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La Puglia accelera per prelevare l’acqua del Molise. Scatta l’esposto alla magistratura

L'ex consigliere regionale Salvatore Ciocca annuncia: "Presenterò un esposto circostanziato a tutte le autorità competenti compresa la Corte dei Conti per l’evidente danno erariale"

Salvatore Ciocca tornerà a rivolgersi alla magistratura: “Presenterò un esposto a tutte le autorità competenti”. L’ex consigliere regionale, che dalla scorsa estate si è opposto al ‘prelievo forzoso’ dell’acqua che dall’invaso del Liscione arriverà in provincia di Foggia, torna alla carica.

Questa mattina – 21 gennaio – deve aver fatto un ‘balzo’ dalla sedia quando ha letto la notizia pubblicata da Primo Piano Molise e di cui vi parliamo anche noi in questo articolo sul progetto di realizzazione di una condotta lunga 10 chilometri che preleverà acqua dal Liscione per portarla fino al potabilizzatore di Occhito così da essere utilizzata dalla vicina Capitanata.

L’acqua del Liscione a Foggia, la Puglia accelera. “Il Molise disperde le sue risorse idriche, le useremo noi”

Progetto che “è ormai ad un livello avanzato”, sentenzia Ciocca.  “Una informazione che si evince anche dalle dichiarazioni rese nel corso di una intervista dal vicepresidente della Regione Puglia che parla di “interlocuzioni avanzate tra Toma e Emiliano” delle quali in Molise nessuno sembra saperne nulla”.

E’ proprio il silenzio che avvolge il progetto a preoccupare l’ex consigliere regionale che sbotta: “Cosa nascondono in via Genova? Perché la Regione Molise non ha mai illustrato questa ipotesi progettuale?

Se la memoria non mi inganna, a metà giugno, la questione venne alla luce, sempre grazie alle notizie riportate da parte della stampa regionale attenta alle vicende: la Regione Molise e il Consorzio di Bonifica Larinese parteciparono ad una riunione tenutasi a Foggia proprio per parlare di questo progetto milionario, che piace tanto alla Puglia.

Da allora ad oggi, nonostante le azioni istituzionali poste in essere in Consiglio regionale dalle opposizioni nelle persone di Patrizia Manzo e Micaela Fanelli, in Molise è calato un fitto velo di silenzio.

Nessuno sembra ne sappia nulla, nessuno spiega quanto sta accadendo, nessuno comunica di interlocuzioni avviate con la Puglia, nessuno illustra il progetto che di fatto si realizza passando sulle nostre teste.

Mi domando: la Puglia avrebbe potuto presentare un progetto europeo senza avere alcuna autorizzazione dal Molise? C’è qualche atto che non conosciamo oppure tra Toma e Emiliano è bastato chiacchierarne magari a telefono?”.

Salvatore Ciocca

Ciocca lancia sospetti sul progetto anche da un altro punto di vista: “Sembra che ci sia anche il forte interesse alla realizzazione dell’opera di un professionista attivo in Molise: ritengo che sarebbe utile verificare un eventuale e paventato conflitto d’interesse posto che lo stesso risulterebbe essere progettista dell’opera, commissario del consorzio di bonifica molisano interessato dalla sua realizzazione nonché consulente delle Regioni Campania e Puglia”.

Poi i dubbi sui ristori economici: “Hanno dimenticato in via Genova (sede della Regione Molise, ndr) che la Regione Puglia non ha ottemperato agli accordi pregressi relativi alla cessione dell’acqua dell’invaso di Occhito? Facciamo intese che hanno risvolti economici con una Regione che è inottemperante da più di 40 anni?

E ancora: come si è potuto stabilire che si tratti di prelievo di acqua ‘in più’? Che significa, quali documenti, studi e analisi suffragano queste dichiarazioni rese dal vicepresidente della Regione Puglia? Questo ulteriore prelievo, oltre a danneggiare come è evidente la popolazione e gli agricolori del basso Molise, avrà un impatto sulla portata del fiume Biferno, sull’ecosistema fluviale, sull’ambiente circostante. E’ un fatto”.

L’ex consigliere regionale si rivolgerà alla magistratura: “In merito a queste che sembrano essere decisioni ormai assunte senza alcun confronto nel luogo deputato, cioè il Consiglio regionale e passando sulla testa di tutti i molisani, presenterò un esposto circostanziato a tutte le autorità competenti compresa la Corte dei Conti per l’evidente danno erariale derivante dal mancato rispetto degli accordi pregressi stipulati con la Regione Puglia alla quale la Regione Molise sta offrendo su un piatto d’argento la doppia opportunità di usare la nostra risorsa più preziosa e di beffarci ancora una volta”.

(in foto: l’invaso di Occhito lo scorso 9 novembre)