Un pezzetto di Molise che scompare: è morto Donato Mainella, storico arrotino di Frosolone

Fino a qualche tempo fa tutte le mattine dal suo paese raggiungeva Campobasso in autobus e nei pressi dell’attuale Casa degli Angeli svolgeva il suo lavoro. Aveva 89 anni e si è spento all’ospedale Veneziale di Isernia. Oggi, 26 dicembre, i funerali a Frosolone: sarà tumulato nel cimitero di Sant’Elena Sannita.

Fino a qualche anno fa, un paio all’incirca, era normale trovarlo tutte le mattine in via Monte San Gabriele a Campobasso, nei pressi della Casa degli Angeli. Donato Mainella, uno degli ultimi arrotini del Molise, se n’è andato lo scorso 23 dicembre, portando con sé un pezzetto di cultura e storia della nostra piccola regione. Era ricoverato all’ospedale ‘Veneziale’ di Isernia, il suo cuore ha smesso di battere all’età di 89 anni.

La sua è stata una vita molto interessante e intensa. È stato uno dei giardinieri di Papa Giovanni Paolo II, conosceva il tedesco per aver vissuto anche in Svizzera, ha lavorato all’ospedale Gemelli di Roma come tecnico (affilava i bisturi, ndr). E come raccontò lui stesso in un’intervista del 2013, “ho brevettato nel ‘53 un mezzo per affilare coltelli e forbici con l’aiuto di un fabbro”.

Manifesto arrotino

Era infatti inconfondibile la sua bici speciale che si trasformava come per magia in una sorta di bottega ambulante in grado di rendere taglientissime le lame. Un lavoro ‘chirurgico’, che batteva la concorrenza di chiunque.

Donato Mainella, l’arrotino di Frosolone che a 80 anni si è rimesso in gioco

Il signor Donato tornò a vivere nella sua Frosolone 25 anni fa e da allora non l’ha più lasciata. I funerali questa mattina, 26 dicembre, prima della tumulazione che avverrà al cimitero di Sant’Elena Sannita.

FOTO ALFREDO BRUNETTI