Molise in bilico tra giallo e arancione, a ore il responso. Vietati spostamenti tra regioni fino a metà febbraio

Domani, venerdì 15 gennaio, sapremo se il Molise sarà zona gialla o arancione e dunque le restrizioni che lo attendono

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Il Consiglio dei Ministri, nel bel mezzo di una crisi politica, ieri sera ha messo alcuni punti che varranno da domenica 16 gennaio ai primi di marzo, varando un Decreto-Legge cui seguirà, nelle prossime ore, un nuovo Dpcm.

La situazione è in via di peggioramento pressochè in tutte le regioni e in questo quadro il Molise è ‘tra color che son sospesi’. Sospesi tra zona gialla e zona arancione, con restrizioni che sicuramente ci saranno ma non si sa di che entità.

Per saperlo bisogna attendere domani, venerdì 15 gennaio, quando sarà reso notoil monitoraggio settimanale. Come sempre, in base ai dati il Ministro della Salute Roberto Speranza stabilirà, con ordinanza, i “colori” delle varie regioni.

Intanto il Consiglio dei Ministri ha stabilito la proroga dello stato d’emergenza fino al 30 aprile 2021. Non solo. Gli spostamenti tra regioni o province autonome diverse saranno vietati fino al 15 febbraio e, a differenza di quanto succedeva prima, ciò varrà anche per le regioni gialle. Restano consentiti sempre gli spostamenti per motivi di salute, per comprovate esigenze lavorative o per situazioni di necessità.

Coprifuoco permettendo (sempre valido, dalle 22 alle 5), ci si potrà spostare per andare a trovare parenti ed amici nella loro abitazione. Ma anche qui restano alcune limitazioni. “È consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5.00 e le ore 22.00, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa regione, in area gialla, e all’interno dello stesso comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti”. Dunque deroghe agli spostamenti per visite ma solo una volta al giorno, ad un massimo di due persone (esclusi minori di 14 anni).

Restano consentiti gli spostamenti tra piccoli comuni (con popolazione inferiore a 5mila abitanti). “Sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”.

 

Infine ha fatto il suo ‘debutto’ la cosiddetta zona bianca, per ora solo sulla carta. In territori che dovessero farvi il loro ingresso (non in zona gialla, arancione o rossa pertanto) si recupererebbe una dimensione di pseudo-normalità. Ma per ora nessuna delle regioni italiane dovrebbe avere i requisiti per essere definita ‘bianca’.  In questa fascia infatti andrebbero le regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. Un’utopia, al momento, ma una sorta di obiettivo da raggiungere, un incentivo alla speranza.

In area “bianca” non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate, con DPCM, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico.

 

Al momento, si presuppone che in zona rossa finiranno Lombardia (l’ipotesi più accreditata), Sicilia ed Emilia-Romagna (in forse). Un’altra buona parte d’Italia dovrebbe essere contrassegnata dall’arancione. In particolare dal giallo dovrebbero passare alla colorazione che denota maggiori restrizioni il Lazio, il Friuli, il Veneto, la Liguria, La Puglia, l’Umbria, le Marche, il Piemonte e le Province autonome di Trento e Bolzano, oltre alla Valle d’Aosta. Resterebbe arancione anche la Calabria.

Toscana, Sardegna, Abruzzo e Molise potrebbero invece rimanere, come ora, in zona gialla. Ma la nostra regione, che nell’ultimo monitoraggio aveva l’Rt più alto d’Italia (sebbene l’intervallo inferiore fosse inferiore a 1), potrebbe avere delle sorprese.

 

 

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