continueremo a controllare la situazione e a verificare che le azioni predisposte siano a esclusivo vantaggio dei cittadini molisani”.

La proposta dei due parlamentari: “Riteniamo più opportuno utilizzare le strutture ospedaliere pubbliche già presenti in regione, come quella di Larino, ma anche di Venafro e Agnone. Abbiamo ribadito e preteso attenzione per il Molise, regione che non può più aspettare. Era stato aperto un tavolo con il Ministero della Salute a cui hanno partecipato, in precedenza, il portavoce alla Camera Federico e il capogruppo in Consiglio regionale Greco, ma i lavori per dare attenzione ai problemi della sanità molisana non procedono, pertanto abbiamo chiesto un’accelerazione in questo senso per la situazione di urgenza in cui ci troviamo. Pur comprendendo le difficoltà del momento, non possiamo aggiungere ulteriore tempo alla risoluzione delle questioni della nostra regione. Abbiamo dunque ribadito la necessità di un’interlocuzione urgente tra il commissario Giustini, il governatore Toma e il commissario Arcuri per dare ai molisani un’alternativa dignitosa per i pazienti Covid che non siano i container”.