Brexit, i lavoratori britannici in Italia dovranno chiedere la carta di soggiorno: tutto pronto in questura

Presso gli uffici di via Tiberio si può richiedere il rilascio del documento in formato elettronico. Si tratta di una carta ormai fondamentale per attestare il nuovo status di beneficiario dell’accordo di recesso della Gran Bretagna

Compiuta l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, cambiano le regole anche per i cittadini britannici che lavorano sul territorio italiano.

La questura di Campobasso, infatti, in una nota ha comunicato tutte le nuove disposizioni di legge destinate agli inglesi che operano nel Paese perché possano continuare a soggiornare senza incorrere in rischi amministrativi o penali.

Quindi il cittadino britannico regolarmente soggiornante in maniera continuativa sul territorio italiano da almeno 5 anni alla data del 31 gennaio 2020, può richiedere il rilascio di una carta di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo (titolo di soggiorno a tempo indeterminato).

Qualora invece il cittadino britannico risulti soggiornante in maniera continuativa sul territorio italiano da meno di 5 anni al 31 gennaio 2020, può richiedere il rilascio di un permesso di soggiorno ordinario, della durata di 5 anni, rinnovabile alla scadenza od eventualmente convertibile in carta di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo, qualora maturino le condizioni richieste.

In ogni caso, dal primo gennaio 2021 ai cittadini britannici e ai loro familiari, non cittadini Ue, si applicherà il Testo unico dell’Immigrazione.

Per questo presso gli uffici della questura di via Tiberio è stata predisposta una procedura dedicata che prevede la possibilità di richiedere, presso la questura di residenza, il rilascio di una carta di soggiorno in formato elettronico che attesta il nuovo status di beneficiario dell’accordo di recesso.

Per agevolare gli adempimenti connessi al rilascio del documento digitale, è stata attivata l’apposita casella di posta elettronica  presso ogni questura,  che consente di fissare l’appuntamento con l’Ufficio Immigrazione per l’avvio della relativa istruttoria. Il possesso del nuovo documento di soggiorno consente un più agevole riconoscimento dei soggetti titolari dei benefici previsti dall’accordo di recesso.