La finanza può essere sostenibile? Gli investitori possono essere etici?

Vittorio Socci e Eduardo Montuori, due giovani bassomolisani, affrontano un tema molto poco trattato e ancora in parte nuovo. Dai Green Bond al ruolo dell'Unione Europea alla finanza sostenibile dopo la pandemia da covid 19: ecco tutto quello che bisogna sapere.

Vittorio Socci, 27 anni, nato a Termoli. Laureato in Economia e Direzione delle Imprese nel 2018 presso l’Università LUISS Guido Carli, vive a Roma dove lavora in un’impresa leader nel settore delle “utilities”.

Vittorio Socci

Cos’è la Finanza sostenibile?

“La finanza sostenibile è l’applicazione del concetto di sviluppo sostenibile alla finanza. Il concetto di “sviluppo sostenibile” venne introdotto per la prima volta in un documento pubblicato nel 1987 dalla Commissione Mondiale per l’ambiente e per lo sviluppo: è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze.

La finanza è la disciplina economica che studia i processi e le scelte di investimento e finanziamento di individui, imprese e Stati. Si occupa degli strumenti finanziari, per mezzo dei quali avvengono gli scambi di flussi di denaro, e dei mercati sui quali tali strumenti finanziari vengono negoziati al fine di trasferire le risorse economiche dagli individui che intendono investire i loro risparmi (risparmiatori) a quelli che hanno bisogno di finanziamenti per realizzare investimenti (generalmente imprese).

In particolare in un’impresa la finanza aziendale si occupa della gestione delle scelte e delle decisioni finanziarie volte a massimizzare il valore dell’azienda e la ricchezza dei suoi azionisti nel caso in cui l’impresa fosse quotata in Borsa.

La finanza sostenibile si fa carico di un obiettivo molto importante: creare valore nel lungo periodo, indirizzando i capitali verso attività che non solo generino un plusvalore economico, ma siano al contempo utili alla società e non siano a carico del sistema ambientale.

Si tratta di un tema che fino a poco più di un decennio fa era quasi sconosciuto, ma che oramai è diventato una realtà consolidata. Una realtà capace di cambiare positivamente il mondo, spostando le risorse finanziarie verso le attività responsabili nei confronti delle persone e del pianeta.

Chi sono i nuovi protagonisti della finanza sostenibile?

La modalità principale con cui la sostenibilità si applica alla finanza è l’attività dell’investimento socialmente responsabile (SRI), ossia quell’investimento in grado di ottimizzare non solo il ritorno finanziario, ma capace di creare esternalità positive e benefici per l’intera collettività.

Di pari passo con la diffusione della finanza sostenibile, si sono affermati quindi gli “investitori etici”, ossia quegli investitori che, per decidere dove investire il proprio denaro, utilizzano in aggiunta ai criteri economico-finanziari classici (ad esempio rischio, rendimento, scadenza, ecc.), altre variabili basate su principi sociali, etici e ambientali.

Tali variabili sono accorpate nei cosiddetti fattori ESG (Environmental, Social and Governance).

I fattori ambientali (Enviromental) generalmente considerati rilevanti nell’analisi degli investimenti comprendono la gestione delle risorse naturali, la prevenzione dell’inquinamento, la conservazione dell’acqua, l’efficienza energetica e le emissioni ridotte, l’esistenza di risorse e l’aderenza agli standard di sicurezza ed alle normative.

I fattori sociali (Social) riguardano la gestione del capitale umano di un’impresa e i rapporti con la comunità locale e il territorio. È sempre più chiaro che la riduzione dei rischi sociali può ridurre i costi di un’azienda, ridurre il rischio reputazionale e ridurre i costi di potenziali contenziosi. Tutto questo ha dei benefici notevoli per gli azionisti.

I fattori di Governance riguardano la valutazione della struttura proprietaria, l’indipendenza e la composizione del consiglio di amministrazione e le politiche dei compensi del management.

Gli investitori, sia individuali che istituzionali, sembrano dunque essere sempre più interessati alle attività delle società che si estendono oltre la semplice massimizzazione della ricchezza degli azionisti.

 

Eduardo Montuori ha 25 anni ed è nato a Termoli. Laureato in Economia e specializzato in Finanza dei mercati energetici vive a Roma, dove lavora presso uno dei principali gruppi bancari europei.

