Boom del turismo in Molise nel 2020? Non per Termoli. “Ma siamo andati meglio di Rimini”

I dati forniti dall'Azienda autonoma di soggiorno e turismo indicano un calo del 12,3% delle presenze e -30,7% di arrivi. "Colpa della mancanza di stranieri". Ma l'effetto Covid ha premiato più i posti isolati che la costa

Un calo complessivo dei turisti presenti durante l’anno, un leggero aumento se si guarda solo ai visitatori italiani. Questo, in estrema sintesi, è stato l’anno 2020 per Termoli in termini di presenze e arrivi turistici. I dati forniti dall’Azienda autonoma di soggiorno e turismo mostrano quindi due effetti della pandemia: il primo è che Termoli non ha avuto il grande boom registrato in generale dal Molise, forse perché essendo un centro popoloso non ha avuto lo stesso appeal come località a Covid zero. Il secondo è che questa potrebbe essere stata l’occasione per tanti italiani di scoprire il mare molisano, vista la difficoltà di andare all’estero.

Va sottolineato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che i dati forniti dall’Aast vanno presi con le molle. Non per mancanza di affidabilità dell’Azienda guidata dal commissario Remo Di Giandomenico, bensì perché non tengono conto di quanti soggiornano in case private o  in attività che non comunicano alle autorità la presenza di ospiti.

Tuttavia si possono tirare un po’ di somme. “Il dato complessivo del Turismo a Termoli (strutture alberghiere ed extralberghiere) è attestato su 132.028 presenze di viaggiatori di cui 125.574 italiani pari -12,3% (presenze). Gli arrivi nell’anno sono stati 37.021 di cui 35.125 italiani pari a -30,7%”.

Insomma un calo evidentissimi negli arrivi, un po’ meno nelle presenze. “Per quanto riguarda la provenienza dei turisti che hanno soggiornato a Termoli: il 37% è arrivato dal nord Italia, il 16% dal Centro ed il 47% dal Sud”.

La grande mancanza è stata quella degli stranieri. Il Covid-19 ha bastonato il settore dei viaggi e quella moltitudine di tedeschi, olandesi, inglesi o americani a cui eravamo abituati è rimasta nei rispettivi confini nazionali, come d’altronde hanno fatto quasi tutti gli italiani.

“A pesare in negativo sono stati i mancati arrivi degli stranieri a causa delle ordinanze restrittive seguite all’aumento dei contagi da Covid-19. L’emergenza sanitaria ha inciso in maniera determinante nel comparto turistico determinando un danno rilevante per gli operatori. Nei periodi di maggiore normalità, fuori dal lockdown, il settore ha ottenuto dei buoni riscontri. In autunno, ad ottobre in particolare, le strutture extralberghiere sono state privilegiate dai viaggiatori.

Gli ultimi dati riferiti al mese di dicembre, invece, hanno registrato un’inversione di tendenza. Gli alberghi sono andati meglio dei residence. Gli hotel hanno registrato -1,6% nelle presenze dei viaggiatori italiani mentre le strutture extralberghiere, sempre nelle presenze, hanno totalizzato un -39%”.

Turisti termoli

Questi invece i dati complessivi relativi alla sola fascia di visitatori italiani nell’anno più difficile che il settore turistico ricordi. “Per case vacanza, B&B e residence il 2020 si chiude con un +2,6% nelle presenze, relativo ai turisti italiani. I numeri per le strutture extralberghiere, considerando anche gli stranieri, scendono al -1,5% nelle presenze e -9,3% negli arrivi. Gli alberghi, invece, concludono l’anno con un -26,1% nelle presenze (italiani e stranieri) e -43,2% negli arrivi” prosegue l’Aast.

Però fa specie che mentre il turismo regionale ha visto raddoppiare le presenze, la maggiore località turistica abbia subito un calo. Forse la spiegazione è semplice e va ricercata nelle motivazioni che molti turisti hanno addotto per spiegare la scelta molisana. “Cercavamo un’oasi di pace, tranquillità e aria aperta”. Quindi più i paesi dell’entroterra, le verdi colline, le acque cristalline di torrenti e laghi e non la spiaggia affollata della costa.

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L’Azienda di soggiorno e turismo però guarda il bicchiere mezzo pieno e offre una chiave di lettura positiva. In sostanza, Termoli ha sì avuto un calo, ma molto inferiore a quello di località di villeggiatura ben più rinomate.

In parallelo, la città turistica di Rimini ha visto un calo superiore al 50% nel 2020. Nei mesi di (gennaio-ottobre) la riduzione sui pernottamenti è attestata al -38% per i viaggiatori italiani e -66,6% per gli stranieri con una percentuale complessiva di -46,9%. Considerando anche le riduzioni di novembre e dicembre, raggiunge il 50% in meno – dichiarano dall’ufficio statistico dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo –. In definitiva possiamo dire che Termoli è andata meglio di Rimini. Il danno, comunque, al turismo in ambito locale c’è stato ed a risentirne sono stati tutti gli imprenditori con particolare riferimento ai piccoli operatori”.