2 focolai e 60 contagiati, anche Medicina ‘blindata’. Il commissario: “Trasformiamo in ospedali covid Isernia o Termoli”

Mentre il direttore sanitario dell'Asrem Virginia Scafarto impone restrizioni per limitare il focolaio scoppiato in Medicina, il commissario Angelo Giustini ha messo nero su bianco in una relazione inviata al Governo tutte le criticità osservate all'interno dell'ospedale di Campobasso. Oltre a chiedere poteri più ampi e l'invio di personale medico extra delle Forze Armate, il generale propone nuove soluzioni per poi "liberare e bonificare tutto l'ospedale Cardarelli. Così si possono garantire le cure anche ai pazienti tempodipendenti".

Al Cardarelli persistono “situazioni incompatibili” a causa della “copresenza nello stesso ospedale di pazienti covid e no covid”. Tutte le criticità del nosocomio di Campobasso sono state messe nero su bianco nella relazione che il commissario ad acta per la sanità Angelo Giustini ha inviato a Roma il giorno dopo la sua ispezione all’interno del nosocomio.

Attualmente l’ospedale è interessato da due focolai scoppiati nei reparti di Chirurgia e Medicina, ci sono 60 positivi ma il numero potrebbe salire nelle prossime ore (oggi sono stati svolti i tamponi in tutto il reparto di Medicina, ndr). Chirurgia è stata chiusa sei giorni fa, erano possibili solo le urgenze.

Ora scattano restrizioni per contenere il virus anche in Medicina. Questa mattina il direttore sanitario Maria Virginia Scafarto ha diramato le nuove misure organizzative in una nota inviata – fra gli altri – al Direttore sanitario unico di Presidio Celestino Sassi e al primario di Medicina Ennio Lubrano (anch’egli positivo): il trasferimento dei degenti di Medicina positivi in Malattie Infettive (reparto di nuovo extralarge), l’isolamento dei pazienti negativi, l’interruzione dell’attività ambulatoriale, lo stop alle visite dei familiari e del personale estraneo al reparto, oltre alla sanificazione degli ambienti. 

Per le urgenze la Scafarto impone al pronto soccorso “il ricovero in aree covid-free” e alla centrale operativa del 118 di smistare i pazienti non covid negli ospedali spoke di Isernia e Termoli.

Mentre i vertici sanitari regionali corrono ai ripari per contenere la diffusione del virus all’interno dell’ospedale Cardarelli, il commissario per la sanità Giustini ha inviato a Roma il dettagliato report che conferma la criticità già riscontrate dai Carabinieri del Nas e alla luce del sopralluogo svolto due giorni fa, 13 gennaio.

Il commissario in sopralluogo al Cardarelli smentisce la Asrem: “C’è commistione tra percorsi covid e non covid”

Nella missiva inviata all’attenzione del premier Conte, dei ministri Gualteri (Finanze) e Speranza (Salute), oltre che del commissario designato dal Governo per l’emergenza sanitaria Domenico Arcuri e ai rappresentanti politici e istituzionali molisani, il commissario Giustini descrive “la grave situazione” del Cardarelli, a cominciare dal primo cluster scoppiato in Chirurgia, il reparto guidato dal dottore Cecere che ha accompagnato lo stesso Giustini nell’ispezione.

Oltre ad evidenziare “la chiusura dei reparti di Chirurgia per patologie ordinarie e il blocco dell’attività operatoria e funzionante solo per reparti in urgenza”, il commissario mette in luce anche “il rischio potenziale dell’assenza di una rianimazione per pazienti no covid” e “il trasporto in ambulanza presso le Terapie Intensive di altri ospedali regionali”.

Poi scende nel dettaglio delle criticità: “il corridoio in comune per recarsi al reparto di malattie infettive e al reparto di Terapie intensive”.

Altro problema: “La separazione tra il blocco operatorio per pazienti covid e non covid tramite una parete realizzata con pannelli di compensato, con l’assenza di chiusura della finestra in alto a tale parete, provoca il passaggio d’aria tra due blocchi operatori. Inoltre la presenza di un tubo volante che trasporta ossigeno da un reparto all’altro, posto un modalità raffazzonata, non garantisce l’adeguata sicurezza”.

Al Governo il commissario lancia proposte per riorganizzare gli ospedali molisani dal momento che “il progetto Hub Cardarelli centro covid, validato dal Commissario straordinario per la sanità, operativamente sarà funzionale non prima di aprile 2021″.

A Roma dunque Giustini invia un nuovo piano per la riconversione del Vietri di Larino a ospedale covid, per la cui realizzazione occorrono poco più di 2 milioni di euro.

In alternativa, scrive, “per liberare nell’immediato l’hub Cardarelli e avviare l’immediata bonifica di tutto l’ospedale”, la sua idea è quella di “trasferire i pazienti covid in uno degli ospedali regionali Spock di Isernia e o di Termoli dedicandone solo uno di essi ai pazienti covid, potendo così riaprire successivamente e nel breve tempo l’unico ospedale Hub regionale di Campobasso (Dea di primo livello) per tutte le patologie tempo dipendenti per pazienti no covid”. O viceversa, continuare a curare i pazienti covid al Cardarelli e “trasferire all’ospedale di Isernia l’attività per pazienti non covid”.

Non solo. Giustini chiede al Governo poteri più ampi e risorse aggiuntive, come avvenuto in Calabria ed estendendo dunque anche al Molise il decreto legge del 4 novembre 2020. Mentre per tamponare la carenza di medici la richiesta al Governo è l’invio del personale medico delle forze armate o dei medici del Venezuela. A suo dire, per affrontare l’emergenza sanitaria, al Molise occorrono 18 dottori.

LA RELAZIONE DEL COMMISSARIO ANGELO GIUSTINI