Cardarelli come un polveriera: si allarga il focolaio in Medicina, posti letto covid al limite

Preoccupa il secondo cluster che si è sviluppato, dopo Chirurgia, all'interno dell'ospedale del capoluogo: 23 degenti ricoverati in Medicina hanno contratto l'infezione come accertato dall'esito dei test molecolari processati nelle ultime ore. Sono contagiati anche 13 operatori sanitari. E spaventa anche l'impennata di nuovi ricoveri alla 'vigilia' della terza ondata

Trentasei persone positive: 13 operatori sanitari, 23 pazienti ricoverati nel reparto di Medicina. Nel giro di cinque giorni il secondo focolaio scoppiato all’interno dell’ospedale Cardarelli di Campobasso è quasi raddoppiato dal punto di vista del numero dei contagi: lo scorso 13 gennaio ne erano stati accertati 22. Nel frattempo, l’azienda sanitaria è corsa ai ripari imponendo alcune restrizioni decise dal direttore sanitario Maria Virginia Scafarto: i degenti positivi sono stati trasferiti in Malattie Infettive, sono state interrotte le visite dei familiari ed è stata bloccata l’attività ambulatoriale. Per le urgenze poi sempre Scafarto aveva ‘ordinato’ alla centrale operativa del 118 di smistare i pazienti non covid negli ospedali spoke di Isernia e Termoli. Il reparto di Medicina è stato inoltre sanificato. 

Le misure di contenimento del virus, però, non sono state sufficienti. Oggi (18 gennaio), all’esito dei tamponi molecolari a cui sono stati sottoposti degenti e sanitari del reparto di Medicina, sono state accertate tre nuove diagnosi di positività al virus – due infermieri e un ausiliare – come riferiscono a Primonumero fonti interne all’ospedale.  

Il conto complessivo dei contagiati sale dunque a 36 tra cui il primario Ennio Lubrano, la caposala, due medici, otto infermieri e un ausiliare, oltre a 23 pazienti hanno contratto il nuovo coronavirus.

Non c’è dubbio: l’espansione del focolaio in Medicina, il secondo nell’ospedale di Campobasso dopo quello scoppiato in Chirurgia, spaventa sempre di più. La diffusione del virus nel Cardarelli, nosocomio misto in quanto cura sia pazienti covid che non covid, sembra essere progressiva e rischia di mandare in tilt un ospedale allo stremo.

Il nosocomio del capoluogo sta attraversando un altro periodo ‘nero’ dal punto di vista dei ricoveri per covid: mai così tanti. I reparti di Malattie Infettive e Terapia Intensiva sono tornati ad essere super-affollati: qui vengono curate 70 persone che hanno sviluppato la covid. Lo stesso numero dello scorso 4 dicembre, quando la seconda ondata dell’epidemia poteva probabilmente considerarsi agli sgoccioli.

Poi sono arrivate le restrizioni e il lockdown natalizio proprio per evitare la terza ondata a cui forse ci stiamo avvicinando. E questa volta, con l’impennata di nuovi ricoveri e gli effetti dei due focolai, il Cardarelli rischia veramente di ‘esplodere’.