Controlli, multe e scuse assurde: la dura vita degli automobilisti tra divieti e coprifuoco

A fronte di maggiori controlli operati dalla Questura di Campobasso non ci sono state molte sanzioni agli automobilisti da quando ci sono più divieti e il coprifuoco. Ma le motivazioni di quelli beccati a violare le limitazioni alla circolazione sono da ridere. E paradossalmente le multe per sorpassi o guida pericolosa sono state di più (rispetto alle poche auto in circolazione) perché molti credono che basta avere la mascherina per essere coperti anche dalle tradizionali violazioni al codice della strada.

Ne sentono ogni giorno di tutti i colori: “Mamma e papà stanno litigando, devo entrare in autostrada per correre a casa”. “Mia sorella ha la caldaia rotta, vado da lei per aiutarla”. E poi quella classica che va sempre bene: “Nonna sta male, devo passare in farmacia”

Piccoli esempi, assolutamente reali, di motivazioni più o meno veritiere riferite agli agenti della polizia alla prese con controlli e sanzioni legati ai divieti per contenere la diffusione del contagio da Coronavirus.

Da quando, era il 4 novembre, il Dpcm ha diviso l’Italia per zone di rischio e introdotto il coprifuoco dalle 22 (fino alle 5 del mattino) le forze dell’ordine hanno avuto un bel da fare per far rispettare le varie (e mutevoli nel tempo) disposizioni volte a limitare la circolazione e, in determinati e recenti periodi, anche l’uscita dal proprio comune di residenza o regione finanche nella zona gialla Molise.

La conferma del lavoro extra portato avanti nelle scorse settimane (e ancor più durante le recenti festività di Natale) arriva direttamente dalla Questura di Campobasso. Secondo i dati in possesso dalla dottoressa Mariapia Sabelli (capo di Gabinetto) “c’è stato un elevato numero di controlli sull’intera provincia e nel capoluogo” ma a fronte di tutti questi servizi “non c’è stata una percentuale di sanzioni elevate”.

Segno che i molisani hanno rispettato le regole e hanno violato poco o nulla divieti e coprifuoco. Anche su fronte assembramenti la Sabelli parla di “segnalazioni poco significative” legate per lo più alla “presenza di persone davanti ai bar e locali chiaramente nei giorni in cui era possibile consumare all’esterno”.

Insomma, per la Questura il caso più estremo registrato è stata la festa organizzata da minorenni in un b&b del centro cittadino per il quale sono state elevate sanzioni per un totale di 8mila euro.

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“Paradossalmente – e questo ce lo riferisce qualche agente della Stradale – ci sono state più violazioni al codice della strada che non sanzioni per i divieti dei Dpcm”. Complice forse la confusione generata da questa valanga di nuove norme, i poliziotti hanno notato che più di qualcuno ha cercato di giustificare un sorpasso azzardato o la guida col cellulare attaccato all’orecchio (senza auricolari o altri sistemi di sicurezza) col fatto di aver addosso la mascherina.

E’ successo anche questo! Come se bastasse quella per mettersi al riparo anche da tutti i rischi di una guida pericolosa.

Un altro fenomeno, seppur anche questo non particolarmente significativo nelle cifre, riguarda i ricorsi al giudice di pace per l’annullamento della sanzione amministrativa elevata in violazione del coprifuoco e gli scritti difensivi al prefetto che ha facoltà di annullare i verbali nel caso in cui ci siano i presupposti per ritenere ingiusta la multa inflitta all’automobilista.

Gran parte delle sanzioni, però, va a buon fine: il caso più frequente di chi ha sbagliato e paga è quello degli amici o colleghi di lavoro scoperti in auto senza indossare la mascherina che, lo ricordiamo, va sempre messa quando si è in macchina con persone diverse dai propri conviventi.