La mafia punta al Molise, è la quinta regione in Italia a rischio infiltrazioni

I dati 2020 piazzano la regione nella classifica dell'Eurispes dopo Calabria, Campania, Sicilia e Puglia. Il consigliere regionale (m5s) Vittorio Nola: "Tutte le istituzioni devono reagire"

Il Molise è la quinta regione a rischio infiltrazioni criminali. Il dato, quello ufficiale, è dell’Eurispes e non è passato inosservato all’attenzione del consigliere pentastellato Vittorio Nola.

Dei rischi della regione da sempre nel mirino di camorra, ndrangheta e mafia pugliese, ha continuamente parlato in ogni occasione anche il capo della Procura, Nicola D’Angelo. Ma se nella sue veste istituzionale D’Angelo è non andato oltre l’altolà (per ovvi motivi), l’Eurispes invece mette nero su bianco le cifre dell’emergenza.

L’indice di permeabilità dei territori alla criminalità organizzata in Italia, nelle studio condotto nell’ambito del quadro di un protocollo d’intesa con la Direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo è chiaro:  i dati 2020 dicono che il Molise è quinto nella classifica delle regioni a maggior rischio d’infiltrazioni, preceduto solo da Calabria, Campania, Sicilia e Puglia.

“Inoltre – spiega quindi in una nota il consigliere Vittorio Nola – , la provincia di Isernia è catalogata come territorio a rischio alto, mentre quella di Campobasso è definita territorio a rischio medio-alto”.

mafia eurispes 2020

In sostanza, e lo spiega anche Nola “L’Eurispes certifica quanto ho sempre denunciato nei mesi scorsi anche in qualità di presidente della Commissione speciale a carattere temporaneo di studio sul fenomeno della criminalità organizzata nel Molise: l’indice di permeabilità delle organizzazioni malavitose nella nostra regione è in crescita. Il trend conferma il quadro ben descritto all’interno del Rapporto della Commissione, approvato all’unanimità in Consiglio regionale a settembre 2020, ed è suffragato anche dai risultati delle ultime recenti inchieste giudiziarie che hanno coinvolto il territorio molisano”.

vittorio nola

Quindi l’appello: davanti a questa situazione le istituzioni devono reagire. “Bisogna alzare il livello di guardia – scrive in una nota – , fare rete e avere il coraggio di denunciare alla magistratura ogni minimo segnale riconducibile ad attività illecite. L’attuale momento di crisi economica, che vede tante, troppe attività immobiliari, commerciali, artigianali, turistiche e agricole in difficoltà gestionale e finanziaria, prepara terreno fertile alla criminalità e le apre nuove possibilità di espansione. Per questo faccio appello a tutti gli amministratori pubblici e privati affinché, ancor più in questo periodo, facendo leva sull’etica e sul proprio senso di responsabilità, in ogni occasione sappiano informare, seguire e tutelare i cittadini più fragili rispetto ai tentativi d’infiltrazione criminale”.

E’ ovvio che parallelamente alle istituzioni “devono continuare lavorare con costanza a tutti i livelli in maniera sinergica. Ribadisco l’importanza di un Osservatorio regionale sulla Legalità – prosegue Nola – in Molise, la cui istituzione è peraltro contenuta in una proposta di legge in fase di completamento, che terrà conto anche delle esperienze e degli strumenti operativi già operativi nelle altre regioni.  Inoltre in qualità di delegato al Tavolo del Coordinamento nazionale Antimafia ritengo importante programmare quanto prima un’audizione proprio in Commissione Antimafia, estesa ai vertici della magistratura e delle istituzioni regionali”.