Il commissario in sopralluogo al Cardarelli smentisce la Asrem: “C’è commistione tra percorsi covid e non covid”

Angelo Giustini si è recato questa mattina - 13 gennaio - all'ospedale di Campobasso per verificare la situazione in cui versa il reparto guidato dal dottor Cecere e interessato da numerosi contagi. "Invierò una relazione al Ministero in cui rifeririò quanto ho visto", le parole che il commissario ha rilasciato alle tv locali. Attualmente, aggiunge il primario, "Chirurgia è aperta solo per le urgenze".

Poco più di un’ora. Tanto è durata l’ispezione del commissario ad acta per la sanità Angelo Giustini che, dopo aver minacciato le dimissioni, è tornato in Molise e questa mattina – 13 gennaio – si è voluto recare personalmente all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Proprio in uno dei reparti fondamentali del presidio sanitario, la Chirurgia, si è sviluppato un focolaio che ha contagiato 33 persone tra degenti e operatori sanitari.

Perchè è scoppiato il cluster nel presidio che è centro per la cura del covid e al tempo stesso hub della sanità regionale? Le infezioni si potevano evitare o la promiscuità interna all’ospedale, che ospita degenti covid e degenti non covid, ha avuto il suo peso? E’ quello che Giustini (che ricordiamo è il rappresentante del Governo in Molise in materia di sanità) ha voluto accertare nel sopralluogo svolto in compagnia del primario del reparto, il dottor Giuseppe Cecere. 

“Intanto questa ispezione è un atto dovuto, volevo rendermi conto oggettivamente di quello che riporta la stampa. E purtroppo, senza puntare il dito contro nessuno e considerando gli sforzi ammirevoli che stanno facendo tutti, ho notato quello che avevo previsto a maggio, quando avevo elaborato il progetto del centro hospital covid di Campobasso. Ho visto una commistione tra le Terapie Intensive e le Malattie Infettive”, la prima impressione di Giustini che dopo la visita si è soffermato qualche minuto con la stampa che lo attendeva nell’atrio dell’ospedale Cardarelli.

Il commissario ha confermato dunque una commistione nei percorsi, fra l’altro già rilevata dai Carabinieri del Nas all’esito dei controlli effettuati nelle scorse settimane e soprattutto ha smentito il vertice dell’Azienda sanitaria regionale Oreste Florenzano. Per quest’ultimo “non è emersa alcuna commistione delle strutture interessate e pazienti o personale sanitario dell’area Covid” e soprattutto “quanto accaduto in Chirurgia non dipende dal fatto che il Cardarelli è l’hub covid”.

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Di tutt’altro parere il commissario alla sanità. “Il dottor Cecere mi ha mostrato i crocevia. E le sale operatorie sono separate da un pertugio”, osserva ancora Giustini. “La separazione è fatta con un pannello di compensato, al di sopra del quale c’è un volano d’aria. Quindi, dove sta la separazione tra sala operatorie dedicate al covid e quelle non covid?”. 

Questa situazione garantisce dal rischio di infezione in questo ospedale? “Potenzialmente no”, la risposta che Giustini dà ai microfoni di Teleregione annunciando al tempo stesso l’invio di una dettagliata relazione al Ministero in cui illustrerà quanto accertato da lui stesso al termine dell’ispezione di questa mattina. “Cosa bisogna fare? Bisogna rispettare la legge. So che Roma ha validato l’ospedale covid al Cardarelli (il padiglione che sorgerà nell’ex hospice, ndr), mentre continuo a ritenere che il Vietri sarebbe stata una soluzione ideale. Però, viste le lungaggini per realizzare l’ala covid al Cardarelli, io continuo a pensare che sarebbe meglio utilizzare l’ospedale di Larino” dichiara rilanciando l’idea di fare nella cittadina frentana il Covid Hospital. 

In attesa di capire se e quando il Ministero deciderà di intervenire rispetto alle criticità segnalate dal commissario, nel reparto di Chirurgia sono rimasti tre pazienti che non hanno l’infezione. I degenti positivi sono stati spostati nei reparti covid. “Il reparto funziona solo per le emergenze e sarà sanificato appena i pazienti saranno dimessi”, spiega a Primonumero il primario Cecere.

Qualche giorno fa, quando in Chirurgia era scoppiato il focolaio, erano stati bloccati i ricoveri ordinari. “Le urgenze vengono assicurate ricoverando i pazienti in Ortopedia”.

Il primario mette in evidenza un altro problema dell’ospedale covid di Campobasso: l’assenza di un reparto di Terapia Intensiva per i pazienti non covid.

Il commissario si è reso conto che da mesi che la Terapia Intensiva non è accessibile ai pazienti non covid. Ma per legge l’ospedale Cardarelli è l’hub per le malattie tempodipendenti. Quindi noi siamo costretti a trasferire i pazienti operati d’urgenza e che necessitano delle Terapie Intensive in altre strutture sanitarie, come a Isernia, a Termoli o alla Cattolica”. Problema che per Giustini si potrebbe risolvere realizzando il centro covid a Larino.