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La “Casa della scuola” sarà ristrutturata e diventerà un polo culturale anche con l’aiuto dell’Unimol

Con una nota ufficiale, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha chiesto al Comune di produrre le informazioni utili a permettere la predisposizione del decreto attuativo che regolerà l’utilizzo del fondo finalizzato alla tutela, alla conservazione e al restauro del patrimonio culturale immobiliare storico e artistico pubblico

La Casa della scuola “Enrico D’Ovidio” di via Roma, chiusa dall’ex sindaco Antonio Battista perché inagibile, poi destinataria di lavori nel 2018 per ospitare la bibliomediateca comunale, e successivamente adeguata anche per la galleria civica dedicata alle opere di Antonio Pettinicchi, presto sarà ristrutturata con interventi previsti dal fondo finalizzato alla tutela, alla conservazione e al restauro del patrimonio culturale, immobiliare, storico e artistico.

Lo ha confermato il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, dopo un nuovo incontro avuto con il ministro Franceschini. Un’idea che in realtà il primo cittadino coltiva da tempo.

Già in un primo incontro diretto avuto sul finire del 2019e poi in una serie di conversazioni personali sviluppatesi in seguito, fino a poco prima di Natale 2020, il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, ebbe modo di richiedere al ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, l’attenzione del Governo per favorire, con un proprio intervento, la ristrutturazione dell’edificio di proprietà comunale della Casa della Scuola situato in via Roma 43 a Campobasso, per la realizzazione di un polo culturale integrato, in collaborazione con il Polo museale del Molise e l’Università degli Studi del Molise.

“Nei continui scambi che ho potuto avere con il Ministro Franceschini, mostratosi sempre disponibile al confronto e all’ascolto delle idee che la nostra Amministrazione comunale ha portato di volta in volta alla sua attenzione, – ha rivelato il sindaco Gravina – ho avuto modo di illustrargli, in più occasioni, le potenzialità dell’edificio della Casa della Scuola, costruito nel 1918, e posto al centro della nostra città, per sottolineargli quanto sarebbe stato importante per la nostra realtà locale e regionale trovare le modalità e le risorse necessarie per poter rendere quel luogo un centro culturale integrato, dove le sinergie progettuali e le professionalità acclarate di diversi partner istituzionali, potessero sviluppare un dialogo proficuo per il sistema dei beni culturali, inteso nel senso più ampio del termine. Devo dire che l’idea è stata accolta con interesse e attenzione dal ministro nel corso di questi mesi e di questo non posso che ringraziarlo”.

“Del resto, come è noto – ha aggiunto il sindaco -l’articolo 80-bis del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126 ha previsto, nello stato di previsione del Ministero di competenza del ministro Franceschini, l’istituzione di un fondo finalizzato alla tutela, alla conservazione e al restauro del patrimonio culturale immobiliare storico e artistico pubblico. Ebbene, proprio oggi, – ha annunciato il sindaco Gravina – con una nota ufficiale dell’ufficio legislativo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ci è stato richiesto di produrre una serie di informazioni che saranno utili a permettere la predisposizione del decreto attuativo che regolerà l’utilizzo del fondo finalizzato alla tutela, alla conservazione e al restauro del patrimonio culturale immobiliare storico e artistico pubblico”.

Tra gli interventi previsti e per i quali si è impegnato il Governo, è stato inserito anche quello relativo alla ristrutturazione dell’edificio Casa della Scuola a Campobasso, una ristrutturazione finalizzata proprio alla realizzazione di un polo culturale, in collaborazione con l’Università degli studi del Molise.

“Come Amministrazione comunale – ha detto in conclusione il sindaco – siamo per ora contenti di quanto un dialogo interistituzionale, sempre propositivo e sviluppato nell’interesse della comunità cittadina, abbia prodotto in merito a ciò che vorremmo realizzare per l’edificio della Casa della Scuola.”