Acqua alla Puglia, Manzo (M5S) accusa: “La Regione Molise vuol fare cassa con le risorse idriche”

Anche l'esponente del Movimento 5 Stelle si scaglia contro il governatore Donato Toma: "Il Consiglio regionale è all'oscuro di tutto ma non possiamo svendere il nostro bene più prezioso"

Oltre a Micaela Fanelli (Pd), anche il Movimento 5 Stelle si fa sentire, E con la consigliera regionale Patrizia Manzo, che proprio con il capogruppo dem aveva firmato una mozione la scorsa estate quando del progetto si è iniziato a parlare, accusa i vertici della Regione Molise, in primis il governatore Toma, di voler far cassa sull’acqua pubblica, “il nostro bene più prezioso”.

L’esponente pentastellata, che parla di una “politica sorda, padrona e incurante”, era stata tra le poche a protestare contro il progetto di realizzazione della conduttura che collegherà l’invaso del Liscione all’impianto di Finocchito e che assicurerà acqua alla provincia di Foggia tramite un prelievo che si aggira sui 70 milioni di metri cubi all’anno.

“Si dice – osserva ora la Manzo – che ci vogliono tre indizi per avere una prova. La conferenza stampa tenuta dai vertici istituzionali della Regione Puglia sull’argomento è un’ammissione di responsabilità alla quale fa da contraltare stonato l’omissione dell’identica informazione da parte della Regione Molise.

La notizia riportata con la giusta evidenza da alcuni organi di stampa spiega che sono in stato avanzato le interlocuzioni tra i presidenti Toma ed Emiliano sul progetto di realizzazione di una condotta di 10 chilometri che porterà l’acqua dell’invaso del Liscione fino al potabilizzatore di Finocchito, prosciugandola alle necessità di cittadini e agricoltori del Basso Molise a fronte di un ristoro previsto di 5 milioni di euro.

L’iter di realizzazione del progetto va davvero molto oltre quelle che vennero definite “riunioni interlocutorie”, tant’è che la notizia viene rilanciata con entusiasmo dai vertici regionali pugliesi. E non potrebbe essere diversamente visto che la nostra acqua disseterà migliaia di cittadini della Capitanata”.

Invece, riflette la consigliera regionale M5S, “in Molise tutto tace: nessuno è stato messo a conoscenza di tutto ciò. Il Consiglio non ha affrontato né discusso questa ipotesi sulla quale avevamo chiesto, grazie alla mozione presentata dalla collega Fanelli e che ho condiviso convintamente, che l’Aula fosse informata dello stato dell’arte delle interlocuzioni e del progetto”.

Quindi l’esponente grillina analizza il progetto: anche dal suo punto di vista non comporterà vantaggi al Molise.

“In Puglia arriveranno ulteriori 50 milioni di metri cubi d’acqua che di fatto eviterebbero ai nostri vicini di attingere troppo dall’invaso di Occhito che, proprio la scorsa estate, ha mostrato di essere al di sotto della soglia limite come avevo purtroppo denunciato con largo anticipo a febbraio, con una interpellanza a mia firma.

Il progetto della condotta costerà 10 milioni di euro, totalmente a carico della vicina Puglia. Al Molise un ristoro stimato sui 5 milioni di euro l’anno che consentirebbe di cofinanziare i lavori per eliminare le problematiche infrastrutturali che non permettono ai consorzi di bonifica di utilizzare l’acqua dell’invaso.

Il ristoro, secondo la narrazione dei vicini pugliesi, eviterebbe di far gravare i costi di quell’opera sugli agricoltori molisani costretti, altrimenti, a pagare di più l’acqua.

Mentre invece, grazie alla loro benevolenza, tutto questo aggravio di costi sarà eliminato. Non solo: l’opera di ingegneria idraulica di cui nessuno in via Genova sembra conoscere i dettagli – posto che registrammo a fine giugno una certa ‘vaghezza’ nelle dichiarazioni rese in aula – ci permetterà di regalare l’oro blu del Molise ai cugini pugliesi invece di disperderla a causa delle nostre pessime condotte idriche diventate ormai un colabrodo”.

La Manzo puntualizza: “Non è in discussione la solidarietà, voglio ribadirlo con forza”. Ma questa vicenda ha delle ripercussioni politiche dal momento che il Consiglio regionale “non ha ricevuto alcune informazione dai vertici istituzionali, nessun confronto, nessuna condivisione di strategie e programmazione.

Continuiamo a subire scelte calate dall’alto, sconosciute al Consiglio regionale dove tali decisioni dovrebbero essere affrontate e adottate.

Se fossi in Toma nutrirei anche fondati dubbi sui ristori annunciati: se la memoria non m’inganna, anche quelli previsti per la cessione delle acque di Occhito, dal 1978, non sono mai arrivati né tanto meno mi pare siano stati richiesti dai successivi governi regionali, compreso quello attuale che guida. Eppure quei ristori, in termini infrastrutturali, avrebbero dovuto ‘salvare’ cittadini e agricoltori dalla sete.

Vorrei davvero conoscere la posizione del presidente Toma e della Giunta ma nella sede più opportuna, quella del Consiglio regionale tenuto colpevolmente all’oscuro della realizzazione di questa opera che penalizzerà fortemente cittadini, agricoltori, ecosistema e ambiente molisani”.

Più informazioni su