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Gasdotto bocciato, non piace neanche ad Eni!

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    di Trivelle Zero Molise

    Comitato “I Discoli del Sinarca”

     

    Perfino l’ENI è costretto a riconoscere l’inutilità del gasdotto Adriatico che la Snam vuole imporre ai territori, e nelle sue osservazioni al Piano ventennale Snam smaschera il danno insito nel megaprogetto: i costi degli investimenti fatti ad esclusivo vantaggio di paesi esteri sono infatti totalmente riversati sui consumatori italiani, che non ne beneficerebbero.

    E in nome dei profitti della Snam rischiamo di distruggere il bellissimo bosco Corundoli di Montecilfone, già pesantemente aggredito, e di vedere realizzati pericolosissimi impianti di stoccaggio del gas come quello previsto nella zona del Sinarca, a poca distanza da Termoli.

    ENI conferma ciò che I Discoli del Sinarca e Trivelle Zero Molise, insieme a tutta la rete delle associazioni aderenti alla Campagna “Per il Clima, fuori dal Fossile”, gridano invano da anni: all’Italia non servono nuove infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio di un combustibile il cui consumo è in calo, e per il quale gli impianti esistenti sono già eccessivi. Infrastrutture oltretutto inserite in un progetto che ricalca fedelmente le linee sismiche più pericolose d’Italia, lungo il corso dell’Appennino, attualmente in pieno fermento tellurico.

    Il danno paesaggistico, i rischi per l’incolumità dei cittadini, la distruzione del bene comune territorio con ricadute sulle realtà produttive agroalimentari, e l’aggravio delle bollette costituiscono i motivi, confermati in pieno dalle osservazioni di ENI (per quanto sembri surreale trovarsi accanto un simile alleato!), per i quali I Discoli del Sinarca e Trivelle Zero Molise continueranno senza sosta la lotta contro il gasdotto e sosterranno tutte le tante iniziative coordinate intraprese in Italia dalla Campagna “Per il Clima, fuori dal Fossile”.

    Il vero progresso del Paese, ne eravamo convinti e la pandemia ce lo ha confermato, non può che nascere da un cambio totale di paradigma, contro le regole estrattiviste e devastanti delle multinazionali dell’energia, per non tornare alla normalità tossica di prima.

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