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L’Asrem non comunica i positivi e i focolai si allargano, Manuele dà voce alla rabbia dei sindaci: “Basta, mi rivolgo alla magistratura”

Il primo cittadino di Civitacampomarano annuncia l’intenzione di fare un esposto in Procura per le gravi carenze gestionali e comunicative da parte dell’Asrem nell’emergenza sanitaria in corso

Da mesi i sindaci denunciano la scarsa e inefficace informazione che l’Asrem fornisce loro nella gestione dell’emergenza sanitaria. Ora uno di loro dichiara di volersi rivolgere alla magistratura con un esposto in Procura per chiedere l’accertamento delle responsabilità nelle evidenti carenze di questa gestione.

Si tratta di Paolo Manuele, primo cittadino di Civitacampomarano e nella vita operatore sanitario, da tempo molto critico con le modalità di gestione dei vertici Asrem, anche per vicende come la mancata sostituzione immediata del medico di base del suo paese, dopo il pensionamento dello storico dottore che c’era.

Ma non è l’unico scontento. A novembre una lettera firmata da quasi 90 sindaci per sottolineare incongruenze, inadeguatezze e pericoli di una gestione così poco ordinata, opaca e volutamente reticente su molti aspetti. La lettera fece scalpore, il presidente Toma incontrò on line diversi di quei sindaci promettendo miglioramenti, ma da allora a oggi il risultato non sembra cambiato.

Basti dire che pochi giorni fa il report giornaliero dell’Asrem assegnava a Guglionesi il decesso di un uomo. Tuttavia dai riscontri fatti è emerso che quella persona non era affatto di Guglionesi, bensì di Montenero. Come possano essere commessi errori di questo tipo, che calpestano persino la dignità delle vittime, è un difficile da comprendere ed è purtroppo un esempio come potrebbero essercene centinaia. Da mesi l’Asrem non avvisa in tempo i diretti interessati o i sindaci che dovrebbero invece prendere decisioni immediate per misure adeguate così da poter prevenire altri contagi.

Un altro esempio arriva proprio da Civitacampomarano, dove ieri il sindaco ha emanato un’ordinanza per circoscrivere il focolaio in corso. “Alle tante carenze denunciate in precedenza – ha scritto domenica scorsa Manuele -, devo far presente che mancando da Asrem la puntuale informazione agli interessati, a notte fonda ho dovuto comunicare l’esito di positività del proprio genitore ad un ragazzo che era rientrato nella città in cui lavora fuori regione. Lo stesso in quanto ovviamente contatto stretto, con senso di responsabilità, stamattina mi ha chiamato per capire cosa fare e come comportarsi, mi ha riferito che senza questa informazione domattina sarebbe andato regolarmente a lavorare. Per tale macroscopica lacuna, si sarebbe rischiato di attivare potenzialmente un cluster in un luogo di lavoro ed addirittura in altra regione. Sono indignato, disgustato e nauseato da una siffatta approssimazione, posta in essere dalla struttura che deve tutelare la salute e soprattutto deve agire in chiave di prevenzione”.

Stessa situazione denunciata stamane 11 gennaio. “Questa mattina la telefonata di un cittadino sottoposto a tampone nella giornata di venerdì, mi ha comunicato che dopo giorni di impossibilità ad accedere nella propria area utente sul portale Asrem, ha purtroppo appreso della positività di due componenti del suo nucleo familiare.

Pertanto ancora una volta, difformemente a quanto comunicato da Asrem alla scrivente autorità sanitaria locale ed autorità territoriale di protezione civile, ed aggiungo anche alla stampa (si richiamano i bollettini diffusi sabato 9 gennaio e ieri sera domenica 10 gennaio), il numero dei positivi nella nostra comunità è di 25”.

Non che la situazione si possa limitare alla sola Civitacampomarano. Casi di questo tipo sono stati segnalati un po’ ovunque in regione dai sindaci, qualcuno in modo più palese, molti altri sottovoce per non esporsi. Ma il malcontento dilaga.

Ora Manuele sceglie di non stare in silenzio a guardare. “Considerata la gravità di questa gestione e dei fatti occorsi, di tutti gli aspetti che implica, quali non adeguata  informazione alla popolazione circa gli scenari di rischi, non adeguata comunicazione istituzionale d’emergenza, non attuazione del contact tracing, ritardi in tutti gli aspetti sanitari di gestione dell’emergenza, con possibile ipotesi anche di ulteriore diffusione della pandemia, mi riservo di valutare il deposito di esposto denuncia all’Autorità Giudiziaria, al fine di accertare le responsabilità”.