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La Signoria di Dio è vicina

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    pescatore di uomini

    di don Mario Colavita

     

     “I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli” (Giona 3,5). La storia a lieto fine della predicazione del riluttante Giona che predica la Parola nella grande città di Ninive e, per la forza della Parola di Dio, i cittadini  cambiano comportamento.

    È interessante quello che è accaduto a Ninive: uomini e donne, piccoli e grandi che hanno avuto fiducia nella Parola di Dio si sono visti salvati dal Signore.

    L’Eterno torna indietro, si commuove per la capacità dei niniviti ad abbandonare condotte cattive e perverse e seguire la via di Dio: Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece” (Giona 3, 10).

    La forza della Parola udita e accolta ci aiuta molto, come credenti dovremo sempre avere un affetto alla Parola.

    Oggi celebriamo la domenica della Parola di Dio istituita da papa Francesco proprio per amare la Parola.

    Non dimentichiamo che la Parola di Dio messa in pratica accresce la conoscenza che l’uomo ha di Cristo. Chi non mette in pratica la Parola di Dio non conosce Cristo.

    In questo tempo di pandemia siamo portati alla paura, alla diffidenza, al giudizio e alla condanna di povere persone che hanno contratto il virus non volendo. Chi vuole il virus? Nessuno, può capitare che qualcuno diventi positivo. Mai demonizzarlo o condannarlo è un fratello malato che va aiutato a curarsi non solo con le medicine e l’isolamento ma anche con l’affetto e la solidarietà della comunità.

    Per questo nella domenica della Parola,  cerchiamo di diffonde, far conoscere, la bellezza della Parola di Dio, amarla, leggerla, pregarla perché la Parola di Dio accende una fiaccola di speranza e coraggio.

    Nel vangelo di oggi Gesù inizia la sua opera di predicatore nella Galilea del I secolo. Annuncia il vangelo di Dio, diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo” (Mc 1, 14).

    Il regno di Dio non è come i regni dei popoli è diverso. È la Signoria di Dio sugli uomini e come se Dio volesse governare il mondo alla sua maniera, e la maniera di Dio è l’amore.

    Il Regno di Dio non dice dominio ma servizio, il Regno non dice sopraffazione e ingiustizia ma è giustizia e solidarietà. Il regno di Dio per Gesù è una società nuova dove non prevale il più forte ma al centro vi è colui che fa amare e servire.

    Il regno che è vicino ha bisogno di collaboratori, ed ecco la prima chiamata. Gesù invita Simone e

    Andrea: “Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini” (Mc 1,16).

    La chiamata nasce da un ascolto a cambiare uno stile di vita ed a mettersi sulla via di Dio e del suo regno.

    Gesù chiama Simone e Andrea a rinunciare al proprio interesse per aiutare gli altri. Essere pescatore di uomini vuol dire aiutare gli altri ad uscire dal male e dal peccato. Ma, prima c’è bisogno di cambiare, capire, accogliere la novità di Dio.

    Il regno è novità è qualcosa che ci fa bene, ed è bene che i pescatori di uomini diano la gioia e la speranza dell’avvento misericordioso di Dio nella storia.

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