La morsa dell’inverno più duro: aumentano ricoveri e decessi. Vaccinazioni, il ritmo non sale

La campagna vaccinale, giunta alla sua seconda settimana, non cambia di passo. Intanto i dati dell'epidemia sembrano peggiorare e in particolare si assiste ad un costante aumento e di decessi legati al Covid e di ospedalizzazioni. Queste ultime sono state circa 5 al giorno, in totale 11 in più rispetto alla settimana precedente. L'inverno più duro del virus è iniziato

Ci sono indicatori, relativi all’andamento dell’epidemia, che hanno un peso specifico maggiore di altri. È questo il caso dei numeri di decessi e ricoveri, non soggetti all’ondivago saliscendi del numero di tamponi e che di relativo hanno ben poco. Sono la cartina di tornasole di quanto male produca l’infezione e la conseguente malattia.

Nella settimana che va dall’11 al 17 gennaio questi numeri sono risaliti e – al di là dell’incremento di contagi, di tamponi e di tasso di positività che pur c’è stato – ciò sembra essere il preludio a quello che sarà un lungo e difficile inverno, proprio come previsto dagli esperti.

Le vittime, dicevamo. In questo arco temporale non ce l’hanno fatta 19 persone, 19 nostri corregionali. Sette giorni sciagurati in cui c’è stata sempre, almeno, una morte per Covid. Uomini e donne di varie età, dai 52 ai 98 anni, per una età media di 82 anni (la mediana invece è 87). La scorsa settimana le vittime erano state 16, quelle precedenti 15, 13 e 12. Si può notare in questa successione di ‘freddi’ numeri una tendenza alla crescita, sperando di essere smentiti a partire dalla settimana prossima.

Ma c’è un altro indicatore in crescita, ed è quello degli ingressi in ospedale per via del Covid-19. Anche in questo caso l’andamento settimanale è tutt’altro che positivo. Non c’è stato giorno senza nuovi ricoveri e sempre questi hanno superato le dimissioni, andando di fatto ad ingrossare le fila dei posti letto occupati. I ricoveri in settimana sono stati ben 36, per una media che supera le 5 unità al giorno, mentre le dimissioni sono state complessivamente 16. La settimana scorsa i nuovi ingressi erano stati 11 in meno (25). Il risultato è che attualmente in Malattie Infettive sono ricoverate 60 persone e in Terapia Intensiva, in condizioni dunque più critiche, altre 10.

In realtà negli ultimi sette giorni sono aumentati anche i casi di contagio (473 contro i 360 della scorsa settimana) sebbene a crescere sia stato anche il numero di tamponi molecolari effettuati (4444 vs i 3992 della precedente settimana). Circa 68 nuovi positivi al dì a fronte di circa 635 test al giorno, questa la media. Ma la combinazione tra questi due indicatori non è favorevole perché il tasso di positività (rapporto tra numero di positivi su test) è cresciuto, passando dal 9% della settimana scorsa al 10.6% di questa. Come forse noto, da due giorni in Italia il tasso di positività è drasticamente sceso perché assieme ai tamponi molecolari (considerati i più affidabili per rilevare la presenza del virus) vengono considerati anche i test antigenici. Noi, per ora, non lo abbiamo fatto.

Da notare come anche in quest’ultima settimana il numero dei guariti ha superato quello dei nuovi casi: i primi sono stati quasi 600 (circa 85 al giorno), meno della settimana precedente quando erano stati circa 870 (più di 124 al dì).

Ma la settimana qui considerata è stata anche la seconda in Molise dall’avvio della campagna vaccinale vera e propria (escludendo dunque il vax-day di fine dicembre). I vaccini somministrati, che domenica 10 gennaio erano a quota 3232, ora sono 6300. In questi ultimi sette giorni sono state inoculate, pertanto, circa 440 dosi al giorno (poco meno di quanto fatto nella prima settimana).

Come si evince, dunque, la campagna non ha subìto l’accelerazione che molti auspicavano. La nostra regione, cui finora sono state consegnate 8825 dosi, ne ha ‘evaso’ il 71% circa. Qualche giorno fa il Presidente Toma aveva comunicato che, insieme all’Asrem, si stava procedendo ad un ‘rallentamento ponderato’ nelle somministrazioni onde evitare – causa ritardi nelle consegne – di non avere le seconde dosi disponibili a tempo debito per tutti coloro che avessero fatto la prima dose. Come noto da ieri sono iniziate le seconde inoculazioni del vaccino Pfizer (che vanno fatte 21 giorni dopo le prime).

In realtà per la nostra regione non dovrebbero esserci problemi se, come comunicato ieri dallo stesso Commissario Arcuri, il Molise e altre 5 regioni non subiranno un calo nella distribuzione che il colosso farmaceutico ha “unilateralmente stabilito”. All’inizio della prossima settimana, ad ogni modo, è previsto l’arrivo anche del secondo vaccino approvato dall’Agenzia Europea del Farmaco, quello dell’americana Moderna. E il ritmo allora sì che dovrebbe aumentare.