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Brevettò il motore ibrido per le moto, muore dopo 12 anni di coma il campobassano Emilio Vitale

Aveva 64 anni ed era stato prorettore all’Università di Pisa. Nell’ottobre 2008 il terribile incidente lungo il circuito di Mugello dove stava partecipando al campionato “Silver cup”

Aveva avuto un incidente in moto 12 anni fa. Da allora non si era più svegliato. Emilio Vitale, 64 anni, di Campobasso e che a Pisa aveva costruito la sua carriera accademica, è morto il primo gennaio di questo nuovo anno.

Non si era più risvegliato dopo quell’incidente accaduto mentre era in sella alla sua moto ad ottobre del 2008. Stata partecipando al campionato “Silver Cup” nel circuito di Mugello quando in prossimità di curva è accaduto l’irreparabile. Lo schianto, il suo corpo esanime sulla pista, il trasporto all’ospedale Careggi a bordo di un l’elicottero, il coma, l’amputazione di una gamba.

Il professor Emilio Vitale, era prorettore dell’Università di Pisa quando ai vertici dell’ateneo toscano c’era il rettore Luciano Modica (poi parlamentare Pd). Ed era docente di costruzioni di macchine al dipartimento di Ingegneria meccanica e nucleare.  Si era laureato in Ingegneria Meccanica, eccellendo, proprio a Pisa, nel 1977. Ma già nel 1978 aveva iniziato la sua carriera che l’ha portato a divenire, nel 1994, professore ordinario di Progettazione Meccanica e Costruzione di Macchine.

Nel 1983 aveva condotto un importante programma sperimentale finalizzato alla previsione del rischio di frattura in reattori nucleari di tipo pressurizzato.

“Vitale – ricorda l’ateneo – ha esteso con successo il suo impegno scientifico al campo automobilistico. In particolare, in collaborazione con le maggiori aziende del settore (fra cui Fiat, Ferrari e Piaggio), ha attivato numerosi programmi di ricerca finalizzati allo sviluppo di soluzioni e metodologie di progetto innovative, tra cui si segnalano gli studi sulla rumorosità delle trasmissioni, sui power-trains ibridi e sulle tecniche di simulazione per ridurre il time-to-market”.

Le moto erano la sua grande passione. Tanto che nel 1999 brevettò un motore ibrido per veicoli a due ruote, esteso a livello internazionale, che ha condotto allo sviluppo dello scooter Mp3 Hybrid della Piaggio. Ma proprio quella passione, gli è stata fatale.

Dal novembre 2000 all’ottobre 2002 è stato protettore per la ricerca applicata e a novembre dello stesso anno fino a  dicembre 2009 è stato, per due mandati, preside della facoltà di ingegneria dell’Università di Pisa.