Altro che 8 marzo: l’Inauguration Day è stato un’apoteosi femminile

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Forse è per i guai politici e pandemici che gravano sul nostro Paese che il radar dei nostri interessi si è già allontanato da quanto successo il 20 gennaio a Washington, che non è stato un semplice cambio della guardia tra due presidenti, ma uno storico cambio di passo politico e multietnico in chiave spiccatamente femminile con una Vice presidente donna e di colore, Kamala Harris, dinanzi alla quale si apre ora la prospettiva di succedere a Joe Biden.

L’indisponente latitanza di Trump alla cerimonia ha finito col diventare sollievo e speranza di un suo definitivo viale del tramonto e perfino a esaltare il ritrovamento di un’America non sovranista, non chiusa in se stessa, multilaterale e amica dell’Europa. Insomma l’America che amavamo.

E a rendere unico e speciale l’Inauguration Day è stato il tono e la cifra tutta femminile che ha dominato la spettacolare esplosione del grande cuore musicale e poetico americano.

Prima l’esaltante patriottismo con cui una strepitosa Lady Gaga ha interpretato l’inno nazionale, poi un’appassionata Jennifer Lopez che ha cantato This Land is Your Land vestita in bianco, colore simbolo delle suffragette, con aggiunta finale di una battuta in spagnolo.

Infine l’afflato della 22enne poetessa afroamericana Amanda Gorman nel recitare i versi della sua raccolta di poesie The Hill We Climb (“La collina che scaliamo”). Versi come “L’alba ritorna prima di quanto crediamo”, hanno fatto lenire il dolore di un’America disunita e la gioia del voltare pagina. “E’ stata la miglior risposta alla retorica con cui Trump ha intrappolato i suoi fan nell’irreale nostalgia del passato” ha affermato la scrittrice Masha Gessen.

Amanda, che a 16 anni divenne la prima Youth Poet Laureate, è di colpo passata da centomila a un milione di followers e due suoi libri, non ancora pubblicati, hanno già scalato le classifiche di Amazon. Si deve proprio all’intuito di Jill Biden (che insegna letteratura inglese in un college) l’aver scelto per la cerimonia la poetessa che ha incantato mezzo mondo. “Jill mi aveva detto – racconta Amanda – che il tema della giornata era unire l’America e io ho accettato subito perché è ciò che sogno”.

Quel giorno storico possiamo infine guardarlo con un pizzico di orgogliosa italianità. Innanzitutto per le origini della First Lady, Jill Biden, il cui nonno Domenico Giacoppo (divenuto poi Jacobs) partì per “La Merica” da un paesello, Gesso, frazione di Messina. E vale aggiungere anche Lady Gaga (all’anagrafe Joanne Angelina Germanotta), popstar legatissima alle sue origini italiane, il cui nonno, guarda caso, partì da Naso, provincia di Messina.

A proposito di italianità, qualcuno ha notato per inciso che Amanda German indossava un cappotto giallo di Prada splendido come i suoi versi. Forse non c’entra nulla ma quello è stato un giorno di Apoteosi femminile e può anche starci bene.

 

foto da rollingstone.it

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