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La scuola-ponte per il futuro, la realtà dell’Ipsia di Montenero. “Uno studente su due lavora a pochi mesi dal diploma”

Una scuola che funge da ponte, solido, per arrivare al mondo del lavoro. È sicuramente il caso dell’Istituto professionale per l’industria e l’artigianato (Ipsia) di Montenero di Bisaccia, realtà scolastica che negli ultimi anni ha conseguito risultati importanti riuscendo ad innovarsi, mantenendo al contempo un filo diretto con il territorio.

Il suo indirizzo è ‘Manutenzione ed Assistenza Tecnica’, ed è corredato da un ampio ventaglio di laboratori che permettono agli studenti di acquisire competenze pratiche spendibili sul mondo del lavoro. Chimica, Elettronica, Elettrotecnica, Fisica, Informatica, Meccanica/Meccatronica e Officina Elettrica: un’offerta ampia che fa di questa scuola un unicum nel territorio. Anche perché si è cementificato sempre più – specie negli ultimi anni – il rapporto col contesto produttivo territoriale. Le aziende, non solo molisane ma anche del vicino Abruzzo, si rivolgono sempre più all’Ipsia per inserire i giovani ragazzi neo-diplomati dell’Istituto di Montenero. È una realtà sistematica lo ‘scambio’ tra la scuola e le aziende per implementare i cosiddetti PCTO, ovvero i percorsi di alternanza scuola-lavoro, e numerose sono le convenzioni attivate in tal senso con imprese dell’hinterland.

È questo uno dei punti di forza dell’Ipsia: la possibilità data a tutti i propri studenti di effettuare una formazione on the job, che integra appunto ore di didattica a scuola con ore (210 nel triennio) in azienda. E la formazione sul campo, va da sé, è la quintessenza di un istituto professionale. Le sinergie con gli attori produttivi del territorio sono ormai diverse e in molti casi parliamo di aziende di primissimo rilievo. Un esempio? Dopo il diploma conseguito all’Ipsia nell’estate 2020 sei ragazzi sono stati assunti, nel giro di poche settimane, alla Sevel di Atessa, stabilimento di veicoli commerciali leggeri più grande d’Europa.

Da sottolineare anche come i percorsi possano svolgersi anche all’estero. Quest’anno, causa Covid, non è stato possibile ma due anni fa alcuni studenti hanno lavorato in azienda a Malta per un mese. Ed è evidente come in questo caso si sviluppino anche altri tipi di competenze, a partire da quelle linguistiche.

Tornando ai laboratori dell’Istituto, va rilevato come questi siano strutturati con macchinari all’avanguardia, e naturalmente provvisti di tutti i requisiti per lavorare in sicurezza. Ce lo conferma la dirigente scolastica, la professoressa Anna Ciampa, che ci spiega come la scuola abbia investito molto negli ultimi due anni proprio su questo aspetto. Le aule laboratoriali sono state infatti completamente modernizzate e rinnovate con attrezzature di ultima generazione di cui la scuola si è potuta avvalere grazie a finanziamenti Pon.

Inoltre gli studenti dell’Ipsia hanno a disposizione attrezzature multimediali, risultate particolarmente fondamentali in questi mesi in cui si è dovuta sperimentare giocoforza la didattica a distanza. Oltre a Pc e Tablet, a Lim e Smart Tv presenti nei laboratori e nelle classi, gli alunni dell’Ipsia hanno la possibilità di avere tablet in comodato d’uso – enorme dunque il risparmio per le famiglie – e libri digitali. Strumenti che vengono forniti (da due anni a questa parte) gratuitamente a studenti e studentesse al momento dell’ingresso a scuola. La scuola può definirsi a ragione completamente digitalizzata, e anche questo ha una ricaduta importante sulla formazione dei giovani in termini di incremento di competenze digitali, oggi imprescindibili.

Un assaggio di quel che la scuola bassomolisana fornisce è stato dato il 16 gennaio in occasione dell’Open day. Un pomeriggio per far conoscere l’Istituto a ragazzi e famiglie del territorio e che si è tenuto in una ‘doppia dimensione’, virtuale e (solo in parte e su appuntamento, nel rispetto delle normative anti-Covid) in presenza. È stata data così la possibilità di vedere con i propri occhi, effettuando una sorta di tour, il lavoro che gli studenti insieme ai professori, e a partire dal primo dei cinque anni, realizzano nei vari laboratori. Per fare qualche esempio: riproduzioni plastiche con la stampante 3d, progettazioni con utilizzo di specifici software, realizzazione di impianti di illuminazione o elettrici, saggi alla fiamma, lavori con il braccio robotico e tanto altro.

La scuola, oltre al rilascio del diploma, poi, consente di conseguire due qualifiche, riconosciute a livello regionale ma anche a livello europeo. Si tratta della qualifica di operatore elettrico (al 3° anno) e di quella di Tecnico Elettronico (4° anno).

Impossibile elencare tutti gli sbocchi professionali, tanto sono trasversali a vari settori le competenze e conoscenze apprese. Le macroaree sono quelle dell’elettrico, dell’idraulica, della meccanica (anche di precisione), e della manutenzione e dell’assemblaggio in generale.

I dati forniti da Eduscopio restituiscono la cifra di quanto detto: gli occupati a 1-2 anni dal diploma all’Ipsia sono passati dal 43% al 51%. Insomma, uno studente su due riesce a lavorare, nei settori di competenza, a poca distanza dalla Maturità. È questa la vera cartina di tornasole dell’appropriatezza e della qualità del percorso formativo dell’Ipsia. “Va sfatato il mito – afferma la dirigente scolastica – secondo cui un istituto professionale non fornisce un adeguato livello di istruzione, a differenza dei licei. Sono scuole diverse, che formano in maniera differente. Se una scuola professionale riesce a consentire ai propri alunni di affacciarsi subito al mondo del lavoro e fare esperienze significative significa che quella scuola professionale ha raggiunto il suo scopo”.

Una ulteriore conferma si è avuta lo scorso anno quando uno studente (che oggi frequenta l’ultimo anno dell’Ipsia) è stato selezionato e sta svolgendo un periodo di apprendistato – contestualmente alla frequenza scolastica – alla Lg Sub, azienda leader nella produzione di prodotti per la pesca subacquea. “Una grande soddisfazione per noi docenti”, attestano i professori Giuliano (referente dell’Orientamento) e Abbondandolo (responsabile del plesso), comprensibilmente entusiasti di questa esperienza che rappresenta una buona prassi unica nel territorio regionale. Il contratto di apprendistato di 1° livello sarà, con grande probabilità, il preludio all’inquadramento (con un contratto lavorativo vero e proprio) del giovane studente nell’azienda.

Certo, la pandemia ha impresso una battuta d’arresto a questo tipo di esperienze che, in ogni caso, la scuola implementerà ulteriormente e porterà avanti.

Le iscrizioni per l’anno scolastico 2021-2022 sono aperte fino al 25 gennaio. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito o la pagina facebook dell’Istituto.

 ipsia montenero