Da New York a Campobasso: giovedì arriva il socio americano Rizzetta. “Pronti alla scalata”

Il nuovo investitore italo-statunitense sarà nel capoluogo assieme al braccio destro Nicola Cirrincione in occasione della partita di sabato contro il Real Giulianova. "Acquisirò quote di minoranza con opzione fino al 49 percento. Io non ho mai gestito un’azienda calcistica ed è stato molto interessante incontrare un presidente in gamba come Mario Gesuè".

L’attesa è finita: giovedì il socio italo-americano dei Lupi, Matt Rizzetta, e il suo braccio destro, Nicola Cirrincione, saranno per la prima volta a Campobasso. In mattinata sbarcheranno a Roma, nel pomeriggio arriveranno nel capoluogo. “Siamo in partenza per Campobasso – spiega Rizzetta –. C’è stato qualche problema per la pandemia ma stiamo riuscendo a superarli e saremo lì giovedì per restarci fino al martedì successivo”.

Come noto, l’investitore che ha origini della provincia di Foggia (Monteleone di Puglia per la precisione) ha deciso di stringere la mano al patron rossoblù Mario Gesuè per dar vita a una società forte che punti senza mezzi termini a scalare le categorie del calcio italiano. Sabato, nell’anticipo in programma contro il Real Giulianova, sarà sugli spalti di Selvapiana per seguire la squadra ferma da due giornate per colpa del covid ‘altrui’

Ai microfoni del giornalista Sky Alfredo Alberico, collega campobassano autore del prezioso libro su Michele Scorrano ‘Non avrò altro 2 all’infuori di te’, ha spiegato che “siamo diventati parte della famiglia rossoblù, è fondamentale presentarci di persona. Volevamo già farlo a dicembre ma non ce l’abbiamo fatta, per noi è fondamentale il rapporto diretto con la piazza che ha risposto già alla grande. Vogliamo conoscere la squadra, il presidente, i tifosi”.

Si dovranno mettere a posto anche le situazioni più strettamente societarie, ovvero la distribuzione delle quote che al momento sono tutte in mano alla Cb Partecipazioni Sportive Srl che fa capo alla Halley Holding, il fondo svizzero rappresentato da Gesuè in cui da qualche giorno è entrato lo stesso Rizzetta. Insomma, una collaborazione sempre più stretta. “Acquisirò quote di minoranza con opzione fino al 49 percento. Io non ho mai gestito un’azienda calcistica ed è stato molto interessante incontrare un presidente in gamba come Mario Gesuè che mi ha convinto a fare questo passo. Con lui ci sentiamo tutti i giorni e stiamo lavorando su tutti i fronti per migliorare sempre di più questo club”.

Un investimento importante nel pieno di una pandemia non è da tutti: “Veniamo da un anno terribile, fatto di sacrifici e tanta sofferenza – aggiunge Cirrincione –. Abbiamo voluto fare una cosa che ci portasse gioia, sarebbe bello affrontare l’anno prossimo il Catania di Tacopina. Ma anche piazze come Palermo e Messina”. Il riferimento ai club citati non è casuale visto che Nicola Cirrincione è siciliano d’origine.

E si accenna anche allo stadio di Selvapiana: “Con Gesuè ne parliamo spesso, lo stadio è fondamentale per il nostro progetto. Serviranno ritocchi perché siamo intenzionati a salire di categoria e diventare un club internazionale. Vorremmo che la capienza fosse ampliata al massimo per regalare un’esperienza speciale ai tifosi. Sarebbe stupendo fare qualcosa simile allo stadio della Juventus e dell’Udinese, ma va fatto un passo alla volta”.

Sempre rispettando la tradizione e il blasone di una società che negli anni ottanta ha disputato la serie B: “Conosco un po’ della storia rossoblù, quanto fatto dal grande presidente Antonio Molinari, dall’immortale capitano Michele Scorrano che ha scritto una pagina importantissima e sarà sempre nei nostri cuori”.

Ambizioso ma con i piedi per terra: “Se sarà possibile una scalata? Beh, io ho fondato la mia azienda iniziando dal nulla. In due anni avevo già costruito qualcosa di speciale. Non ci è voluto tanto tempo, io vedo Campobasso nella stessa situazione, una piazza che ha potenzialità per fare qualcosa di speciale, la crescita sarà esponenziale penso. Dunque, posso dire che vogliamo costruire qualcosa di speciale ma sempre nel rispetto della tradizione”.

Prima di decidere di investire nei Lupi, il gruppo della North Sixth aveva vagliato altre società. “Per esempio il Lugano” rivela Cirrincione. E a chi lo paragona anche lontanamente a Johnny Di Stefano, Matt Rizzetta risponde secco: “Io sono Matt Rizzetta non Johnny Di Stefano, nessun paragone con chi ha tradito la piazza. Magari c’è somiglianza nel modo di parlare, ma solo questo. Non promettiamo la luna ma faremo bene, porteremo Campobasso dove merita la sua gente”.