Via il depuratore dal porto di Termoli, l’Amministrazione presenta il progetto. Appalto entro pochi mesi – LE SCHEDE E I COSTI

Un progetto da 7 milioni e mezzo di euro per convogliare i reflui di mezza Termoli dal depuratore del porto a quello di Pantano Basso. “Nel 2021 andremo in gara d’appalto, in due anni l’opera dovrebbe essere completata” ha fatto sapere il sindaco Francesco Roberti. L’assessore ai Lavori Pubblici Enzo Ferrazzano: “Falso dire che non stiamo facendo nulla per il futuro della città”.

Il progetto è di quelli che potrebbero compiere una piccola rivoluzione per Termoli: trasformare uno dei maggiori problemi, cioè un depuratore vetusto e malfunzionante a ridosso della spiaggia, in una “terrazza sul mare”. Almeno questa è una delle idee per il futuro, secondo quanto riferito in conferenza stampa dal sindaco Francesco Roberti. Nel frattempo però occorre convogliare i reflui che oggi vengono depurati e smaltiti dal depuratore del porto fino alla periferia sud di Termoli, cioè a Pantano Basso. Dove un depuratore già c’è ma andrà potenziato.

Lì il nuovo impianto di trattamento dei reflui sarà capace di coprire “60mila abitanti equivalenti (la quantità di sostanze organiche biodegradabili derivate da un’utenza civile, convogliate in fognatura nell’arco temporale di un giorno, ndr). Considerando che il modulo del Sinarca fa già per 12mila abitanti equivalenti, il totale per Termoli sarà di 72mila” ha reso noto Mario Ruta, ingegnere e presidente di Acea Molise, la vecchia Crea, cioè la società che gestisce le risorse idriche di Termoli.

“Questo è un obiettivo fondamentare la città – ha esordito il sindaco nella conferenza stampa di presentazione stamane in municipio -. Dopo un anno di lavoro abbiamo un progetto ben fatto per risolvere un problema che da troppo tempo è un punto debole per la città. Speriamo di poter dire presto di aver risolto il problema, nonostante le difficoltà economiche del Comune, che esistevano prima e sono più evidenti per il Covid e la sospensione di molti tributi”.

Sindaco Roberti

A proposito di fondi, al Comune toccherà reperire circa la metà del totale di 7 milioni e mezzo di euro stimati per l’opera, dato che poco meno di 3,8 milioni sono a carico della Regione.

Commentando il progetto, l’assessore Enzo Ferrazzano ha voluto rispondere all’opposizione e a chi ha definito immobile l’Amministrazione Roberti. “È falso. Ogni Amministrazione entrante gestisce i progetti pensati da chi l’ha preceduta. Con Sbrocca il Comune ha progettato degli interventi grazie ai fondi europei 2014-2020. Questa Amministrazione potrà presentarne altri coi fondi europei 2021-2027 ma nonostante questo abbiamo già progettato qualcosa di importante”.

L’Amministrazione Roberti infatti punta forte sulla delocalizzazione del porto perché “comporterà sviluppi di tipo ambientale e turistico”. Il primo cittadino non ha nascosto l’idea di fare “una terrazza sul mare” quando l’impianto verrà dismesso. “Quell’area potrebbe essere pensata per l’installazione di nuovi trabucchi, quindi per uno sviluppo turistico”.

Conferenza depuratore Termoli

L’impianto esistente tuttavia non verrà completamente smantellato. “Resterà per la lavorazione delle acque piovane e la successiva immissione in mare tramite la condotta a 1800 metri dalla costa” ha precisato l’ingegner Ruta. Si tratta della tubatura di recente ristrutturata e che tanti problemi aveva dato causa falle e perdite di liquami.

“L’attuale depuratore è stato realizzato negli anni Ottanta – ha continuato Ruta -. Le modifiche alle leggi sullo scarico delle acque e le aree disponibili per l’impianto non permettono di adeguarlo alle normative attuali. Delocalizzarlo vuol dire raccogliere i reflui e convogliarli a Pantano Basso”.

Quindi è entrato nel dettaglio del progetto. “È fatto in due lotti. Il primo prevede la raccolta delle acque che arrivano al porto, il pre trattamento con grigliatura, dissabbiatura e sollevamento verso le pompe di sollevamento del parco tramite una nuova condotta”.

Ingegner Ruta Acea

Il secondo lotto riguarda invece “l’impianto di Pantano basso già esistente con potenzialità di 22mila abitanti e da portare a 60mila abitanti equivalenti. Verranno realizzate la grigliatura, la dissabbiatura, la ripartizione tra le due linee, un impianto di trattamento della materia carboniosa all’avanguardia”. Previsti anche altri interventi, illustrati nel documento qui allegato.

IL PROGETTO DI DELOCALIZZAZIONE DEL PORTO DI TERMOLI

Il sindaco ha garantito che “nel 2021 andremo in gara d’appalto. È un lavoro che può essere terminato in un paio d’anni”. “Si tratta del terzo e ultimo step – le parole del dirigente comunale ai Lavori pubblici, l’ingegner Gianfranco Bove – per risolvere l’annoso problema dell’inefficienza del depuratore del porto. Il secondo step, quello delle pome del parco, ci consentirà di tornare a fare gli allacci idrici”. Secondo Bove “in un paio d’anni riusciremo a chiudere questa pagina brutta della città e ridare a Termoli la normalità che è così importante”.

Roberti ha aggiunto che “i lavori si faranno con l’impianto in funzionamento, quindi qualche disservizio alla viabilità ci sarà. Dovremo fare volentieri qualche sacrificio”. L’assessore Ferrazzano ha invece ringraziato la struttura, la Regione Molise e “l’Acea per il progetto realizzato, la convenzione rinnovata e il cambio di clima e di rapporto con il Comune. Quest’estate abbiamo avuto delle acque di balneazione eccezionali e il cattivo odore si è sentito pochissimo”.