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Si avvicina il ritorno a scuola, ma i dubbi restano: corsa contro il tempo per avere più autobus

Elementari e medie tornano in presenza, superiori in classe al 50 per cento almeno fino al 15 gennaio ma non è escluso che il provvedimento sia esteso a tutto il mese. Sul fronte del trasporto pubblico in Molise, oggi scadono i termini per aggiungere i mezzi privati a quelli pubblici. Intanto il fronte del No al rientro cresce sempre più

Scuola, countdown per il ritorno in classe al 50% per gli studenti delle superiori, in presenza per quelli delle elementari e delle medie. Al momento nulla è cambiato: si rientra il 7 gennaio.

La riapertura deve avvenire in sicurezza, innanzitutto garantendo trasporti efficienti per gli studenti. Per questo diversi sono stati gli incontri in prefettura tra le autorità preposte all’organizzazione del ritorno sui banchi.

Ma i dubbi crescono di giorno in giorno, sia per una situazione relativa ai contagi che non lascia tranquilli, sia per le precauzioni prese che ai più sembrano insufficienti. Di questo avviso anche i sindacati molisani del mondo scolastico che chiedono certezze.

Rientro a scuola, i timori dei sindacati: “Trasporti e presenze al 50%, mancano certezze”

Intanto entro gennaio, così prevede una circolare ministeriale, destinata in questi giorni anche alle scuole molisane, dovrebbe essere vaccinato in tempi rapidi tutto il personale docente e non. A sostenerlo sono i presidi, i sindacati della scuola e anche il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione.

Il sindaco di Campobasso, sul fronte del trasporto invece – che è l’aspetto centrale del rientro in sicurezza – ha assicurato che quello scolastico è stato potenziato e che quello urbano è dunque una partita tutta regionale.

Una linea urbana in più per gli studenti del liceo Classico, dell’Artistico e dell’istituto Agrario. Due linee in per quelli dello Scientifico. Il resto della popolazione studentesca si muoverà a piedi dal terminal perché le scuole sono dislocate nelle vicinanze del punto di arrivo dei bus.

Per le scuole superiori, inoltre, non si esclude che la presenza al 50 per cento sia prorogata a tutto il mese di gennaio “perché così come stanno le cose – ha specificato il primo cittadino di Campobasso – il 75 per cento dopo il 15, è impossibile e questo perché per quanto si voglia potenziare il trasporto urbano, i numeri della popolazione studentesca che afferisce su Campobasso sono rilevanti e il 75 per cento rappresenterebbe un carico notevole”.

L’assessore regionale Quintino Pallante parla di situazione in evoluzione ma precisa anche che oggi – 4 gennaio – scadono i termini per l’integrazione dei mezzi pubblici con quelli privati e quindi “stiamo lavorando celermente per garantire tutto il necessario”.

A conti fatti dunque dovrebbero essere 25 mezzi a Isernia e 60 a Campobasso. E mentre nel capoluogo di provincia pentro sono tutti pullman del trasporto pubblico,  su Campobasso sarà necessario aggiungere quelli privati.

Certo è che – e Pallante lo sottolinea – sono necessarie le risorse. “Il governo dichiara di voler contribuire, ma questa è situazione sostenibile al massimo per un mese,  poi bisogna pagarle le persone”.

Intanto cresce il fronte di chi chiede un rinvio del rientro in presenza. Di recente l’associazione ‘Lanterne e Grembiulini’ si è unita al coro che aveva già visto l’intervento dell’Unsic e di Forche Caudine per chiedere di far slittare il ritorno in classe a fine gennaio se non oltre.