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Nessun rinvio, si torna a scuola in presenza ma gli studenti protestano: “Vogliamo continuare in Dad”

In un documento scrivono di aver deciso “di manifestare per un prolungamento del periodo di didattica a distanza al 100%. La richiesta non solo appare opportuna e prudente, ma quanto​ mai necessaria e responsabile”

Le scuole superiori possono tornare in presenza nella misura del 50% e fino al 75% come previsto dal Dpcm del 14 gennaio.

È questo il parere degli esperti del Comitato tecnico scientifico che si sono riuniti d’urgenza questa mattina dopo la richiesta del governo di un’indicazione sul ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori.

Le scuole vanno dunque riaperte e, sottolineano ancora gli esperti, se qualche presidente di regione decidesse diversamente, “se ne assume la responsabilità”.

E in Molise, domani gli studenti della scuola secondaria tornano in aula al 50 per cento.

I ragazzi però non ci stanno. E temono che proprio in queste settimane che “secondo gli esperti si entra nel pieno e nella peggiore delle sue fasi sotto l’aspetto dei contagi” si abbiano ripercussioni anche sulla loro salute e su quella dei loro familiari.

Per questo, gli studenti del Liceo artistico, per esempio, hanno deciso “di manifestare per un prolungamento del periodo di didattica a distanza al 100%. La richiesta non solo appare opportuna e prudente, ma quanto​ mai necessaria e responsabile” hanno scritto in un documento destinato al dirigente scolastico Sergio Genovese. Che ovviamente pur ribadendo il suo timore personale rispetto alle scelte adottate di prevedere il rientro a scuola dice anche che “la scuola rispetterà quanto stabilito dal governo e dunque se quelli in presenza domani 18 gennaio non saranno in aula per protesta si procederà come se fossero assenti, senza alcuna Dad come chiedono”.

“Manifesteremo in modo del tutto pacifico – dicono i ragazzi – Non ci sarà alcun corteo che generi assembramento o simili. Chiediamo solo il prolungamento della Dad, quindi non ci presenteremo a scuola ma prenderanno parte alle lezioni in modo digitale. La nostra non è una manifestazione il cui scopo è perdere giorni scolastici, chiediamo infatti di poter continuare le lezioni da casa e ci teniamo a precisare che la didattica a distanza, che​ è comunque lavoro a tutti gli effetti per docenti e studenti, pur presentando inequivocabili limiti ampiamente argomentati in tante occasioni, risulta tuttavia oggi, sicuramente​ più che a primavera scorsa,​ il mezzo per evitare la diffusione ulteriore del contagio.​ Essa tende a garantire il più possibile il raccordo quotidiano con gli studenti, prestandosi​ a sollecitare nei discenti senso di responsabilità e cittadinanza democratica, con particolare riferimento all’assunzione di comportamenti corretti cui attenersi nel corso di questa dura fase pandemica”.