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Commissario per velocizzare raddoppio ferroviario, critico Comitato Termoli: “No al muro di barriere”

Il Comitato Cittadini in rete di Termoli critica la scelta del Governo di nominare un Commissario per la realizzazione del raddoppio ferroviario Termoli-Lesina e ribadisce di essere contrario alle barriere anti rumore in città.

“Il Commissario Straordinario che dovrebbe velocizzare una situazione straordinaria, ma mai dovrebbe intervenire mentre è in corso un Procedimento di Valutazione: quantomeno per non generare il sospetto di interferenza in un iter normato – tuona il Comitato -. Ecco, invece, cosa sta succedendo: la Commissione Speciale Ministeriale di Valutazione di Impatto Ambientale sta valutando le Integrazioni presentate da RFI (dopo l’ennesima bocciatura del 8 maggio 2020 del Progetto del raddoppio ferroviario della tratta Termoli – Ripalta) e le controdeduzioni presentate dalla Regione Molise, dal Comune di Termoli, dalla LIPU, dal Comitato Cittadini in rete di Termoli, da alcuni cittadini residenti lungo il tracciato e dall’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Termoli. L’iter si sta svolgendo nel rispetto delle modalità e della tempistica dettate dalla normativa”.

Come ricorda la presidente del Comitato, Carmela Sica, “il Presidente del Consiglio Conte, il 21 gennaio, (qualche giorno prima delle sue dimissioni), con l’avallo del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato dall’onorevole De Micheli del Partito Democratico e del Ministro dell’Economia e delle Finanze onorevole Gualtieri del Partito Democratico, senza il distinguo del Ministro dell’Ambiente onorevole Costa del Movimento 5 Stelle, interviene inviando al Presidente della Camera onorevole Fico e alle Commissioni competenti, lo schema del DPCM di nomina di 30 Commissari Straordinari per 58 opere pubbliche per “fare correre l’Italia”. Le Commissioni avranno 20 giorni di tempo per esprimere parere, se trascorsi inutilmente il DPCM sarà operativo “in relazione agli interventi infrastrutturali di rilevanza esclusivamente regionale o locale, i decreti di cui allo stesso comma 1 sono adottati, ai soli fini della loro individuazione, previa intesa con il Presidente della Regione interessata”. Ci chiediamo: ma quale Intesa potrebbe scaturire visto il Parere Negativo espresso dal Consiglio Regionale del Molise e dal Presidente della Regione Molise al Piano di Contenimento e Risanamento Acustico parte integrante del Progetto in esame?”

Il Comitato sottolinea di essersi espresso “da sempre favorevolmente al raddoppio e all’incremento del trasporto di persone e merci su rotaie ma, ha da sempre contrastata l’unica soluzione proposta da RFI: dapprima 10 km di barriere metalliche antirumore alte circa 8 m e ora realizzate addirittura in calcestruzzo. Tra le opere pubbliche commissariate vi è la tratta Termoli – Ripalta con Commissario Straordinario Roberto Pagone, responsabile Area Sud Direzione investimenti di RFI. Se non ci fossero gli atti pubblici a certificarlo, potrebbe sembrare uno scherzo: tra due interlocutori, legittimamente costituiti: RFI s.p.a. da una parte e Regione Molise, Comune di Termoli, Comitato Cittadini in rete, privati cittadini e Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Termoli dall’altra, interviene il Presidente Conte che nomina un arbitro che dovrà realizzare l’opera, e chi è l’arbitro? È un dirigente della stessa RFI”.

Da qui una serie di domande. “Con quale serenità i tecnici della Commissione VIA/VAS continueranno nell’analisi delle Osservazioni al Progetto del raddoppio? Ha senso esprimere Parere se, comunque per Dpcm, l’opera dovrà essere realizzata? Che garanzia abbiamo noi cittadini di un Parere espresso con la spada di Damocle di un Commissario Straordinario, di nomina governativa ed espressione della nostra controparte? Ci chiediamo e chiediamo alle Istituzioni competenti: ma è legittimo nominare un Commissario Straordinario, organico ad una delle due parti in gioco, prima ancora di sapere se quell’opera potrà essere realizzata o meno? Il Progetto presentato da RFI dal 2003 al 2020 è stato analizzato, valutato e bocciato da diverse Commissioni Tecniche succedutesi nei Governi di vario colore politico, con un unico risultato: tutte hanno bocciato l’opera”.

La valutazione del Comitato è critica. “Il problema, dunque, delle bocciature, e conseguente ritardo nella realizzazione dell’opera, non è politico o pretestuoso ma tecnico-progettuale per l’impatto devastante sul territorio. Anche la nuova Commissione, nominata dall’attuale compagine governativa, ha espresso tante e pesanti perplessità, tanto da chiedere a RFI un nuovo Progetto, meno impattante. RFI non lo ha presentato, ma anzi ha rincarato la dose delle criticità: ha infatti specificato che il lungo e alto muro di barriere antirumore previsto per Termoli non sarà realizzato con barriere metalliche alte circa 8 metri ma verrà realizzato in calcestruzzo con montanti di acciaio, mentre per la Commissione Tecnica Ministeriale era già improponibile il muro di barriere metalliche!

RFI si è rifiutata, addirittura, di presentare un rapporto costi/benefici di varie alternative progettuali, come richiesto dalla Normativa Europea: prima di murare le città e sigillare in casa i cittadini con infissi a circolazione di aria forzata, occorre intervenire sulla fonte del rumore, dopo sulle vie di propagazione! Ecco di cosa si stanno, giustamente, occupando i tecnici della Commissione! Non certo di una lettura estemporanea e superficiale della documentazione! Paradossalmente, l’unico a dichiararsi soddisfatto ed entusiasta della situazione è il parlamentare molisano Antonio Federico del M5S, che alla Camera dei Deputati ha dichiarato di parlare a nome dei comitati: forse si è confrontato con comitati pugliesi che spingono per realizzare l’opera, non con noi che rappresentiamo l’unico Comitato, riconosciuto dal Ministero, e che non abbiamo mai ricevuto risposta alla richiesta di un suo interessamento. Alla Camera ha affermato, inoltre, di essersi rapportato per mesi con i suoi colleghi 5S parlamentari, comunali e regionali e di essere soddisfatto dei risultati. Aspettiamo conferme o smentite.

Continueremo democraticamente a ribadire il nostro No al muro in calcestruzzo, condividendo tale battaglia con la Regione Marche e i suoi cittadini, stigmatizzando la superficialità con cui un territorio, il suo paesaggio, il suo tessuto economico, turistico, la salute dei suoi abitanti possano essere così platealmente minati dalla decisione di nominare un Commissario Straordinario, prima ancora di terminare l’iter previsto per legge che dovrebbe stabilire se l’opera è compatibile con il territorio e se si può realizzare o meno. Il tutto con un Commissario Straordinario organico della controparte, cioè RFI, e con “qualcuno” entusiasta di ciò”.