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Anno giudiziario segnato dal covid: delitti stabili o in calo ma il Basso Molise è “sorvegliato speciale”

La cerimonia questa mattina nell'aula "Francesco Colitto" del Palazzo di giustizia di Campobasso. Presenti le sole istituzioni. Il procuratore generale: "E' necessario prestare la massima attenzione ad infiltrazioni e alle (non rare) incursioni nel territorio bassomolisano da parte di organizzazioni criminali anche mafiose che arrivano dalla Puglia"

Si è tenuta questa mattina l’inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte d’Appello di Campobasso. Partecipazione consentita soltanto alle istituzioni a causa della normativa anticovid, la presidente Rossana Iesulauro – con riferimento anche alla relazione del procuratore generale – ha sottolineato in apertura dei lavori quanto il dato statistico sia stato fortemente influenzato dal periodo di cosiddetto lockdown.

In una fase in cui il movimento di persone è stato limitato e il controllo delle forze dell’ordine di conseguenza è stato elevatissimo e sistematico, c’è stata la quasi assenza dei reati predatori. Aspetto che ha determinato una diminuzione dei furti di quasi il 100%.

Aumentano invece le denunce contro ignoti per reati con modalità informatiche per i quali appare difficile risalire all’autore viste le particolari cautele adottate dai soggetti che utilizzano la rete per attività illecite, spesso facendo transitare i dati su server che si trovano in altre nazioni europee e, più spesso, in altri continenti.

Nell’ambito dei delitti contro la pubblica amministrazione si evince una riduzione del -22% anche se sul piano quantitativo sono aumentati i casi di abuso di ufficio ed omissione di atti di ufficio.

Sostanzialmente invariati invece i reati di maltrattamento mentre continua a salire la percentuale delle denunce per stalking.

Calano i delitti in tema di sostanze stupefacenti. “Dato – si legge nella relazione –  influenzato dalle attività repressiva posta in atto e anche dalla modalità di iscrizione”. In diminuzione pure i delitti contro il patrimonio con particolare riferimento alle rapine.

Quando ai due omicidi segnalati nel periodo di riferimento il procuratore generale ha precisato che in realtà a questo dato statistico “non corrispondono condotte omicidiarie perché si tratta di fatti accaduti anni addietro di cui uno in un’altra regione” e infatti nel circondario di Campobasso non si sono verificati omicidi volontari.

Passando invece ai numeri che raccontano l’attività della procura della Repubblica presso il Tribunale di Larino, il procuratore generale ha evidenziato come nel periodo di riferimento emerga sì una sostanziale stabilità del numero complessivo delle notizie di reato ma anche la necessità di attenzionare ancora di più il territorio per i potenziali rischi che arrivano dalla vicina Puglia, regione ad alto tasso di criminalità.

Quanto ai dati insistono variazioni altalenanti rispetto all’anno precedente che si riferiscono alle diverse tipologie di delitto. Quindi si evidenzia un calo dei reati contro il patrimonio del 12,41% passati da 2571 procedimenti del periodo precedente a 2252 del periodo in esame.

Calano i reati colposi da infortuni sul lavoro e da incidenti stradali del 27,52%; i reati in materia di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta patrimoniale del 66% ; i reati in materia di inquinamento, rifiuti o in genere contro l’ambiente, la salute delle persone del 1,16%; quelli in materia tributaria.

Sono aumentati del 4,89% i reati contro la pubblica amministrazione e del 10% quelli contro la libertà sessuale.

E l’analisi dei tipi di reato oggetto dei procedimenti di nuova iscrizione conferma che la situazione del circondario di Larino (il cosiddetto Basso Molise) è “articolata, complessa e problematica”.

Il che del resto non sorprende se si tiene conto sia delle caratteristiche geografiche del circondario (che comprende l’intera fascia costiera del Molise e confina a sud con la Puglia, regione da cui proviene una notevole pressione criminale), sia dalla realtà socio-economica del territorio (caratterizzata dalla presenza di una sviluppata zona industriale come quella di Termoli e inevitabilmente fonte di contenzioso anche penale).

La Procura di Larino ha infatti tratto in esame – come negli anni precedenti – una tipologia molto variegata di illeciti penali di quelli tipici di realtà industrializzate: infortuni sul lavoro e in genere reati in materia di lavoro in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, reati in materia ambientale, reati in materia tributaria, a quelli caratteristici della fascia costiera con numerose di importanti insediamenti turistici reati edilizi e urbanistici, reati in materia di inquinamento, contro la pubblica amministrazione, in materia di droga, contro il patrimonio.

“La vicinanza con la confinante provincia di Foggia – scrive il procuratore – comporta la necessità di prestare la massima attenzione ad infiltrazioni e (non rare) incursioni nel territorio molisano di propaggini delle organizzazioni criminali anche mafiose di quel territorio, con la commissione anche di gravi delitti contro il patrimonio o contro la persona (per esempio rapine ed estorsioni).