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Il ruolo dell’Unione Europea

L’Unione Europea sostiene fortemente il tema dello sviluppo sostenibile.
Tra i vari impegni assunti dalle istituzioni europee, merita una menzione particolare la conferenza sul clima di Parigi avvenuta nel dicembre 2015.
Con l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, l’UE e vari governi del mondo si sono impegnati a favore di un’economia e una società più sostenibili.  L’accordo, in particolare, include l’impegno di allineare i flussi finanziari con un percorso verso uno sviluppo a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici. In questo modo l’Unione Europea incoraggia la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, più efficiente in termini di risorse e sostenibile ed è stata in prima linea negli sforzi per costruire un sistema finanziario che supporti la crescita sostenibile.

In sintesi, il piano d’azione dell’UE in tema di finanza sostenibile prevede:

  1. L’introduzione di una “tassonomia” con cui classificare le attività sostenibili e i marchi di certificazione per le “obbligazioni verdi (green bond)”;
  2. L’integrazione dei “criteri ESG” da parte delle agenzie di rating nelle loro valutazioni;
  3. La creazione di standard e certificazioni di qualità UE per i “green bond”, per sostenere la credibilità del mercato e rafforzare la fiducia degli investitori.

 

Cos’è un Green Bond e perché è così importante per la Finanza Sostenibile?

In generale, quando parliamo di “bond” non parliamo di nient’altro che di quelle che in italiano sono comunemente chiamate Obbligazioni, ossia uno dei più basilari strumenti finanziari. Formalmente possiamo definire l’obbligazione un “titolo di debito” ossia, in parole povere, un contratto utilizzato da un soggetto (solitamente un’impresa o uno Stato) debitore per raccogliere fondi e finanziarsi ed un soggetto creditore, ossia un risparmiatore intenzionato ad investire il proprio denaro. L’Obbligazione è uno degli strumenti più semplici e sicuri, in quanto alla scadenza garantisce all’acquirente il rimborso del capitale investito più un interesse. Le imprese di solito scelgono di ricorrere a questi strumenti in quanto gli consentono di raccogliere fondi a tassi di interesse più convenienti rispetto a quelli offerti dalle banche. Esistono inoltre numerose altre tipologie di obbligazioni con le più svariate caratteristiche, ma non è questa la sede giusta per affrondire l’argomento.

Quando parliamo di Green Bond quindi ci riferiamo ad una Obbligazione che, per sua natura, contribuisce agli obiettivi della Finanza Sostenibile. I Green Bond sono strumenti di raccolta di risorse per finanziare progetti nuovi o già esistenti che possono avere un impatto positivo sull’ ambiente. Tali progetti possono riguardare l’utilizzo efficiente delle risorse, la gestione sostenibile dei rifiuti ed il riciclaggio, le energie rinnovabili, e la lotta al cambiamento climatico.

I Green Bond si compongono di alcuni elementi fondamentali:

  1. Tracciamento della destinazione dei proventi: i fondi raccolti attraverso questi strumenti devono essere necessariamente indirizzati a progetti relativi a tematiche ambientali.
  2. Valutazione e selezione del progetto di investimento: obiettivi ambientali, sostenibilità del progetto finanziato e valutazione della coerenza di tutti i processi necessari alla realizzazione dello stesso con i fini di sostenibilità. È necessario che ogni processo facente parte del progetto di investimento non sia, in maniera isolata, dannoso e/o rischioso per l’ambiente.
  3. Attività di informazione: è previsto l’obbligo di produrre report periodici per aggiornare gli investitori sull’avanzamento dei progetti e sulle prospettive relative ai proventi degli stessi.

