Lezioni in presenza da lunedì, Cgil: “Serviva uno screening su studenti e personale della scuola”

Il giudizio del sindacato rispetto alle misure del governo Toma è negativo: "Potenziare i trasporti è una misura insufficiente, si rischia di aprire e poi dover richiudere"

Bene l’aumento dei mezzi per il trasporto scolastico, ma per garantire la ripresa delle lezioni in presenza da lunedì 18 gennaio e in tutte le condizioni di sicurezza occorrevano anche altre misure: ad esempio, sarebbe stato necessario uno screening di studenti e personale della scuola. E’ una delle proposte lanciate dalla Cgil a poche ore dal ritorno in classe.

Il sindacato non nasconde i dubbi sulla ripresa della didattica in presenza.

La Cgil e la Fc del Molise esprimono forti perplessità sulle condizioni di sicurezza che dovrebbero permettere la riapertura in presenza delle scuole molisane”, la premessa che si legge nella nota inviata da Paolo de Socio, segretario della Cgil, e da Pino Lafratta, massimo rappresentante della Flc Cgil. “Da sempre abbiamo sostenuto che la didattica a distanza è solo una soluzione emergenziale e che “la scuola si fa a scuola” , ma tale obiettivo si raggiunge adottando tutte le necessarie garanzie di sicurezza e valide misure di prevenzione per la salute e l’incolumità di studenti e lavoratori”.

I rappresentanti sindacali ricordano di aver scritto lo scorso 23 dicembre una lettera indirizzata al Prefetto di Campobasso, all’assessore ai Trasporti, al Sottosegretario all’Istruzione e al dirigente dell’USR Molise per chiedere di “essere convocati ai tavoli tecnici previsti presso le Prefetture, in modo da condividere gli interventi necessari a garantire il diritto allo studio, in presenza e in sicurezza. Oltre alla partecipazione ai tavoli di lavoro presso le Prefetture, avevamo inoltre chiesto alla Regione di attivare una cabina di regia per fare sintesi delle misure prese a livello territoriale garantendo misure sinergiche, precise e univoche.

Nessuna risposta è però giunta alle nostre pressanti richieste, con il risultato che le riunioni sono avvenute nella più assoluta autoreferenzialità”.

E ora, in vista della riapertura delle scuole, “le uniche misure di cui siamo a conoscenza sono emerse dal Tavolo operativo convocato lunedì scorso dall’Ufficio scolastico regionale del Molise”. E proprio durante questo incontro che il presidente della Giunta regionale Donato Toma ha annunciato “il potenziamento per i trasporti (non sappiamo però con quali modalità operative), con il coinvolgimento della Protezione civile per evitare assembramenti davanti alle scuole”.

Per il sindacato, “si tratta sicuramente di misure necessarie e che da tempo avevamo richiesto, ma rischiano di essere assolutamente insufficienti. Nessuna risposta è venuta alla richiesta di effettuare uno screening diffuso e periodico per studenti e lavoratori, di attivare presidi sanitari nelle scuole e un maggiore collegamento con l’Asrem, di dotare gli istituti scolastici di tamponi rapidi da somministrare a studenti e lavoratori in caso di positività, di potenziare i dispositivi di protezione tramite la dotazione di mascherine FFP2″.

Il giudizio della Cgil è negativo: “Si naviga a vista su tutto: senza l’adozione di adeguate misure c’è il pericolo di generare un circolo precario e vizioso, con la prospettiva concreta di riaprire per poi chiudere, continuando a generare confusione e allarmismo. Tutto viene scaricato sulle scuole (a volte sui sindaci), creando un contesto di profondo disorientamento e comprensibili timori tra tutti i lavoratori e tra le famiglie. Non si può modificare ogni settimana l’organizzazione didattica: era ed è necessario riportare il confronto a livello territoriale coinvolgendo le scuole, fare chiarezza sui dati, anticipare il rischio della terza ondata anche su infanzia e primaria rafforzando e rendendo esigibile da subito i protocolli di sicurezza sottoscritti con i sindacati.

Il diritto allo studio – la chiosa finale – è un diritto costituzionale, ma lo è anche il diritto alla salute. Entrambi devono essere perseguiti congiuntamente, e richiedono precise scelte politiche ed organizzative con evidenti competenze e responsabilità regionali.

Dopo la caotica gestione dell’emergenza sanitaria ora l’incapacità istituzionale e organizzativa regionale si scarica sulla riapertura delle attività didattiche, con il rischio di aggravare ulteriormente il contesto epidemiologico.

Ci troviamo in una situazione non più tollerabile. E’ necessaria una visione complessiva della scuola, che non può essere lasciata alle decisioni dei presidenti delle Regioni o dei TAR Regionali, che rischiano di disgregare il sistema di istruzione nazionale. E’ necessario un governo nazionale degli interventi, per evitare un pericoloso scivolamento verso forme concrete di autonomia differenziata.

La CGIL e la FLC, nel proprio ruolo di rappresentanza e di garanzia delle condizioni di esercizio del diritto allo studio e alla salute, saranno al fianco di lavoratori e studenti e vigileranno, insieme alle RSU, sulla effettiva sussistenza delle condizioni di sicurezza per la riapertura delle scuole. I lavoratori della scuola, gli studenti e le famiglie hanno diritto ad avere certezze su tutti questi temi.

In mancanza di risposte credibili, metteremo in campo tutte le iniziative di mobilitazione consentite dalla situazione che stiamo vivendo”.