È inoltre necessario sottolineare come questo tipo di strumento finanziario non abbia soltanto vantaggi di natura ambientale ed etica, ma che, al contrario, rappresenta una ottima opportunità di investimento per chi li sottoscrive e di fonte di finanziamento per chi li emette. I principali vantaggi per l’acquirente di un Green Bond sono in primis la ridotta volatilità dello strumento, ossia, in parole povere, il beneficio di possedere uno strumento che conserva un valore stabile durante tutta la sua vita, sino alla scadenza. Questa caratteristica consente al possessore di avere la possibilità, se necessita della liquidità investita prima della scadenza dell’obbligazione, di poter rivendere prontamente lo strumento ad un prezzo vantaggioso. Tecnicamente diremo quindi che è uno strumento liquido, ossia facilmente negoziabile e perlopiù a prezzi vantaggiosi. Inoltre il Green Bond costituisce per l’investitore più esperto una ottima possibilità di diversificazione, ovvero, senza scendere nel dettaglio, quel processo che porta, attraverso la selezione di differenti strumenti finanziari, a costruire un portafoglio, ovvero semplicemente una raccolta di strumenti finanziari, più vantaggioso in termini di rapporto rischio/rendimento rispetto a tutti gli strumenti che lo compongono, beneficiando del mix di strumenti presenti nello stesso.  Anche dal lato dell’emittente questi strumenti presentano molteplici vantaggi, in primis è importante evidenziare il vantaggio di tipo reputazionale dell’impresa emittente, che, attraverso l’emissione del green bond, certifica l’impatto positivo sulla collettività della propria attività. In secondo luogo è importante osservare che attraverso il green bond un’impresa ha la possibilità di attrarre nuovi segmenti di investitori, e, di conseguenza, ampliare il proprio pool di attrattività. Tra i sottoscrittori dei green bond vi sono infatti numerosi soggetti che, senza la certezza che il proprio investimenti abbia un elevato valore etico, non avrebbero mai deciso di investire.

 

Che ruolo giocherà la Finanza Sostenibile nella ripresa dalla pandemia da covid?

Al di là della pandemia che stiamo attraversando, il rapporto tra Economia e Finanza è più che mai complesso ed instabile ed oggetto di dibattito da parte degli studiosi. Senza scendere nel dettaglio, possiamo affermare che, teoricamente, la finanza ha l’obiettivo di distribuire in maniera ottimale le risorse di natura finanziaria e, tramite questo processo, massimizzare le opportunità e il conseguente benessere di tutti gli agenti economici (famiglie, imprese, Stati etc.). Questo processo ideale sembra essere sempre più distante dalla realtà: eventi come la crisi del 2008 hanno dato alla finanza un’accezione (quasi) negativa. Le colpe di questi gravi eventi di scala mondiale sono attribuibili a numerosi soggetti e dinamiche: fanno la loro parte le scelte sconsiderate di alcuni grandi operatori, gli algoritmi di trading che sembrano destabilizzare i prezzi e le quantità negoziate in borsa e contribuiscono a creare situazioni che tendono al paradossale, come quando in piena crisi covid l’economia “reale” era in ginocchio e contemporaneamente la borsa segnava prezzi e volumi di scambi alle stelle

Teoricamente ad un sistema finanziario (inteso come l’insieme dei mercati, degli strumenti e degli intermediari) viene associato un maggiore sviluppo economico e quindi maggiore benessere, ma ultimamente autorevoli scuole di pensiero hanno cominciato a denotare che un sistema finanziario ipertrofico ed incontrollato sembri più nuocere all’economia che stimolarla positivamente. La Finanza Sostenibile può rappresentare un modo di superare questa congiuntura negativa, riuscendo, in contemporanea, a sviluppare il sistema finanziario ed incentivare la crescita reale dell’economia, la sostenibilità ambientale ed il benessere generalizzato della collettività, e non solo degli operatori del mercato.  Per questo motivo, in questo storico momento, sembra che il compito di costruire una ripresa sana e stabile nel lungo verrà affidato proprio alla finanza sostenibile e ai suoi strumenti. In risposta al Covid 19 l’UE ha annunciato una manovra di sostegno da svariate centinaia di miliardi, al cui centro c’è appunto lo stimolo del lato green della finanza. Attraverso tale manovra lo scopo è di indirizzare i flussi dei mercati verso la decarbonizzazione dei cicli di produzione dell’energia elettrica e verso la sostenibilità ambientale dei trasporti e, in generale, della logistica e mobilità. Inoltre il terzo target fondamentale dello stimolo all’investimento green sarà la riqualificazione degli edifici e delle infrastrutture e, infine, c’è forte volontà di indirizzare i flussi monetari verso la ricerca e sviluppo delle applicazione dell’Idrogeno, con la strategia Clean Hydrogen.

 

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